AS Roma Match Program, Eriksson: "Il City si batte con la pazienza"

29.09.2014 23:03 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Fonte: AS Roma Match Program - Francesca Viola
AS Roma Match Program, Eriksson: "Il City si batte con la pazienza"
Vocegiallorossa.it

Sven Goran Eriksson conosce molto bene il calcio inglese, in particolare il Manchester City. Dopo un Mondiale e un Europeo sulla panchina della nazionale inglese, nel campionato 2007-2008 “Svennis” è diventato il manager dei “citizens” centrando un poco memorabile nono posto in classifica. “Si tratta di una società ricca, che investe molto in giocatori e quell’anno mi mise in condizione di fare una campagna acquisti di alto profilo. Siamo partiti bene, ma poi purtroppo le cose non sono andate bene. Comunque, una bella esperienza”, ammette ad AS Roma Match Program.

Che squadra incontra la Roma?
“Sono molto forti, non sono certamente solo io a dirlo. Sono i campioni in carica della Premier League e con il Chelsea sono le due formazioni leader in Inghilterra. Inoltre, avendo perso la prima contro il Bayern, faranno di tutto per non fallire anche nella seconda gara. Poi davanti al loro pubblico…”

Che ambiente troveranno i giallorossi all’Etihad Stadium?
“Sarà dura per i giocatori della Roma. Avranno i tifosi avversari vicinissimi e per loro il tifo è dal primo all’ultimo minuto”.

C’è nella rosa attuale qualche giocatore che ha allenato anche lei?
“Solo il portiere Hart, che in quel periodo arrivò alla nazionale. Per il resto sono cambiati tutti, è un po’ la loro scelta aziendale…”.

La squadra di Garcia invece si presenta con i tre punti in classifica, quanto conta il morale alto?
“La Roma da due anni a questa parte sta facendo davvero molto bene. Ho visto una parte della gara contro il CSKA e non hanno dato possibilità all’avversario di “arginare” il colpo! Purtroppo il fuso orario non mi permette di vedere il calcio europeo in diretta, ma spesso le gare importanti le ritrasmettono in differita”.

Quindi, che gara si aspetta?
“Loro partiranno subito in attacco per mettere paura all’avversario, ma la Roma, se avrà la pazienza di aspettare un po’ e studiare chi ha di fronte, potrebbe conquistare punti preziosi. Sono forti, ma la Roma quest’anno può giocarsela a viso aperto con tutti, soprattutto se userà calma e sangue freddo”.

Si gioca ogni tre giorni, poco tempo per allenarsi: cosa deve fare un allenatore per gestire al meglio il gruppo?
“Ogni professionista ha “fame” di giocare la Champions! L’allenatore ha il compito di far scendere in campo chi è più in forma, senza pensare alla gara successiva. Poi le vittorie danno morale...”.

Le piace Garcia?
“Moltissimo, è stato molto bravo ad ambientarsi in poco tempo e i risultati gli danno ragione. Sono sicuro che porterà la Roma in alto”.

In alto quanto?
“Non lo so, ma la Roma in questa Champions ha già tre punti in tasca e sono solo sei partite nel girone. Non è un campionato lungo, quindi essere partiti con il piede giusto è molto importante.

Inoltre il 5-1 mette un po’ in soggezione gli avversari… ”.

Ipotizziamo la prossima finale di Berlino?
“Sulla carta potrebbe essere Bayer-Barcellona, o forse Real. Ma sarebbe bello vedere la Roma arrivare fino in fondo da protagonista. Credo la strada intrapresa dalla società sia quella giusta, investe molto sui giovani ai quali affianca giocatori già maturi, per esempio Keita, Cole…Poi c’è un certo Francesco Totti che è davvero incredibile. Gioca sempre bene, nonostante non sia più un ragazzino”.

Porterebbe Totti a giocare in Cina?
“Magari, ma lui ancora può giocare a lungo ad altro livello nel calcio europeo. È il secondo anno che alleno la squadra cinese del Guangzhou R&F e mi trovo molto bene. Domenica abbiamo il derby contro la squadra di Marcello Lippi, loro in classifica sono più avanti di noi, ma speriamo di fare bene e dare loro filo da torcere”.