ESCLUSIVA VG - Villa Stuart, prof. Pompucci: "Castan? Ecco cos'è il cavernoma e la tempistica per il recupero"

21.11.2014 10:05 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA VG - Villa Stuart, prof. Pompucci: "Castan? Ecco cos'è il cavernoma e la tempistica per il recupero"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca

“Il cavernoma non ha alternative che non sia l'intervento neurochirurgico, non ci sono farmaci o terapie alternative”. Poche ore fa la Roma ha finalmente svelato il mistero sulle condizioni di Leandro Castan, fermo ai box dalla trasferta di Empoli dello scorso 13 settembre a causa di un'alterazione congenita vascolare nel peduncolo cerebellare medio posteriore sinistro, conosciuto con il nome di cavernoma. Per avere qualche informazione in più sulla tipologia della malformazione e sui tempi di recupero, Vocegiallorossa.it ha contattato il neurochirurgo di Villa Stuart, il professor. Angelo Pompucci: “Il cavernoma è una malformazione vascolare cerebrale o midollare, che si sviluppa nel contesto del sistema nervoso centrale ed è caratterizzata da una parete fragile e da alcune piccole palline. Per capirci meglio, la forma è simile a quella di una mora. La caratteristica è l'assenza di arterie che portino il sangue e questo preclude qualsiasi trattamento endovascolare, come si fa per esempio con un aneurisma, poiché il cavernoma è una malformazione isolata dall'albero vascolare. Sono presenti inoltre delle pareti delicate e questo può portare a un piccolo sanguinamento, che può causare i sintomi che, presumibilmente, in questo caso hanno portato a formulare la diagnosi tramite risonanza magnetica. Spesso chi è affetto da questa malformazione ci convive per tutta la vita senza avvertire alcun problema e senza nemmeno averne conoscenza”.

SUI TEMPI DI RECUPERO - “Il cavernoma non ha alternative che non sia l'intervento neurochirurgico, non ci sono farmaci o terapie alternative. Non conoscendo il caso specifico, non posso sbilanciarmi sulle tempistiche per il ritorno in campo. Parlando in linea teorica, difficilmente un atleta può riprendere l'attività agonistica prima di tre mesi dall'intervento ma, è bene ripeterlo, dipende sempre da caso a caso. Altri calciatori sono stati sottoposti nel recente passato a interventi di neurochirurgia, come Cech o Chivu, entrambi tornati in campo con il casco. In questo caso, vista la regione interessata dalla malformazione, il casco potrebbe non essere necessario”.

L'OPERAZIONE - “L'intervento sarà programmato in relazione alla sede del cavernoma. In questo caso si parla del peduncolo cerebellare medio posteriore sinistro: si opera quindi nella regione della fossa cranica posteriore, una parte del cranio protetta anche dai muscoli che si attaccano alla nuca. Verrà quindi praticata una piccola apertura nell'osso occipitale per poi seguire il percorso indicato dalla neuronavigazione, limitando così al massimo i rischi i quali, trattandosi di un intervento di neurochirurgia, sono comunque ineliminabili”.