Senza giri di parole

06.07.2019 18:15 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Senza giri di parole

Sguardo deciso, tono pacato ma fermo. Gianluca Petrachi si è presentato in conferenza stampa con le idee molto chiare: da Dzeko a Higuain, da Manolas a Barella. Non ha fatto zero a zero e ha provato a ridare un distillato di orgoglio all’ambiente. Un ambiente dilaniato dalle polemiche delle ultime settimane, dall’addio di Totti e De Rossi e dalla sensazione che la squadra possa ridimensionarsi.
Petrachi ha usato la parola coraggio, così come Fonseca, e ha fatto leva sul senso di appartenenza e sull’orgoglio di un club che non si farà strozzare (testuale) da chi vorrà andare via.
Niente di sconvolgente, e dovrà essere sempre il campo a parlare, però il messaggio che si vuole dare è quello di una ripresa e questa ripresa deve nascere da dentro, dalle piccole cose. Sarà una ripresa lenta e graduale perché, per usare le parole dell’ex ds del Toro, “bisogna ricostruire, mettere fondamenta e cercare di rendere questa squadra vincente”.
Dichiaratamente omertoso sulle trattative di mercato, Petrachi ama il basso profilo ma che non significhi dover piegare la testa. Anche questo andrà verificato sul campo: senza più la spada di Damocle del 30 giugno, potrà rilanciare il mercato giallorosso senza dover scendere a compromessi e vedremo quale Roma verrà fuori.
Avendo risolto la questione 30 giugno con altre cessioni, la Roma può serenamente attendere che sia l’Inter a fare un’offerta congrua per Dzeko e i rapporti di forza, adesso, sono cambiati perché se il giocatore non parte ci rimette sì la Roma ma anche l’Inter e anche il giocatore, che ha già la testa via da un bel po’.
La suggestione Higuain è reale sebbene strida con la volontà di avere giocatori motivati e che non vengano a Roma a svernare a fine carriera. Higuain è motivato?
Uno stoccata poi a Zaniolo ("Si fa presto a rendere dei miti calciatori che hanno appena fatto 15 presenze in Serie A") e alla questione Baldini ("Non sarà Baldini a condizionarmi o dirmi cosa devo fare. Prima che mi scegliessero sono stato chiaro ma può essere una risorsa").
Sotto il profilo comunicativo, insomma, è stato promosso a pieni voti. Toccherà al campo, poi, dare il responso finale.