Casaroli: "Malen è uno degli attaccanti più forti che ci sono"

Casaroli: "Malen è uno degli attaccanti più forti che ci sono"Vocegiallorossa.it
Oggi alle 00:00Interviste
di Redazione VG
Walter Casaroli, doppio ex di Como e Roma, ha parlato della sfida tra le due squadre in programma domenica 11 ottobre alle ore 12:30.

Walter Casaroli, doppio ex di Como e Roma, è stato intervistato da Radio Bruno durante la trasmissione "Bar Forza Lupi". Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Parlando della tua esperienza, hai giocato anche con il Como, avversario della Roma nella prossima partita.
“Sì, ho giocato un anno a Como. Ci sono andato subito dopo aver esordito in Serie A. Ho fatto undici partite, se non ricordo male, e poi sono andato in Serie B, perché il Como era retrocesso proprio quell’anno. Ho giocato lì per una stagione”.

Due giovani come Lulli e Pisilli possono rappresentare una risorsa su cui puntare?
“Certo che ci si può contare e bisogna puntarci. Però poi c’è Molina, l’argentino, e ci sono altri giocatori. Questi ragazzi non giocano e, tra l’altro, uno adesso è anche infortunato. Magari giocherà poco perché è chiuso da calciatori che sono stati pagati chissà quanto e che, per mantenere il loro valore, devono essere impiegati”.

Tu nasci calcisticamente come attaccante, anche se poi, durante la tua esperienza all’Empoli, con Salvemini, ti reinventi centrocampista. Che impressione ti fa Malen, oggi alla Roma?
“Malen è considerato uno degli attaccanti più forti. Da quello che ho capito, nello scacchiere di Gasperini ha trovato il suo ruolo: probabilmente in passato aveva incontrato difficoltà perché veniva impiegato più da esterno che da centravanti puro. Qui, invece, è libero di muoversi. È un giocatore molto veloce e tecnico, quindi l’impressione è ottima”.

Rispetto al passato, oggi i calciatori sono meno disposti a reinventarsi in altri ruoli? Malen, per esempio, è arrivato alla Roma anche perché Gasperini gli avrebbe prospettato la possibilità di giocare da prima punta.
“Io posso parlare della mia esperienza diretta. Quando giocavo in Primavera ero un attaccante molto prolifico e facevo parecchi gol. Quando sono passato al professionismo, però, le cose non sono andate allo stesso modo. Come ho detto anche recentemente ad alcuni amici, ho dovuto reinventarmi in un altro ruolo, altrimenti avrei dovuto andare a lavorare. Il mio concetto è che ho fatto di necessità virtù”.