ESCLUSIVA VG - Maceri: "Roma-Mönchengladbach? Partita equilibrata. Giallorossi seguitissimi in Germania"

La redazione di VoceGialloRossa.it ha intervistato in esclusiva Valentina Maceri, ex calciatrice professionista, giornalista sportiva e conduttrice televisiva
24.10.2019 18:50 di Alessandro Paoli Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA VG - Maceri: "Roma-Mönchengladbach? Partita equilibrata. Giallorossi seguitissimi in Germania"

La redazione di VoceGialloRossa.it ha intervistato in esclusiva Valentina Patrizia Maceri, ex calciatrice professionista italo-tedesca ed attualmente giornalista sportiva e conduttrice televisiva per Sport 1 e Sky Sport in Germania, la quale, oltre a raccontarsi, ha fatto il punto a 360° sul calcio, maschile e femminile, visto sia dalla prospettiva italiana che dalla prospettiva tedesca.

Valentina Maceri, giornalista sportiva e conduttrice televisiva per Sport 1 e Sky Sport con un passato da calciatrice professionista, ci racconta un po' di lei.
«La Germania è parte di me tanto quanto lo è l'Italia. Il mio sangue, la mia famiglia, la mia educazione ed i miei valori sono di matrice italiana. Mia madre è sarda, mio padre romano, mio zio siciliano ed i miei cugini napoletani. Insomma, nelle mie vene scorre sangue italiano (sorride, ndr). I miei genitori ed i miei parenti che vivono in Germania lavorano nel campo della gastronomia e gestiscono ristoranti italiani a Norimberga, come nel più classico dei cliché».

Come nasce la sua passione per il calcio?
«La mia passione per il calcio è cresciuta grazie a mio cugino con il quale trascorrevo tantissimo tempo. Lui, avendo giocato a calcio, mi ha trasmesso questo amore e, da quel momento in poi, è nato il mio sogno di diventare professionista. Questa idea, per mia sfortuna, non è andò particolarmente a genio ai miei genitori poiché, negli anni '90, non così diffuso come lo è oggi. Vedere la propria figlia sporcarsi dalla testa ai piedi e tornare a casa ricoperta di lividi era un cosa inconcepibile. Nonostante ciò, sono riuscita a convincerli grazie alla mia caparbietà grazie anche all'incontro con un allenatore che, avendomi vista giocare per strada, mi invitò ad a fare un provino per la sua squadra. L'anno successivo sono entrata a far parte del Settore Giovanile del Norimberga, che giocava in Bundesliga. Mi allenavo con la squadra maschile e giocavo con la squadra femminile. Poco dopo sono stata convocata con la Germania Under 15 mentre a 18 anni ho realizzato il mio sogno di trasferirmi in Italia, dove ho giocato come professionista con il Verona. Lì mi sono effettivamente resa conto che mancavano la disciplina e l'organizzazione presenti in Germania. Nonostante la bellissima esperienza tra i professionisti, l'aver fatto conoscere il calcio femminile e l'aver fatto parlare di me, mi sono resa conto che quella non era la mia strada. Ho capito di avere una nuova missione: diventare una famosa ed apprezzata giornalista sportiva, divulgare l'esperienza acquisita sul campo, far conoscere a tutto l'ambiente la mia passione, la mia professionalità e la mia bravura in questo ambito. Oggi, dopo cinque anni di sacrificio tra studi e stages, lavoro come conduttrice televisiva per due programmi sportivi in Germania (Sport 1 e Sky Sport) e come giornalista sportiva indipendente».

La sua opinione sull'AS Roma femminile, l'Italia femminile e la Serie A femminile?
«Mi ricordo benissimo quando, nel 2013, arrivai in Italia per vestire la maglia del Verona, una delle squadre più forti della Serie A femminile, che, ogni anno, lottava per lo Scudetto contro il Brescia e la Torres. Il livello delle sfide tra queste tre squadre era sempre altissimo a differenza delle partite contro le altre che, onestamente, risultavano più semplici. In Germania, al contrario, non c'era un gap così marcato tra le varie squadre e, di conseguenza, la Bundesliga femminile era più equilibrata. Tra il calcio femminile italiano e quello tedesco c'è molta differenza. In Germania c'è più organizzazione e professionalità anche se, negli ultimi anni, non ci sono stati moltissimi investimenti nel calcio femminile contrariamente a quanto sta accadendo in Italia, in Inghilterra o in Spagna, che stanno puntando a sviluppare il loro movimento come testimoniano i grandi consensi che stanno riscntrando le donne in squadre come la Juventus, l'Inter, il Barcellona ed il Manchester United. L'apice del calcio femminile è stato raggiunto durante gli ultimi Mondiali. Accendere la TV su Sky Sport 24 e sentir parlare di calcio femminile mi ha riempita di orgoglio. In Germania, purtroppo, i media stanno nutrendo meno interesse verso queste notizie che, a mio modo di vedere, andrebbero curate maggiormente per favorire, in maniera ulteriore, la crescita e la diffusione del calcio femminile. Nonostante l'impegno, la buona volontà e la grinta, le ragazze tedesche non riescono ancora a guadagnarsi un po' di spazio in questo mondo che, purtroppo, sempre essere ancora troppo maschilista. In Italia, invece, siamo sulla buona strada»

Passando al calcio maschile: come è percepita l'AS Roma in Germania?
«La Roma, in Germania, viene vista come una squadra molto prestigiosa e ci sono tantissimi supporters giallorossi. In molti seguono con passione le vicissitudini e l'andamento della squadra, io in primis (sorride, ndr). L'attaccamento alla maglia e la passione per questa squadra, a prescindere dal risultato, è ammirevole. Quando si parla della Roma, il primo pensiero che viene in mente è Francesco Totti, simbolo indiscusso della squadra capitolina. Lui rappresenta l'amore e l'attaccamento alla maglia. Il sacrificio, la passione e la fedeltà nei confronti di una squadra»

Come vede la Roma contro il Borussia Mönchengladbach in Europa League?
«La Roma è una buonissima squadra che affronta un Borussia Mönchengladbach, il quale, nonostante sia in vetta in Bundesliga, questa sera cerca punti importanti per rimanere in corsa in Europa League. Mi aspetto una partita equilibrata»

In conclusione, quali sono le maggiori tra il calcio italiano ed il calcio tedesco, sia maschile che femminile?
«Il calcio italiano, in Germania, è conosciuto soprattutto come catenaccio anche se le statistiche dicono esattamente l'opposto. In Bundesliga, i fattori determinanti di molte vittorie sono la fase difensiva ed il possesso palla nella propria metà campo. Il campionato tedesco, infatti, è quello in cui le squadre subiscono meno gol e dove si registrano il minor numero di tiri subiti ed il maggior numero di passaggi riusciti sotto pressione nella propria metà campo (OPDA). In sintesi, conta più difendere bene che attaccare bene. Benedikt Höwedes, Campione del Mondo 2014 con la Germania, che ha indossato per una stagione la maglia della Juventus mi disse che l’amore per il calcio in Italia è pazzesco, non c’è paragone. Quella fra il calcio e gli italiani è una grande storia d'amore. Il calcio italiano ha una lunga ed orgogliosa tradizione a livello di cultura popolare. In Germania, invece, è tutto molto più freddo, ci sono meno emozioni. Loro sono quelli che a calcio si gioca in undici ed alla fine vincono i tedeschi. Andrea Pirlo, durante la partita tra la DFB-All-Star e gli Azzurri Legends (DFB-All-Star vs Azzurri Legends 3-3, 7 ottobre 2019): "Quando c'è da arrivare, la Germania arriva sempre!". Ad esempio, proprio in quella partita amichevole, molti 'big' tedeschi ha rifiutato la convocazione mentre gli italiani, guidati da Cabrini, hanno potuto contare sul 90% delle leggende convocate. L'Italia s'è dimostrata, ancora una volta, una squadra unita, con tanta voglia di giocare e con un entusiasmo invidiabile per rappresentare il loro Paese».