Gli eterni corsi e ricorsi storici

10.03.2019 09:00 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Gli eterni corsi e ricorsi storici

Secondo lo storico e filosofo Giambattista Vico, l’umanità procede secondo corsi e ricorsi storici.
La vita tende a riproporre i propri schemi, se pur in altre forme.
A Roma, invece, anche la forma rimane la stessa perché, con il ritorno di Ranieri, in un attimo vengono in mente le sue famose frasi rivolte ai laziali, lo scudetto perso contro la Sampdoria, lo sfogo su Simplicio, i vari Taddei, Vucinic, Cicinho, Pizarro, Toni, Burdisso.
Tutto sembra essere cambiato per poi, in realtà, essere rimasto immutato per questi 10, lunghissimi, anni. Come erano sembrate logiche le dimissioni del tecnico testaccino dopo la sconfitta di Genova (dallo 0-3 al 4-3 per i padroni di casa), così è sembrato altrettanto logico far tornare oggi Claudio Ranieri.
Come se nulla fosse successo, nel frattempo. E invece è successo di tutto. È cambiata una proprietà, i dirigenti, i giocatori. Solo Florenzi e De Rossi sono rimasti, oltre a Totti con una veste diversa.
Tutto il resto è cambiato, così come Ranieri che ha girato l’Europa scrivendo, con il Leicester, una delle pagine più belle della storia del calcio.
È indubbiamente la soluzione migliore e, anzi, occorre sottolineare la galanteria di chi non ha preteso nulla per il futuro, firmando fino al prossimo giugno. Un contratto di 3 mesi, una cosa unica nel calcio, e di questo bisogna dargliene atto.
Contemporaneamente, lascia Monchi e questa è forse la più grande delusione degli ultimi anni.
Con lui erano arrivate a Trigoria tante speranze, tante aspettative: finalmente un ds che, a Siviglia, era stato capace di vincere tutto facendo plusvalenze, tenendo d’occhio il bilancio. Il connubio perfetto tra realtà e sogno. Scontratosi con la dura, durissima, realtà. E si dovrà nuovamente ricominciare, vedremo da chi. Per ora la direzione sportiva è stata affidata a Massara, esattamente come successe dopo l’addio di Sabatiini. Massara poi andò via, prima di tornare anche lui a Trigoria. Così come potrebbe fare proprio Walter Sabatini in un eterno e sconfortante déjà vu.
Corsi e ricorsi.