Crisi d'identità

03.09.2018 22:00 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
Crisi d'identità

Tre giornate di campionato già alle spalle, una sosta lunghissima davanti. La Roma di Di Francesco torna con ancor più incertezze dalla gara del Meazza contro il Milan. Il dato più preoccupante sta nel fatto che se vi è qualcosa di certo in questo momento è soltanto il fatto che la squadra e il tecnico stanno attraversando una crisi d'identità. Inaspettata a inizio stagione. Prevista man mano che si vedeva all'opera il club. Di solito gli "esperimenti" si fanno durante la pre-season e non alla terza giornata di campionato, in casa del Milan, antagonista alla Roma nella lotta Champions. Eppure Di Francesco, cosa che capita veramente poche volte, ha avuto fin dal primo giorno di ritiro gran parte dei calciatori. Il vanto estivo di Monchi e della sua strategia con gli acquisti di Pastore, Cristante, Marcano e così via. Due mesi di lavoro senza trovare un canovaccio di gioco. Non può essere solamente la partenza di Strootman ad avere buttato all'aria i piani tecnici di questa squadra (fin qui unica vittoria con l'olandese). 4-3-3, 4-2-3-1, 2-2-4-2 nel finale da "scapoli e ammogliati" contro l'Atalanta, per finire con l'esperimento del 3-4-1-2. 45 minuti di prova, per tornare, forse, a un modulo più congeniale alle caratteristiche della squadra. Cambiare è sì segno d'intelligenza, come dichiarato dal mister alla vigilia della partita contro il Milan, ricercare il giusto assetto, andando a tentavi, significa che qualcosa non va. Aspetto tecnico, fisico, tempistica in alcune decisioni. Basta pensare che negli 11 titolari, Kolarov, Fazio, Nzonzi sono gli ultimi arrivati (gli unici uomini di campo ad aver fatto il Mondiale), Karsdorp non ha praticamente mai giocato in Serie A, idem Marcano (durato 45'). Ecco che quindi, il fattore "ritiro" che doveva essere un plus cade. Compattezza. Questa la parola pronunciata dai protagonisti nelle dichiarazioni post-match. 15 giorni per ritrovarla, per lavorare sulla condizione fisica, in attesa di un calendario più agevole che dovrebbe portare punti e rasserenare gli animi.