Liverpool-Roma 5-2 - Da Zero a Dieci - Il tifoso che amava Totti, la reattività di Di Francesco, l'approccio alla gara

25.04.2018 21:45 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
Liverpool-Roma 5-2 - Da Zero a Dieci - Il tifoso che amava Totti, la reattività di Di Francesco, l'approccio alla gara
Vocegiallorossa.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

0 – Alla capacità di reagire dopo l'occasione di Manè nel primo tempo. Lì la Roma si è sciolta ed è stata in balìa del Liverpool per quasi un'ora di gioco, svegliandosi troppo tardi.

1 – L'occasione di Schick, di testa, sprecata.

2 – Alla reattività di Di Francesco, che ha effettuato gli ultimi cambi a partita ormai compromessa.

3 – Servono sempre i soliti 3 maledetti gol. Un altro miracolo. Ancora.

4 – Quatto passaggi chiave, l'assist per Dzeko e una prestazione comunque più che sufficiente per Radja Nainggolan, nonostante il risultato. L'unico in grado di far salire la squadra anche nel momento peggiore.

5 – Perde tre palloni ingenui e va troppo timido, quasi timoroso, in due contrasti. Cinque le giocate negative di Ünder in 45 minuti, a fronte di un contributo quasi nullo nelle 4 palle che è riuscito invece a tenere. Tanto basta a Di Francesco per sostituirlo, giustamente, all'intervallo.

6 – All'approccio alla gara. L'inizio era stato incoraggiante e non bisogna dimenticare i primi venti minuti. Il problema, appunto, è che il tutto è durato appena venti minuti. Inaccettabile.

7 – I palloni persi da Dzeko, più di tutti. Spesso il bosniaco perde molte palle ma ne tiene parecchie, cosa che gli è riuscita poco ieri sera.

8 – Tardivo l'ingresso del numero 8 giallorosso, Diego Perotti, che appena entrato ha subito mostrato di essere tra i più pericolosi.

9 – I gol concessi nelle ultime due trasferte di Champions. Forse troppi.

10 – Lui è nei pensieri di tutti noi. Sempre. Anche dei tifosi inglesi, anche di quel tifoso che in un McDonald's del centro di Liverpool, a notte inoltrata, parlando della partita ci dice: “Io comunque amavo Francesco Totti, è stato un grande, fedele alla maglia come Gerrard”.