ESCLUSIVA VG - Semioli: "Zaniolo farebbe una sciocchezza ad andare via. De Rossi? Per lui ho finito le parole. Nel 2007 Spalletti mi voleva a Roma"

07.02.2019 20:40 di Jacopo Simonelli Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Jacopo Simonelli
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA VG - Semioli: "Zaniolo farebbe una sciocchezza ad andare via. De Rossi? Per lui ho finito le parole. Nel 2007 Spalletti mi voleva a Roma"

Franco Semioli, centrocampista del Chievo Verona dal 2003 al 2007 e attuale allenatore dell'Under 17 della Pro Vercelli, ha presentato in esclusiva ai microfoni di vocegiallorossa.it la partita dei clivensi contro la Roma.

Momento difficile in casa Roma, chi ha le colpe maggiori?
"Vedendo da fuori penso che la colpa stia nel mezzo, tra squadra e società. Dalla Roma ovviamente ci si aspettava molto di più, i risultati non le stanno dando ragione e dopo il ko di Firenze si è amplificato tutto. Deve fare sicuramente un qualcosa in più per ambire al 4° posto".

È ancora Di Francesco l'uomo giusto per la panchina?
"Mi piace come allenatore. Poi però è normale che parlino i risultati, sono quelli che valutano il nostro lavoro. Se dovesse mancare il traguardo della Champions, sicuramente a fine anno la società prenderebbe dei provvedimenti cercando un nuovo allenatore".

Tante big hanno messo gli occhi su Zaniolo, farebbe bene a rimanere a Roma per crescere?
"Assolutamente sì. Dovrebbe rimanere almeno un altro anno a Roma. Ha trovato il suo ambiente ideale, si trova a suo agio e sarebbe una sciocchezza cambiare proprio ora..."

Cosa deve temere la Roma del Chievo Verona?
"La Roma farà fatica a vincere perché il Chievo venderà cara la pelle, come ha sempre fatto quest'anno contro le big. La squadra di Di Carlo gioca tutte le partite a viso aperto, visto che ormai non ha più niente da perdere".

Ti aspettavi De Rossi e Pellissier ancora così determinanti?
"Per loro ho finito le parole. Con Daniele ho avuto il piacere di giocare in Nazionale, è uno dei giocatori più intelligenti che abbia mai visto, con il passare degli anni usa l'esperienza per vedere la giocata prima. Si è visto anche contro il Milan al rientro. Pellissier più invecchia e più è buono, proprio come il vino. Stesso discorso per Quagliarella. Sergio ha un fisico da 25enne, può ancora dare tanto al nostro calcio. Spero che recuperi il prima possibile dall'infortunio".

Perché Campedelli ha ceduto Birsa a una diretta concorrente per la salvezza come il Cagliari?
"Anche qui la verità sta nel mezzo. Vista la situazione deficitaria in classifica magari hanno ceduto quei nomi che avevano ancora mercato per prendere nuovi giocatori motivati per il girone di ritorno, pensando al futuro. Se poi dovessero fare il miracolo salvandosi, tutto tornerebbe alla normalità".

Chi arriverà quarto?
"È una lotta apertissima. Guardando le ultime partite, direi Lazio e Atalanta perché stanno facendo meglio delle altre. Bisognerà vedere se alla fine uscirà fuori la qualità o la forza mentale e fisica delle squadre coinvolte. Sarà una bella lotta".

Sei mai stato vicino alla Roma?
"Sì, capitò con Spalletti nel 2007. Era una piazza che ovviamente mi piaceva molto, alla fine scelsi la Fiorentina di Prandelli per motivi tecnici perché a Roma vista la grande concorrenza non avrei potuto giocare con la stessa continuità avuta a Firenze. Ero anche in orbita Nazionale quindi volevo solo giocare il più possibile. Il ricordo della Roma però mi è rimasto sempre dentro, magari con il tempo sarei riuscito a trovare spazio anche in giallorosso ma non ho comunque rimpianti".

Ormai hai una certa esperienza a lavorare con i giovani, in futuro ti piacerebbe allenare anche in una prima squadra?
"Mi faccio spesso questa domanda. Amo lavorare con i giovani perché mi piace l'idea di trasmettere qualcosa ai ragazzi. Sono però sincero: se dovesse arrivare un'opportunità da una big, la prenderei in considerazione. Non la vivo però come un assillo, credo che tutte le cose abbiano un tempo, prima o poi arrivano. L'importante è essere sereni e lavorare sempre con serietà".