L'incognita, la certezza, il salto di qualità, Pastore

08.07.2018 19:20 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
L'incognita, la certezza, il salto di qualità, Pastore

Si ricomincia! Al via la stagione 2018/19 della Roma. Da lunedì, dopo le visite mediche di rito, il gruppo (privo dei nazionali e dell'ormai ex Bruno Peres) sarà al Fulvio Bernardini agli ordini di Di Francesco. Un ritiro molto diverso da quello di Pinzolo della scorsa stagione, non tanto per la sede prescelta, quanto per la qualità della rosa a disposizione del mister. Anche il tecnico potrà concentrarsi prettamente sul lavoro tecnico, senza doversi, in un certo senso, farsi accettare dai senatori del gruppo, come fu un anno fa. Manolas, De Rossi, Strootman, Dzeko, Di Francesco rappresentano le certezze giallorosse, lo scheletro su cui costruire, in questi mesi di allenamento e di mercato, una rosa più competitiva della scorsa stagione, quantomeno in Italia, visto l'exploit europeo. Tanti acquisti, a memoria, mai così tanti da parte del club nel mese di giugno. Bianda, Marcano, Zaniolo, Coric, Cristante, Kluivert, Karsdorp, proprio lui, (Mirante e Santon sono l'usato sicuro) rappresentano l'incognita. La variabile della stagione romanista. Come sarà l'impatto dell'ex atalantino con la piazza di Roma? Qual è l'effettivo valore dell'olandese tanto osannato a Fiumicino dai tifosi giallorossi? Stesso discorso per la locomotiva a cui va aggiunto d'obbligo il fattore clinico, dopo un anno fermo per infortunio. Tenendo il discorso sul campo e non sul mercato, tra le incognite altrimenti bisognerebbe mettere le questioni Florenzi e Alisson, si arriva a una delle conditio sine qua non per una Roma più forte: il salto di qualità dei talenti che hanno vestito già per una stagione la maglia giallorossa. Cengiz Ünder, il migliore, dovrà confermare per qualità e numeri, quanto fatto nella seconda parte della stagione; a Pellegrini, perno dell'Italia di Mancini, il compito di una maggiore continuità di rendimento; infine Schick. Il ceco, potrebbe (dovrebbe) ripetere il cammino fatto da Dzeko prima di lui: prima stagione negativa, seconda stagione (primo ritiro con la Roma) in cui è esploso. Poi ovviamente c'è Pastore. Il talento di Pastore, l'imprevedibilità di Pastore. Il quid che "mancava alla squadra". Mezz'ala, vice Perotti, attaccante aggiunto com'è capitato di fare a Gerson e Nainggolan, non importa. Molto, non è un azzardo, dipenderà dalla buona stella dell'argentino. Un calciatore capace di spaccare in due le partite ai tempi del Palermo, alla ricerca, nella Roma, della fiducia necessaria per tornare a dimostrare tutto il proprio valore. Inutile dire che sarà uno di quei calciatori seguiti con la lente d'ingrandimento in questa preseason. Il tutto sotto gli occhi, mascherati dai suoi immancabili occhiali sole, di Monchi. "Il mercato non è chiuso", ha detto il mister. Molti i giocatori che dovranno dimostrare di essere da Roma, in caso contrario e non, ne arriveranno degli altri.