Una Champions League che c'era e che (forse) non c'è più

07.05.2019 17:36 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
Una Champions League che c'era e che (forse) non c'è più

A Genova era ripartita la rincorsa Champions League della Roma, a Genova rischia seriamente di essersi conclusa. La matematica ancora lascia aperta la porta, meno la logica: -3 dall’Atalanta, con due scontri diretti in parità (non contano i gol fuori casa) ma una differenza reti a vantaggio dei nerazzurri di 13 gol significa che, a fronte di un filotto giallorosso (tutto da realizzare, visto che la prossima avversaria si chiama Juventus) da qui alla fine, gli uomini di Gasperini devono fermarsi due volte nelle prossime tre partite. Tutto è possibile e non è il momento di fare pronostici, ma questa ennesima vittoria che c’era e non c’è stata più fa tornare in mente come questa Roma avrebbe potuto addirittura evitare di dover lottare per entrare nelle prime quattro, finendo invece per - probabilmente - chiudere la stagione senza aver mai varcato quella soglia a parità di partite giocate. Un paradosso reso tangibile dai tantissimi punti persi quando ormai erano in tasca: gli ultimi due sono quelli di oggi, ma la lista è lunga, con i pareggi contro Chievo, Cagliari e la stessa Atalanta (oltre a quello col Napoli, arrivato però in circostanze diverse) a frustrare una classifica che sarebbe potuta essere ancora peggiore (più in chiave mantenimento del posto in Europa League), se Mirante non avesse neutralizzato il calcio di rigore di Sanabria negli ultimi secondi di una partita che i giallorossi - come tante volte - non avevano giocato in modo eccezionale, ma comunque sufficiente per portare via l’intera posta. Difficile dare responsabilità a Claudio Ranieri, che ha scelto - da bravo riparatore qual è - uno stile di gioco che poggia molto sulle qualità dei singoli: El Shaarawy ha prima dato e Schick ha poi tolto, come tante volte può accadere in un campionato, non in un momento in cui il “buon punto” non esiste più, perché tanti “buoni punti” se ne sono lasciati per strada già prima. Una volta per un calo atletico, una volta per errori dalla panchina, una volta per imprecisioni individuali: sono tutti punti che c’erano e che non ci sono più. Per una Champions League che c’era e che forse non ci sarà più.