Lotte intestine

31.05.2019 14:00 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Lotte intestine

Le lotte intestine stanno lacerando l’ambiente, la squadra, una città intera. Pallotta contro Monchi e Di Francesco, Pallotta e Baldini contro De Rossi, tifosi contro la società, Totti indeciso sul futuro, audio che fanno il giro della città, testa grigia e ora anche i senatori contro Di Francesco, contro Monchi, contro Totti, contro tutti. L’articolo de La Repubblica ha aperto il vaso di Pandora. È tutto l’anno che va così. Paradossalmente, in tutto questo marasma, la candidatura di Mihajlović è passata quasi sotto silenzio. La Roma ha smentito, più o meno. Ha smentito la veridicità di una ricostruzione che sostanzialmente non è stata negata dalla società giallorossa. Non si nega con forza che terzi (Del Vescono e Stefanini) abbiano riferito a terzi (Ed Lippie) che i senatori della Roma fossero contro Di Francesco, Monchi e Totti. Si nega solo che ciò sia in effetti corrispondente alla realtà. Come Monchi non ha negato l’accaduto: si è limitato a dire di non conoscere i giornalisti in questione e di non voler aggiungere altro per rispetto della Roma e del Siviglia.
Lotte intestine. Polemiche che vanno a dilaniare un ambiente già provato da una stagione terrificante e che si inseriscono in un contesto di caos totale. Non si sa ancora ufficialmente chi sarà il prossimo direttore sportivo, il prossimo allenatore.
Alla fiera del GRA, come direbbe Branduardi, non ci si annoia mai. Può succedere tutto e il contrario di tutto. Elmetto in testa, sacchi di sabbia per proteggere la trincea, chi lavora nella Roma in questo momento è in prima linea circondato dal fuoco amico/nemico.
Una società indebolita dalle proprie scelte, dai propri equivoci, dagli eventi, dalle lotte intestine. Al di là del singolo episodio, delle mail, di Ed Lippie, tutto ciò serve a spiegare come abbia fatto la Roma a fallire la corsa al quarto posto. C’è tanto caos fuori e dentro Trigoria ma anche tanto silenzio. Il silenzio di tanti. Più che una testa grigia, c'è un’ombra nera sta avvolgendo tutto e anche il giallo e il rosso sembrano svanire nell’oscurità.