Senza testa, senza atleti, senza più aspettative

02.04.2019 17:10 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
Senza testa, senza atleti, senza più aspettative

Non è bastato un esonero, non è bastata un’epurazione di altri elementi ritenuti responsabili di una stagione (e, ormai, non solo più di una parte) negativa, che, oltretutto, sembra solo poter peggiorare, per provare a raddrizzare la barca. La Roma, questa Roma, è troppo brutta per essere vera, e lo è letteralmente: oggi all’Olimpico si sono visti una serie di errori grossolani, alcuni dei quali inconcepibili per dei calciatori professionisti, a prescindere dal loro valore reale o presunto. Inutile continuare a martellarsi il cervello con il calciomercato, a questo punto è altrettanto inutile cercare di scervellarsi pensando a chissà quali ipotesi di correttivi tattici, anche dopo un pomeriggio in cui si è rivisto Patrik Schick quasi sulla linea laterale destra, Bryan Cristante mezz’ala dopo pochissimi minuti da trequartista incursore, Steven Nzonzi di nuovo mezzala e, per esempio, una totale incapacità di coprire lo spazio tra centrocampo e difesa, in cui Mertens ha fatto un po’ quello che ha voluto per tuttta la durata della sua partita. Il calcio è uno sport - ormai non più solo quello, ma ancora lo è - e nello sport servono atleti: oggi non si sono visti atleti, capaci di mettere in campo forza, corsa e fiato. E non c’è neanche troppo bisogno di sforzarsi per capire le cause di tutto ciò: che ci siano problemi di preparazione (“gli altri corrono di più, cerco di farli lavorare, ma più di tanto non posso”, dichiarazioni del postpartita) è un fatto, che ce ne siano altri di testa è un altro fatto. A risolvere entrambi era stato chiamato Claudio Ranieri, che, però, sembra avere davanti un compito più arduo del previsto per chiunque: qualsiasi squadra, dopo un cambio di allenatore, riesce ad avere un minimo di sprint, la Roma no e questo forse è il segnale più eloquente di quanto ci sia rimasto pochissimo da fare per risollevarsi da questa situazione. La sensazione è quella di una agonia lunga nove partite, in cui - paradosso - non è possibile neanche escludere possibili colpi di coda, che, probabilmente, da soli non basteranno per tornare a sorridere. Partita per partita si doveva andare da Roma-Empoli in poi, partita per partita si continuerà ad andare adesso. Con aspettative ormai prossime allo zero.