Cambio Campo - Fontana: “La Roma è superiore, ma l'Hellas Verona ci proverà. De Rossi? È stato un grande giocatore, ora spetta a lui diventare un grande allenatore”

20.01.2024 16:00 di Emiliano Tomasini Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Emiliano Tomasini
Cambio Campo - Fontana: “La Roma è superiore, ma l'Hellas Verona ci proverà. De Rossi? È stato un grande giocatore, ora spetta a lui diventare un grande allenatore”
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Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Matteo Fontana, giornalista del Corriere di Verona, con il quale abbiamo parlato di Roma-Hellas Verona.

Tra i problemi societari e le tante cessioni non è un grande momento per l'Hellas Verona, che però continua a lottare in campo. Qual è l’umore della piazza e della squadra?
“È un periodo turbolento. Ci sono state diverse cessioni, dovute a una situazione economica complicata e da sanare. C’è stato un impoverimento della rosa, perché quando vai a perdere un giocatore come Ngonge, primo realizzatore della squadra e miglior giocatore per talento… Poi ci sono state altre cessioni importanti come Hien, Faraoni e Terracciano. Le partenze sono state tante e la rosa ne uscirà rivoluzionata almeno per metà. Ovviamente, quindi, tra i tifosi c’è molto malumore nei confronti della società. La scorsa settimana c’è stata anche una contestazione all’esterno della sede del club. Però nei confronti della squadra c’è ancora grande affetto e grande sostegno. L’ambiente si è compattato e la squadra stessa ha espresso delle prove positive. Ha perso in maniera rocambolesca contro l’Inter e ha vinto lo scontro diretto contro l’Empoli. L'Hellas Verona ha di fronte delle oggettive difficoltà, arriverà all’Olimpico con una rosa accorciata, ma nello spirito è una squadra salda. È nel pieno della lotta per cercare di restare in Serie A e il pubblico e l’ambiente sono completamente uniti in questo senso”.

Grande protagonista di questo Hellas Verona è Baroni, che è riuscito a tenere viva la squadra:
“Baroni si è messo a guida del gruppo e fa da riferimento anche per l’ambiente, in sintonia con il DS Sogliano. Da un lato ci sono le cessioni e le difficoltà che conosciamo, dall’altro c’è la salvezza. Baroni era in forte discussione fino a poco tempo fa, a metà novembre sembrava prossimo all’esonero. Invece è rimasto, ha cambiato modulo, ha dato un disegno diverso alla squadra e il gioco è migliorato. Lui conosce l’ambiente, è stato giocatore all'Hellas Verona, ha un’attenzione alla sensibilità della piazza. Ha saputo trovare la chiave per dare una linea forte al gruppo e alla squadra. Non c’è dubbio che sia lui la guida di questo Verona”.

Come hai detto tu, Baroni sembrava vicino all’esonero a novembre e in quell’occasione è stato accostato alla panchina dell'Hellas Verona proprio De Rossi. Come vedi il suo arrivo a Roma?
“Si era parlato di De Rossi al Verona quando sembrava che la società dovesse cambiare proprietà e i nuovi proprietari avrebbero affidato la panchina a De Rossi. Alla fine, questo non si è concretizzato. La mia idea, lo dico molto chiaramente, è che io un allenatore come Mourinho non lo esonero mai. A Roma ha ottenuto dei risultati eclatanti per il club. Poi è chiaro che tutti vogliono sempre di più. Ha vinto una Conference League e potremmo dire che è arrivato a una mano di distanza dall’Europa League, ma non parliamo troppo di arbitri che poi… (ride, ndr). La Roma ora sta scontando anche diversi infortuni, si sa che la Roma è una squadra diversa con e senza Dybala in campo. Insomma, ho trovato l’esonero di Mourinho affrettato. Però è una scelta dei Friedkin e hanno scelto di puntare di De Rossi. Sicuramente è una scelta giusta per il suo essere romanista al 3000% e non c’è dubbio che le sue motivazioni saranno al 5000%. Sicuramente la carica è enorme, poi bisogna dimostrare sul campo. È stato un grande giocatore, ha avuto grandi maestri, ha iniziato un percorso e ora spetta a lui diventare un grande allenatore”.

Tra la Roma che deve ripartire con De Rossi e l'Hellas Verona che deve fare i conti con tanti assenti, è difficile parlare di campo e di tattica. Tu però che gara ti aspetti di vedere?
“Incognite su incognite effettivamente. Baroni deve fare la conta per i giocatori che ha a disposizione, anche nell’ottica dei cambi. La Roma presumo che avrà una grande spinta emotiva. Ora bisogna vedere se psicologicamente ha dato una spinta in avanti o all’indietro. Di sicuro ritrovando Dybala, la Roma ha un’altra marcia. Il Verona però, al netto di tutte le difficoltà, ha giocato buone gare contro le big. Con l’Inter è andata come è andata, con la Juve ha perso al 97’. Anche il Milan ha vinto di misura e non ha avuto vita facile contro l’Hellas. Non c’è dubbio che in questo tipo di partita, sulla carta, la Roma ha delle superiorità. Il Verona però ci proverà. Si difenderà ma proverà anche ad attaccare. La partenza di Ngonge è molto pesante e almeno nell’immediato non verrà coperta. Per la partita ci sono molte incognite, molto dipenderà da come la Roma approccerà alla partita. È chiaro poi che la Roma ha giocatori in grado di cambiare gli equilibri della gara e a quel punto il canovaccio della partita cambia improvvisamente”.