ESCLUSIVA VG - Damiano Tommasi: "Ho un debole per Di Francesco, ha bisogno di tempo e fiducia da parte dei giocatori. Il mio gol a Udine? Trapattoni si disse stupito..."

21.11.2018 20:30 di Simone Valdarchi  articolo letto 14781 volte
Fonte: Intervista a cura di Simone Valdarchi
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA VG - Damiano Tommasi: "Ho un debole per Di Francesco, ha bisogno di tempo e fiducia da parte dei giocatori. Il mio gol a Udine? Trapattoni si disse stupito..."

Damiano Tommasi, presidente dell'AIC (Associazione Italiana Calciatori) ed ex calciatore della Roma, con la quale ha giocato per dieci stagioni vincendo lo scudetto nel 2001, ha parlato ai microfoni di Vocegiallorossa.it.

L'AIC ha rilasciato un comunicato riguardo l'aggressione al giovane arbitro, avvenuta a San Basilio la settimana scorsa, affermando che "questo ennesimo gravissimo fatto rientra in uno degli aspetti negativi che dobbiamo assolutamente combattere, una piaga che tutti insieme possiamo sconfiggere”. Come sconfiggerlo e partendo da cosa?
“Innanzitutto condividendo che è una cosa negativa per tutti, al di là dell'aggressione alla singola persona. Purtroppo, a distanza di una settimana, non aver ancora individuato gli aggressori è il segnale che il problema non è solo di chi ha commesso il gesto, ma anche di quelli che vivono l'ambiente e che non condividono probabilmente la condanna e la denuncia di questi episodi”.

Sabato Udinese-Roma. A Udine, nell'anno dell'ultimo scudetto, lei fu capitano e marcatore del momentaneo 0-2 (partita finita 1-3), con i giallorossi di nuovo a +6 sulla Juventus a meno di due mesi dalla fine del campionato. Un ricordo di quella gara?
“Il ricordo è sicuramente positivo: il mio gol arrivò quasi casualmente, da una ribattuta avversaria. Quella vittoria per noi fu un ulteriore segnale che quello era l'anno giusto. Dopo Udine ci fu la pausa per le nazionali e ricordo di aver commentato quella rete con mister Trapattoni (l'allora CT azzurro, ndr) che, conoscendo le mie competenze tecniche, si disse stupito di quel gesto. Forse anche quello era un segno che, in quel momento, tutto stava girando bene non soltanto per la Roma ma anche per me”.

Cosa manca alla Roma di oggi per tornare ad alzare un trofeo? È soltanto colpa dell'estrema potenza tecnica ed economica della Juventus?
“Sicuramente in questo periodo è dura per tutti riuscire a scalfire la forza tecnica, economica e di programmazione della Juventus. L'anno scorso il cammino in Champions della Roma è stato molto sorprendente. Un segnale che la squadra è stata ed è costruita per puntare a quei traguardi. Come sappiamo bene, a Roma vincere trofei è sempre difficile per i competitors che si devono affrontare. In questo momento, oltre alla Juventus, anche altre squadre si stanno attrezzando per rimanere ad altissimi livelli”.

Quattro stagioni insieme a Di Francesco nella Roma, già lo vedeva come un possibile allenatore? Le piace la sua proposta di calcio?
“Sicuramente era ed è una persona dotata di leadership, lo dimostrava già quando era calciatore. Io ho un debole per lui, visto che per me ha significato molto di più che un semplice compagno di squadra. Propone un calcio che costruisce, un calcio che ha bisogno di tempo e fiducia da parte dei giocatori. Credo che abbia dimostrato lo scorso anno cosa si può fare nel medio-lungo periodo. Ricordo la prima partita di Champions contro l'Atletico Madrid, dopo la quale arrivarono tanti dubbi, per alcuni certezze, sulla distanza tra la Roma e determinati obiettivi. Poi sappiamo com'è andata a finire”.

Balzaretti a inizio stagione ha dichiarato che l'anno prossimo anche la Roma avrà la sua Under 23 in Lega Pro. Ha fiducia nel progetto delle seconde squadre? Si aspetta maggiori iscrizioni nella prossima stagione?
“Assolutamente, sono sempre più convinto. Mi fa piacere che la Roma lo abbia già dichiarato. Da dirigente federale, dico che ora sta a noi creare il contorno e la situazione ideale per far competere queste squadre all'interno dell'attuale Lega Pro. Bisogna trovare il format e l'equilibrio giusto per inserirle, senza togliere spazio a squadre minori che ambiscono ad arrivare ai piani alti del professionismo. Sappiamo, purtroppo, che spesso gli spazi si liberano viste le difficoltà economiche e organizzative di tante squadre nelle divisioni inferiori”.