Torino, Abate: "Contro la Roma ci sarà da soffrire, ma vogliamo regalare una gioia ai nostri tifosi"

Torino, Abate: "Contro la Roma ci sarà da soffrire, ma vogliamo regalare una gioia ai nostri tifosi"Vocegiallorossa.it
Oggi alle 15:28Avversario
di Marco Campanella
Alla vigilia di Torino-Roma, il tecnico granata Ignazio Abate si è presentato in conferenza stampa per presentare il match ai media.

Alla vigilia di Torino-Roma, il tecnico granata Ignazio Abate ha parlato in conferenza stampa. 

Che significato ha la gara di domani?
«È un bel banco di prova, dobbiamo continuare a crescere e il percorso è ancora lungo. La vittoria di Firenze ci ha dato leggerezza e consapevolezza, i ragazzi credono in ciò che fanno, ma c'è tanto da migliorare. Domani troviamo una squadra forte, che vive un momento brillante e che ha grandi individualità. Siamo pronti dopo una settimana positiva».

Come procede l'inserimento degli ultimi arrivati?
«Molto bene. Hanno aumentato il livello di conoscenze e della tenuta fisica. Coco è recuperato, ma si è fermato Adams per un problema all'adduttore e Simeone è in dubbio per un problema alla schiena».

Giocherete a tre o a quattro?
«Bisogna difendere in 10 e attaccare in 10. Domani serve una fase difensiva di livello, la rabbia di non prendere gol e pensare in negativo in fase difensiva. Andiamo avanti sui segnali positivi di Firenze».

Cosa cambia per l'attacco?
«Faremo valutazioni. Abbiamo altri due attaccanti in rosa, oppure magari partiamo senza attaccanti. Vediamo, aspettiamo domattina per capire come starà Simeone. Abbiamo alternative, faremo di necessità virtù».

Zapata come sta?
«Ha fatto tutta la settimana bene, il ginocchio ha dato risposte positive».

Cosa l'ha colpita di più in Gasperini?
«È stato un rivoluzionario del calcio moderno per il modo in cui aggredisce, per l'uomo contro uomo, per il gioco verticale e per il fatto di invadere l'area con tanti uomini. Ha rivoluzionato il calcio moderno, la carriera parla per lui. Domani non è un esame di maturità, ma uno step di un percorso iniziato pochi mesi fa. È una tappa difficile, ma anche noi abbiamo le nostre armi da mettere in campo».

Quanto è importante ritrovare il miglior Vlasic? E come mai lui e Simeone sono partiti a fari spenti?
«L'anno dei Mondiali è particolare, la preparazione è a singhiozzo. Vlasic però è un grande professionista, ha lavorato da solo a casa e si è presentato nelle migliori condizioni. A Firenze ha fatto un'ottima gara, in questa settimana l'ho visto ancora meglio. Simeone ha fatto un ritiro di livello assoluto, forse doveva smaltire i carichi. Lo vedo bene, speriamo di recuperarlo per domani».

Rodriguez può giocare?
«Ha fatto tutta la settimana. Quando prendi ragazzi che non hanno fatto la preparazione devono cambiare intensità e modalità: hanno bisogno di tempo per assimilare i carichi, altrimenti diventa un rischio. Di sicuro ha qualche minuto nelle gambe».

Luongo oggi ha giocato con la Primavera.
«Lui e Carrascosa sono in orbita prima squadra, poi hanno bisogno di minutaggio e di fare esperienza. È giusto che giochino».

Kulenovic è sano?
«Sì (ride, ndr)».

Come procede la creazione di questo gruppo?
«Mi fa piacere la domanda, ci tengo a questi aspetti. Devo dire che sono ancora più innamorato di questi ragazzi: hanno fatto una settimana importante non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche per l'energia e per i legami che si stanno creando. È ciò che fa la differenza in uno sport di squadra. Dobbiamo crescere, martellare senza alzare troppo la testa: abbiamo vinto a Firenze, ma non abbiamo fatto nulla. Dobbiamo battere per cercare la nostra anima».

Bragança è più mezzala o regista?
«Entrambi. Ha grande intelligenza calcistica, sa legare e interpretare il gioco, oltre a dettare i tempi. Mandragora davanti alla difesa ci dà spessore e letture, ma ho delle alternative. Starà a me farli coesistere tutti insieme: serve un equilibrio in fase difensiva che dipende da tante cose, ma è ciò che sposta».

Mandragora, Fitz-Jim e Bragança possono coesistere?
«Sì, i giocatori bravi possono giocare sempre. Poi ci sono partite e momenti diversi. A Firenze ho visto una squadra più solida e questo dipende da tanti fattori».

Qual è l'obiettivo?
«Continuare a crescere e costruire basi per avere un futuro roseo. Quando in estate cambi metodologie e inserisci 11-12 giocatori nuovi non è semplice creare un'anima forte. Abbiamo inserito giovani e italiani, ci sono tanti aspetti positivi».

Ha qualche aneddoto dei suoi allenatori che ha riportato alla squadra?
«No. Con Gasperini sono sempre state partite difficili, loro vorranno soffocarci e non avremo il dominio che abbiamo avuto a Firenze. Tutto passerà da come gestiremo il pallone, servirà qualità per ribaltare l'azione perché non si può pensare di giocare solo di rimessa. Sarà una gara simile al Monza, voglio vedere aspetti diversi rispetto alla partita contro il Monza. Abbiamo fatto una settimana di qualità e intensità».

Come sta Belghali? E come vede i suoi esterni?
«Deve aumentare la tenuta fisica, ma ha fatto bene in questa settimana. Patterson è un terzino destro che ha giocato anche a sinistra, Belghali ha giocato anche a sinistra ma secondo me si esprime meglio a destra. Fortini ha giocato spesso a sinistra e lì lo vedo più a suo agio, ma dipende dalle partite. Ho quattro quinti più Aboukhlal che mi danno alternative».

Quale adattabilità ha Oristanio?
«Lo provo anche da mezzala e sottopunta. Lui e Ilkhan hanno alzato il livello, sono contento. Ilkhan ha saltato il ritiro, è da 15 giorni che lavora a testa bassa. Il gruppo si sta cementando alla grande».

La Roma è da scudetto, voi avete tante assenze: quanto è importante l'aspetto morale per domani?
«Quando parlo di anima del gruppo, è ciò che deve stare alla base di tutto perché altrimenti non crei una casa con basi solide. Domani è difficile e loro hanno ambizioni altissime, ma noi vogliamo regalare una gioia alla nostra gente. Ci sosterranno in una gara complicata: ci sarà da soffrire, ma voglio vedere una bella gestione del pallone perché possiamo colpire la Roma».