Cambio Campo - Gennari: "Lo scontro diretto non sarà decisivo. Se cala l'intensità l'Atalanta può andare in difficoltà"

12.02.2020 22:50 di Simone Valdarchi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Intervista a cura di Simone Valdarchi
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Cambio Campo - Gennari: "Lo scontro diretto non sarà decisivo. Se cala l'intensità l'Atalanta può andare in difficoltà"

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L'ospite di oggi è Fabio Gennari giornalista di Bergamopost.it, con il quale abbiamo parlato di Atalanta-Roma.

Roma e Atalanta hanno compiuto un percorso simile e sono distanziate da 3 punti, quelli guadagnati dalla squadra di Gasperini all'Olimpico nella gara d'andata. Ti aspetti un girone di ritorno così equilibrato?
"I 3 punti di differenza non sono in nessun modo giustificati dai 19 gol di differenza tra le due squadre. Questo dato mostra come l'Atalanta debba trovare più continuità e vincere le gare, senza necessariamente doverle stravincere. Sono stati persi dei punti strani dopo grandi vittorie, in momenti che potevano segnare il definitivo cambio di passo. Il successo contro il Torino per 7 a 0 è arrivato dopo la gara persa contro la SPAL e prima di quella pareggiata in casa contro il Genoa, manca equilibrio. Passando alla gara, l'Atalanta avrà a disposizione Zapata più in forma, mentre alla Roma mancherà Zaniolo fino a fine stagione. Forse, per il lungo periodo, gli infortuni potrebbero fare la differenza".

Lo scontro diretto sarà decisivo per la corsa al quarto posto o comunque resteranno aperti tutti gli scenari?
"Non penso che sarà decisivo, perché comunque dopo questa gara ci saranno a disposizione altre 14 partite di campionato, con 42 punti in palio. È vero però che quella contro la Roma è una partita fondamentale per l'Atalanta. Io la reputo più importante rispetto a quella contro il Valencia, anche se resta comunque molto emozionante l'ottavo di finale di Champions League. Contro gli spagnoli l'Atalanta ha la possibilità di passare il turno, ma comunque anche se dovesse riuscire ad approdare ai quarti si fermerebbe lì, quasi sicuramente, la sua avventura europea. In campionato, invece, i nerazzurri hanno dimostrato di meritare un posto in Champions League. A mio avviso è più decisiva per la Roma come gara. Se i giallorossi dovessero perdere diventerebbe complicato, anche al livello mentale, proseguire nella corsa al quarto posto".

C'è il rischio che l'Atalanta sia proiettata già alla sfida al Valencia, la gara probabilmente più importante della storia nerazzurra?
"Se fossimo alla vigilia della gara di ritorno ti direi di sì, ma trattandosi della gara d'andata non credo. Qualsiasi cosa accada mercoledì sera, a meno di vittorie larghissime da una parte o dall'altra, ti giochi tutto il 10 marzo in Spagna. Quella sì che rischia di togliere energie nervose. I punti in palio contro la Roma sono talmente importanti che non credo ad una squadra distratta".

Che tipo di gara ti aspetti e cosa potrebbe deciderla?
"Può deciderla la propositività della Roma. In casa l'Atalanta fa più fatica, basta guardare i risultati ottenuti fino ad ora. Se la Roma si gioca la partita rischia di esporsi troppo ad un attacco come quello nerazzurro, mentre se i giallorossi dovessero venire a Bergamo e coprirsi potrebbero poi mettere in difficoltà l'Atalanta. La tenuta difensiva della Roma sarà fondamentale e, non ti nascondo, che vedere le ultime sfide della squadra di Fonseca e pensare che davanti avrà l'attacco più forte del campionato mi fa ben sperare".

Qual è il punto debole della squadra di Gasperini?
"L'intensità. Se la squadra non riesce a mettere in campo la sua idea di calcio con l'intensità che abbiamo imparato a conoscere, può perdere con chiunque, ne è l'esempio la partita contro la SPAL. Viceversa, se i ritmi restano alti, l'Atalanta può battere chiunque e mettere in difficoltà chiunque, compreso il Manchester City".

Dopo Mancini, la Roma nel mercato di gennaio ha preso dall'Atalanta un altro difensore centrale: Ibanez. Nella prima parte di stagione non è mai sceso in campo (soltanto 19 minuti in Champions League), ci puoi aiutare a conoscerlo meglio?
"Anche noi abbiamo avuto modo di vederlo, però posso dire che è un giocatore molto bravo tecnicamente. Si pensava potesse essere l'erede di Toloi, ma al livello difensivo non ha convinto Gasperini. C'è da ricordare che in questa Atalanta non hanno trovato posto calciatori come Kulusevski e Barrow, giocatori di assoluto valore. A mio avviso la quotazione di 10 milione è anche un po' condizionata dal rendimento complessivo dell'Atalanta, ma sicuramente è un difensore bravo che può tranquillamente giocarsi il posto con Juan Jesus e Fazio. È giovane, bisognerà aspettarlo, anche se mi rendo conto che non sia semplicissimo a Roma".