Cambio Campo - Turco: "Il Torino ha poco da chiedere a questa partita. Stagione in cui non ha funzionato nulla. Belotti-Dzeko sarebbe un attacco da Scudetto"

29.07.2020 17:10 di Alessandro Pau   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Cambio Campo - Turco: "Il Torino ha poco da chiedere a questa partita. Stagione in cui non ha funzionato nulla. Belotti-Dzeko sarebbe un attacco da Scudetto"

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L'ospite di oggi è Fabrizio Turco, giornalista de La Repubblica, con il quale abbiamo parlato di Torino-Roma.

Che partita si aspetta? Il Torino già salvo potrebbe prendere sottogamba l’impegno?
“Il Torino ha poco da chiedere: col pareggino di Ferrara di domenica ha chiuso una stagione con tantissime ombre e pochissime luci. È una squadra che ha davvero poco da chiedere, se non l’esigenza di qualche singolo di mettersi in mostra per strappare un contratto migliori, ottenere la riconferma o per andare altrove a cercare un nuovo contratto. In questo senso la Roma ha molto più da chiedere”.

Quest’anno ci si aspettava qualcosa in più del Torino: cosa non ha funzionato?
“Quest’anno non ha funzionato assolutamente niente. Ci sono stati senza dubbio problemi legati alla squadra, dagli infortuni di alcuni giocatori, ai problemi di ambientamento, fino alle contestazioni alla squadra e al presidente. Una squadra che non ha mai reso come avrebbe dovuto rendere, e alla fine si è visto quello che è stato”.

All’andata c’è stata l’affermazione granata all’Olimpico: lì ci sono stati più meriti del Torino o più demeriti della Roma?
“Senz’altro ci sono stati demeriti grossi della Roma, ma quella è stata l’ultima partita in cui il Torino ha giocato da Toro. Ci fu un grande Belotti autore di una doppietta. La vittoria fu senza dubbio sorprendente, ma tutto sommato quella fu l’ultima grande partita che i granata giocarono nel corso della stagione. Da quel momento la squadra è caduta in un baratro da cui non è più uscita. All’epoca eravamo al 5 gennaio, un mese dopo esatto, il 4 febbraio, la squadra ha cambiato guida passando da Mazzarri a Longo dopo quelle due partite incredibili, ovvero il 7-0 subito in casa dall’Atalanta e il 4-0 di Lecce, che fecero saltare tutti i piani granata. Da quel momento si è creata una situazione in cui il Torino ha arrancato fino alla salvezza ottenuta più per demeriti altrui che per meriti propri”.

Zappacosta, che ha un passato al Torino, ha avuto una stagione difficile a Roma a causa di un grave infortunio. Secondo lei la Roma deve dargli una seconda chance nella prossima stagione? Può essere ancora un giocatore importante?
“Zappacosta è un giocatore che in Serie A può fare bene. Al Toro fece molto bene. Può giocare sulla fasce destra sia in fase di spinta che in fase di copertura con grande efficacia. È un giocatore di livello europeo, che può far bene non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale. Bisognerebbe aspettarlo perché viene da un brutto infortunio, ma è un giocatore che se sta bene può davvero fare la differenza”.

Quale giocatore toglierebbe alla Roma?
“A me piace particolarmente Dzeko. E chiaro che il Torino in questo momento davanti ha un giocatore come Belotti che è un perno insostituibile. Penso a cosa potrebbe essere un attacco composto da Dzeko e Belotti, col bosniaco che fa la torre centrale e Belotti che corre e si sacrifica per la squadra mettendo comunque al servizio della squadra un rendimento sotto rete eccellente. Credo che questo potrebbe davvero essere l’attacco titolare di una squadra in grado di vincere lo Scudetto”.

Ce lo vede Belotti in maglia giallorossa?
“In questo momento Cairo ha grossi problemi legati alla contestazione continua e ha promesso a più riprese di voler ripartire da Belotti, quindi non credo che possa arrivare una cessione per Belotti. Certamente lui è in cima al taccuino di diversi direttori sportivi italiani, come ad esempio il Napoli. Lo vedrei in qualunque squadra di Serie A e non solo, perché è un giocatore che potrebbe tranquillamente giocare in ogni campionato d’Europa. Ha le caratteristiche per giocare in Inghilterra, in Germania, in Spagna. È un giocatore di livello globale e quindi lo vedrei benissimo anche nella Roma”.