De Rossi: "Mi piace soffrire fino alla fine, ma queste sono partite da uccidere. Contento per Smalling, ho trovato un grandissimo professionista. Dybala? I campioni sono decisivi". VIDEO!

27.02.2024 08:18 di Emiliano Tomasini Twitter:    vedi letture
De Rossi: "Mi piace soffrire fino alla fine, ma queste sono partite da uccidere. Contento per Smalling, ho trovato un grandissimo professionista. Dybala? I campioni sono decisivi". VIDEO!
Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it

Nel post partita di Roma-Torino ha parlato l'allenatore giallorosso Daniele De Rossi.

De Rossi a DAZN

Per come si era messa si poteva soffrire di meno?
“Sì, mi è piaciuta quella ventina di minuti di gestione, sapevano andare e rallentare. Al gol avevo Rasmus vicino a me e gli dicevo che loro non mollano mai e che la gara non era finita. Mi piace soffrire vincendo, ma questa era una gara da saper uccidere. Loro hanno pressato tutta la partita, potevamo gestirla meglio”.

Poi è venuto fuori il talento di Dybala:
“i campioni sono decisivi in questo sport. C’è stato equilibrio nel primo tempo, loro se la giocano alla pari con tutti, come contro la Lazio. Sono una squadra forte, costruita con una fisicità importante e ti pressano. Sapevamo che sarebbe stata dura dopo la fatica con il Feyenoord, però abbiamo fatto delle cose buone. Abbiamo visto gli xG e queste cose, abbiamo preso anche un palo che poi poteva cambiare la gara. La cosa più bella è fare gol al 40’ e il gol loro qualche minuto dopo avrebbe ucciso tutti”.

I gol del Torino?
“Il primo non l’ho rivisto bene, mi è sembrato un gran gol di Zapata. Ha saltato bene e bisogna fargli gli applausi. Così come ci sta Dybala che prende e tira a giro dai 30 metri, ci sono gli attaccanti avversari. Tutti i gol possono essere evitati, ma sai che noia se le gare finissero 0-0. Il secondo con un pizzico di attenzione sulla chiusura bassa dei cross, sulla quale stiamo lavorando, poteva non passare quel tiro-cross”.

Oggi abbiamo visto svariate volte Mancini alzarsi e inserirsi:
“Hai visto bene, costruivo a 4 perché volevo portare fuori i loro quinti. Il fatto che si alzasse Mancio l’avevo chiesto anche a Ndicka e a Chris. Sono squadre che ti pressano a uomo e i centrocampisti ti coprono a uomo e ti pressano, e i loro attaccanti potevano dimenticarsi di seguire l’uomo. Così potevamo creare superiorità”.

Il recupero di Smalling e l’ingresso in campo di Lukaku?
“"Sono contento anche di Renato e Chris. Lo stavamo aspettando. Un infortunio così lungo lo devi gestire dal punto di vista fisico, dei carichi, dei minuti che gli dai, anche dal punto di vista delle emozioni, in quale partita farlo rientrare. Lui è un ragazzo eccezionale, da quando l'ho conosciuto ho trovato un grandissimo professionista che ha voglia di dimostrare di poter tornare a fare quello che sa fare benissimo. Pensavo durasse di meno. Romelu è entrato alla grande come solo lui sa fare, mi è piaciuto anche Azmoun ma in quel momento uomo a uomo ci lasciavano tantissimo campo e avevo bisogno di uno come Lukaku, che sapesse tenere palla e sfruttare l’uno contro uno”.

Cosa temi del Brighton?
“Temo una squadra forte con giocatori che pensano molto, hanno grande gamba e un tecnico che è tra i migliori in Italia e forse anche in Europa. Se guardo le rose la Roma non ha nulla da temere e noi siamo altrettanto forti, Il Brighton mi leverà qualche notte di sonno, è complicato se li vai a prendere, se aspetti apriti cielo. Devi trovare le giuste dimensioni. Anche Roberto non sarà felice di questo sorteggio penso e quando avremo la palla noi non sarà felice”.

Questa volta non gli passerà i suoi appunti:
“Ci siamo scritti il primo giorno, poi per correttezza non possiamo più scriverci. Ci vogliamo bene, le nostre figlie vivono insieme lì a Londra. Mi ha passato tutto in passato, cerco di copiare dai più bravi e lui è uno bravo”.

Daniele De Rossi in conferenza stampa (a cura dell’inviato all’Olimpico Marco Rossi Mercanti)

Nella conferenza stampa della vigilia aveva detto che aveva “spiato” anche Juric con la sua autorizzazione. Ieri, invece, è uscita questa vicenda della “spy story”.
“Ho chiesto il permesso a Juric e mi ha accolto in maniera incredibile, ci sono stati tecnici che mi hanno aperto le porte come lui o Mihajlovic, ho un bel rapporto con Juric, con il presidente Cairo, ho grande rispetto per il Torino come squadra e vorrei parlare di altro”.

L’idea del 3-5-2 è venuta dopo aver saputo questa notizia?
“No no, l’idea è venuta da prima e se hanno visto lo sapevano. Sono idee che nascono, quando fai l’allenatore devi fare delle scelte prima della partita e vedere se sono state positive. Le valutazioni sono state che volevo far giocare Smalling a tutti i costi, il Torino gioca con molta fisicità e mi dava più tranquillità metterlo in mezzo con due ragazzi che gli coprivano i fianchi, poi è stata una scelta più conservativa perché immaginavo che potevamo soffrire, pressano molto forte. Partire in maniera più prudente dopo le nostre partite di coppa poteva tenere viva la partita, nella ripresa siamo cresciuti rispetto al primo tempo”.

C’è abbondanza di centrali nella Roma adesso, è ipotizzabile una difesa a 4 con Mancini a destra?
“Tutto è ipotizzabile, questa squadra è stata costruita per giocare a 3, è comodo saperlo fare in corsa, Mancini può giocare lì abbiamo troppi terzini destri, però questa squadra può girare in mille maniere in difesa. Mancio e Smalling hanno giocato bene, giocano uomo a uomo in fase di spinta, sono forti fisicamente e molto attenti nell’uomo a uomo, ho chiesto ai difensori di dare palla e creare superiorità, nel primo tempo c’è mancata profondità. Avremmo sofferto anche giocando a 4 con il Torino e con altri interpreti, sono calati nella ripresa complici anche i nostri gol di Dybala”.

Cosa ha detto all’intervallo? Renato Sanches è entrato: qual è il tuo punto di vista?
“Abbiamo rischiato di segnare dopo pochi minuti, però prendere gol a fine primo tempo è stata una bella batosta, avrebbe fatto vacillare tante squadre ma non questa. Siamo rientrati bene, puoi dire quello che vuoi ma se hai giocatori senza personalità puoi fare poco, posso dire che Zapata ha fatto un bel gol, ha colpito l’angolino e a volte sono bravi gli avversari. Renato ha fatto il suo, non era facile rientrare dopo tanto tempo, si è allenato con ritmi più alti da quando l’ho conosciuto, sta bene con il gruppo, al quinto rigore è schizzato con il gruppo e vuol dire che è dentro al gruppo con la testa, però metto in campo quelli che pensano possano farmi vincere. Penso sia stato all’altezza della situazione”.

Sono mancati spazi sulla trequarti nel primo tempo. Tanti anni hai giocato con Totti, ti chiedo se la qualità del campione conta più dell’organizzazione?
“C’è mancato l’attacco della profondità nel primo tempo, se accetti l’uomo a uomo poi devi andargli alle spalle e devi essere perfetto così li metti in difficoltà, come nell'occasione del palo. Avevamo un uomo in meno sulla trequarti è perché avevamo un difensore di più, ed è il motivo per cui sono passato a 4 da quando sono arrivato. A volte incontri squadre che ti pressano e ci sta di soffrire, dobbiamo essere più puliti nel palleggio. La qualità del calciatore ti fa vincere le partite, ti fa vincere i campionati, è la cosa più importante che esiste ma se non fosse importante anche il resto non vedremmo mai il Bologna quarto, anche se ha buoni giocatori o quello che è successo al Chievo anni fa. Non vedremmo nemmeno squadre forti nelle parti basse della classifica. Dybala riesce a prendere palla 10 volte al limite dell’area e segnare due volte, se magari sei meno organizzato Dybala la palla la prende due volte, per esempio. Magari Zapata è forte di testa e organizzi la squadra affinché metti palle per favorirlo. L’allenatore è molto importante se si rende conto che i giocatori che ha sono più importanti di lui, deve gestire bene il gruppo, farli giocare nelle posizioni più congeniali e metterli a disposizione l’un altro. Dybala ha fatto due giocate da Dybala”.

Sei stato molto sereno nel seguire la partita: ti fidi molto del tuo lavoro?
“Mi fido tantissimo della mia squadra, mi sono messo il cappotto perché con l’Inter non sono stato bene qualche giorno dopo. Un po’ di esultanza bisogna sputarla fuori, tutto è importante per me, abbiamo avuto 62.000 spettatori di lunedì alle 18:00, un altro sold-out e abbiamo questa responsabilità. Siamo stati sempre seguiti, come quando eravamo secondi in classifica, questo trend che c’è da qualche anno dobbiamo rispettarlo e continuare così, c’è un amore così grande e non dobbiamo essere da meno. Se hai giocatori forti stai tranquillo, al di là della giocata sai che possono fare la differenza. La prima partita ero più teso perché era un debutto, ora sembra che sia una cosa che faccio da tanto tempo”.

De Rossi ai canali ufficiali del club

La gara di oggi?
"Sono contento, il primo tempo abbiamo sofferto un po' anche se abbiamo avuto un paio di occasioni importanti soprattutto quella con Kristensen che ha preso il palo praticamente a porta vuota. Il secondo tempo dopo la batosta del pareggio ho visto la reazione di una squadra che ha coraggio, ha conoscenza e personalità. Mi è piaciuto rientrare in campo dopo aver subito il pareggio dopo pochi minuti e riprovare a vincere la partita e riuscirci poi attraverso due magie".

La forza delle alternative. Sicuramente un panchina importante può fare la differenza.
"Sappiamo che abbiamo una rosa forte, una rosa fatta di tanti giocatori, sappiamo che possiamo puntare su di loro a occhi chiusi. Qualcuno sta tornando in forma, abbiamo recuperato giocatori che non giocavano da tanti mesi come Smalling, abbiamo recuperato giocatori che erano stati fuori in Coppa d'Africa e Coppa d'Asia e si sono integrati benissimo e stanno trovando il loro spazio. Sono contento della rosa e quindi andiamo avanti così, tutti insieme. L'altra sera ho detto che questa partita si vince in 26-27, sicuramente qualcuno di noi sarebbe stanco e sicuramente avremmo pagato dazio. È bello saper di poter girarsi verso la panchina e di poter mettere gente che gioca allo stesso livello degli altri".

Quando un campione come Dybala ha come primo pensiero di andare ad abbracciare l'allenatore, che cosa significa?
"Non lo so, bisogna chiederlo a lui. Io ho esultato perché appena ha spostato la palla ho detto che faceva gol: è emozionante, ma non perché è Dybala. L'altro anno mi è venuto da abbracciare Esposito della SPAL, venivano i miei giocatori ad abbracciarmi a fine partita e io mi emozionavo come un bambino. Per me la cosa più importante che ho è il rapporto che creo con loro, al di là che si chiamino Dybala o Nicola Rauti. Il rapporto che ho con questi ragazzi è quello che mi tiene vivo e quello che mi fa scegliere questo lavoro ogni giorno, che mi fa avere questa voglia tutte le mattine di alzarmi e di farlo. Questi abbracci sono delle piccole coccole che io e il mio staff ci prendiamo volentieri perché siamo veramente felici, al di là del lavoro, di quello che si è creato in così pochi giorni con la squadra".

Sei l'allenatore che fa finta di non vedere la classifica o non la guardi davvero?
"È presto, tanto presto e soprattutto le squadre attorno a noi vanno come il vento. Il Bologna le vince tutte, l'Atalanta si è fermata ma anche loro le vincono tutte, sotto ci sono tante squadre che spingono. Dobbiamo mantenere questo ritmo perché siamo indietro da parecchio tempo, siamo quelli che devono rincorrere e se quelli che rincorrono si fermano tutto quello che hai fatto fino adesso diventa inutile. Dobbiamo continuare a correre, la classifica la possiamo guardare l'importante è che poi quando ci allacciamo le scarpe ed entriamo in campo per l'allenamento andiamo forte".