I comandamenti della nuova Roma

16.06.2017 19:46 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
I comandamenti della nuova Roma

Pronti, partenza, via! Quando ci si aspettava la cessione salva bilancio, prima di iniziare con i nuovi acquisti, è arrivato il primo volto nuovo. Anzi due. Il primo è stato Hector Moreno, difensore del PSV, tutto da scoprire già da domenica prossima, quando affronterà nella Confederations Cup il Portogallo di CR7. Il secondo è un piacevole ritorno che ha il nome di Eusebio Di Francesco. La cessione arriverà e sarà (scusate il gioco di parole) Salah. L'egiziano al momento è l'unica trattativa che la Roma ha in piedi. Monchi-Di Francesco. Il nuovo corso giallorosso comincia da loro due: modi di fare diversi, culture diverse, idee chiare. Sarà che i colori della Spagna son gli stessi (sofisti della scala cromatica permettendo) di quelli del club della Capitale, ma le sue uscite mediatiche sono da romanista doc. Un nuovo modo di approcciare al mestiere, quasi inconsueto da queste parti: trasparenza per quanto impone il segreto professionale e messaggi chiari ai diretti interessati: "La Roma non è un supermercato. Rüdiger resta. Abbiamo alcuni nomi e alcuni progetti che sono in fase avanzata". Parole dette con quella consapevolezza di chi ha tutto già in mente e sotto controllo. Più complicato il lavoro di Di Francesco. L'eredità, in termine di punti in classifica, lasciata da Spalletti è di quelle pesanti. L'accoglienza diffidente della piazza è dovuta a quell'immagine del ragazzo di provincia che si affaccia alla grande città. Da Sassuolo con furore, perché il mister ha le idee chiarissime (poi bisognerà vedere come e se riuscirà ad applicarle. Appartenenza alla maglia, entusiasmo, vicinanza alla gente, sincerità, compattezza, consapevolezza, umiltà nel lavoro, sacrificio di mezz'ali e punte, specificità nei ruoli (leggasi Florenzi), essere un'unica entità, ma soprattutto lavorare per il bene della Roma. Questo il diktat, le sfumature, del Di Fra, a cui non manca anche quel pizzico di ego: "Sono stato scelto per il mio pensiero calcistico" e quando si autodefinisce quel quid che serve al club per vincere: "Per raggiungere qualche traguardo serve qualcosa in più e io sono qui per questo”. Un nuovo inizio, all'insegna di quella normalità e di quel know-how che serve al momento. In attesa di quel che dirà il calciomercato, in attesa di quel che dirà il campo.