Juventus, Spalletti: "I giocatori ci hanno creduto e non hanno mai smesso di crescere. Io vivo per il quarto posto"

Juventus, Spalletti: "I giocatori ci hanno creduto e non hanno mai smesso di crescere. Io vivo per il quarto posto"Vocegiallorossa.it
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Ieri alle 23:18Avversario
di Benedetta Uccheddu

Spalletti ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pareggio contro la Roma. Queste le parole del'allenatore bianconero:

È felice?
«Se si parla di reazione, sì, se si vanno a vedere le trote di situazioni che la squadra si era fatta del primo tempo, non sono molto felice. Poi è chiaro che va fatta una valutazione obiettiva, che si esce dalla Champions in quella maniera lì, giocando 120 minuti, avendo tutta quella roba, quel fardello di fatica, di esclusione e allo stesso tempo poi di dispiacere, di dolore, perché la squadra aveva fatto bene, per cui rimettere a posto tutte quelle cose lì quando vai sotto di due gol, diventa una montagna difficilmente da scalare. E invece i giocatori ci hanno creduto, hanno fatto, hanno avuto una grandissima reazione, non hanno mai smesso di crescere, anche se siamo stati leggerissimi quando si perdevano».

Ha mai pensato che poi alla fine in qualche modo non si sarebbe risolta e che magari avrebbe compromesso il percorso del campionato o ci credeva comunque anche in quei cambi che poi alla fine l'avrebbero sistemata.
«Allora tu quando avrai 66 anni come me, ne sono 35 e tu fai l'allenatore, tu saprai che andando lì dentro tu credi sempre di poterla recuperare, perché questo devi trasmettere. I cambi tu li fai per questo, tu cerchi di tenere equilibrio ma tu speri sempre, anche perché questo calcio è un po' così ora, questa queste vampate che ci sono di entusiasmo, di depressione, possono giocate importanti perché poi il disi ti può sempre fare la giocata e oggi ha giocato, ha fatto una partita splendida, Zhegrova ti può sempre tirare fuori qualcosa. Bogà è un altro calciatore che ha delle intuizioni, ha la qualità per creare dal nulla una situazione importante, per cui Si va sempre ad essere fiduciosi».

Sì mister, io voglio sottolineare proprio quello che accennavi prima, perché questa era la quinta partita della Juventus in due settimane, mister. Però la Juventus da un punto di vista psicologico, come dici tu, in queste quattro partite aveva preso bei colpi, quando quel 3 a 1 c'era il biglio, no mister? poteva una squadra anche subire psicologicamente, la Juventus ha avuto una reazione incredibile, mister e questo, lo sappiamo in Serie A a questi livelli con questa pressione, per te secondo me deve valere doppio, perché è un segnale che vale tanto, vale tantissimo, alle volte anche più di un punto che hai preso.
«Sì, avete fatto un'analisi corretta, perché poi il dato di 25 partite ne abbiamo giocate tre in inferiorità numerica, tre tempi interi in inferiorità numerica, per cui ti stremano ancora di più e poi non porti a casa il risultato. Pensate che avevi fatto a San Siro e poi invece hai preso gol da ultimo, e rientri nello spogliatoio e le orecchie abbassate. Quella partita è uguale, giochi una partita in un tempo benissimo, poi là dentro, vedi te che sono due tempi, giochi in dieci, con l'Inter in casa, abbiamo giocato in dieci per tutto il secondo tempo e per tutti i supplementari, per cui sono cose che sì, ti puoi trovare tutte le parole possibili per cercare di alimentare quella che è la fiducia e di alimentare quelli che devono essere degli stimoli corretti e quella che Juventus deve sempre avere. Già in questo momento qui ci hanno aiutato anche i tifosi, anche oggi ci sono stati molto vicino e quando i tifosi sono al nostro fianco e indossano con noi la maglia, diventa un po' meno pesa di quello che è».

Spalletti le chiediamo sempre se i giocatori sono stanchi, se hanno smaltito le scorie di quella partita, ma lei come sta? È un po' stanco? Lei ha smaltito le scorie di quella partita? Ci crede a questo quarto posto? Mancano ancora 11 giornate.
«Come ci credo? vivo per questo, vivo per il quarto posto, vivo per quella posizione lì». 

Mi è piaciuto molto il concetto che ha espresso prima, entusiasmo e depressione, questa altalena. Le chiedo se il suo gruppo potrà in futuro, o nel recente, proprio nelle prossime giornate, gestire meglio questo aspetto, cioè essere un po' più equilibrato, vivere un po' sempre un po' tra depressione e entusiasmo.
«Secondo me noi abbiamo avuto un momento dove ci sono venute troppe cose addosso e non siamo stati neanche molto fortunati in quel momento lì, perché la mia squadra ha fatto vedere delle cose importanti, e la trovo cresciuta sotto tutti gli aspetti, e secondo me faremo un grande finale di campionato». 

Spalletti in conferenza stampa

Luci e ombre. Grande carattere nel finale. Soddisfatto o preoccupato?
"Ne sono rimaste un paio spente di luci, si è sbagliato 4/5 palloni in superiorità numerica o nel secondo tempo quando Thuram serve Yildiz troppo lunghe. La reazione viene poi da loro, perché loro con questa voglia... sono d'accordo e sono soddisfatto di ciò. Loro ci hanno creduto, questi ragazzi vengono da 120 minuti in inferiorità numerica in cui sono usciti dalla Champions. Prendo tutto: la partita in generale è stata buona con la Roma che ha fatto un gran calcio. Noi abbiamo sbagliato una marcatura, però ci portiamo a casa la reazione dei ragazzi e la buona partita".

Cosa le sta dando la Juventus che è mancato in Nazionale?
"Sono lavori diversi: un periodo in Nazionale ce ne son successe troppe, in un momento delicato come nella partita contro la Norvegia in cui ci siamo arrivati col fiato tirato dal campionato e con un gruppo importante che aveva perso male una finale. CI hanno penalizzato. Ci rimango male, ma ne prendo atto. Oggi posso scherzare sulla maglia che uno indossa, poi domani gli dici che è bellissima: ci possiamo conoscere in maniera approfondita. La società è top, lo sanno tutti. Secondo me la squadra ha fatto passi in avanti. Io pensavo di poter riportare un calcio bello e vincente, ma così non è stato. Siamo tornati indietro, ci sono capitati episodi a sfavore. In questo periodo abbiamo giocato tre gare in dieci tutte ravvicinate e la fatica si fa sentire. Con tutte questa gare, posso soltanto farli recuperare: fare allenamento, ma farli anche faticare, diventa pesante mentalmente. Stasera hanno fatto vedere questo recupero: essere dentro la reazione di stasera dopo quanto ci è successo vuol dire che i ragazzi sono forti. C'è il mio dispiacere per la convinzione di poter far qualcosa di bello, ma ancora non ci siamo riusciti".

Pensi di poter riprendere quanto si è interrotto?
"Penso sempre le stesse cose sulla squadra: se sentite i calciatori, ve lo diranno. Conosco le potenzialità della squadra, poi ci sono cose da sistemare per essere bravi e serve lavorare su altre per essere bravissimi. Siamo vicini a poter far divertire e portare a casa risultati".