Una squadra tosta, un risultato bugiardo e un'idea di gioco da sviluppare. Così e così Lamela e Balzaretti, l'ubiquità di Totti e la determinazione di De Sanctis

11.08.2013 05:08 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
Una squadra tosta, un risultato bugiardo e un'idea di gioco da sviluppare. Così e così Lamela e Balzaretti, l'ubiquità di Totti e la determinazione di De Sanctis
© foto di Alessandro Carducci

Una sconfitta dà sempre fastidio, è inutile negarlo. Soprattutto se questa arriva al 90’, contro il Chelsea, al termine di una gara che ha visto la Roma giocarsela almeno alla pari contro la corazzata di Mourinho. Gli inglesi possono contare su una preparazione più avanzata (tra poco inizia la Premier League) e il tecnico portoghese ha inoltre cambiato mezza squadra nella ripresa. Il Chelsea si è rivelato così più fresco mentre la Roma, nel secondo tempo, è calata vistosamente per poi rialzare la testa dopo il pareggio inglese, fino a sfiorare il gol del 2-1 prima della beffa finale. Al di là del risultato, il calcio d’agosto restituisce una Roma con una sua precisa identità di gioco. Sembra poco, ma non è così. Negli anni scorsi un’idea precisa di calcio è stata la chimera da inseguire per tutto il campionato. Se davvero Garcia è riuscito a trovarla prima ancora dell’inizio del campionato, allora avrà fatto già un mezzo miracolo. Il pallone scorre sempre più veloce, i giocatori fanno molto movimento senza palla e tutti si muovono come un blocco unico. La squadra deve ancora migliorare ovviamente in tutto: in avanti si sprecano ancora troppe occasioni mentre in difesa i capitolini hanno preso fino ad ora almeno un gol in ogni gara disputata, anche contro la selezione di Riscone di Brunico.
Da sottolineare la prestazione di Totti, dotato del dono dell’ubiquità e capace, soprattutto nel primo tempo, di trovarsi in più luoghi contemporaneamente: in difesa a prendere il pallone e subito dopo in avanti a scambiare con Osvaldo. Bene anche Maicon: se qualcuno si aspettava un Adriano bis rimarrà deluso. Fisicamente il brasiliano cresce ogni giorno di più. Ottima la prova di De Sanctis: urla e sbraita per tutto il tempo e para tutto il parabile. Esce dal campo arrabbiato per la sconfitta. Strootman si trova invece sempre più a suo agio nel cuore della Roma, come se indossasse questa maglia da una decina di anni mentre Lamela deve ancora carburare, nonostante il gol gentilmente concesso dal numero uno del Chelsea. Così e così anche Balzaretti: ottimo il suo impegno, un po’ meno la sua precisione nei cross.
Nel complesso quest’inizio di stagione sta mostrando una Roma tosta. Non a caso tutti gli acquisti, da Strootman a De Sanctis, da Maicon al giovane Jedvaj, hanno un unico filo conduttore: sono tutti giocatori di personalità, di carattere, presi appositamente per ovviare al problema principale di questi due anni, ad una Roma apparsa troppe spesso debole ed in balìa degli avversari.