Il peccato di cinismo ma la conferma che la Roma è forte

08.12.2020 19:32 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Il peccato di cinismo ma la conferma che la Roma è forte

Il rammarico è forte in casa giallorossa: giocare in 10 per gran parte della gara, con un arbitraggio sfavorevole e creando comunque molte più occasioni dell’avversario avrebbe meritato un esito diverso. La Roma esce dalla sfida con il Sassuolo con rabbia e frustrazione per un pareggio immeritato.
Volendo trovare un aspetto positivo, bisogna sottolineare come, nonostante l’inferiorità numerica, i giallorossi non abbiano cambiato una virgola del proprio modo di giocare, creando anzi molte più occasioni rispetto al Sassuolo e peccando solo di scarso cinismo.
Che la Roma abbia ormai acquisito e assorbito la propria identità è un fatto noto ma la conferma fa comunque piacere e Fonseca può esserne soddisfatto. Da sottolineare il coraggio del tecnico portoghese, che ha schierato due calciatori di palleggio come Pellegrini e Villar per eludere il pressing del Sassuolo, rinunciando all’incontrista. Da sottolineare anche la giornataccia di Ibanez, la crescita di Pellegrini (bravo sia in fase difensiva che in avanti, gol annullato a parte), l’abnegazione di Karsdorp, cresciuto molto in copertura dal suo arrivo nella Capitale e la costanza di Mkhitaryan, l’uomo cui affidarsi in ogni occasione.
Peccato per la mancanza di mira e di cinismo, altrimenti oggi la Roma avrebbe dilagato. Anche in 10 contro 11.