Un Chi...occhio al Regolamento - Roma-Lecce 2-1

21.11.2011 11:00 di Gabriele Chiocchio   vedi letture
Un Chi...occhio al Regolamento - Roma-Lecce 2-1
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Nel corso di una direzione che nel suo complesso lascia abbastanza dubbi (annullamento del regolare gol di Osvaldo in primis, ma anche il contatto tra Esposito e Bojan nel primo tempo), l’arbitro Christian Brighi e i suoi due assistenti ci danno spunto per fare chiarezza su alcuni punti del Regolamento.

Al minuto numero 22, il leccese Ruben Olivera entra in modo decisamente scomposto su Miralem Pjanic, causando un contatto ginocchio contro ginocchio, non solo non rimediando il cartellino giallo, ma non vedendosi fischiato neanche il fallo. Posto che Brighi avrebbe dovuto fischiare il calcio di punizione perché Olivera non tocca il pallone, il Regolamento stabilisce precisi criteri su quando comminare o meno il provvedimento disciplinare oltre a quello tecnico:

“Negligenza” significa che il calciatore ha mostrato una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che ha agito senza precauzione.
• Non c’è bisogno di sanzione disciplinare se un fallo è valutato come commesso con negligenza.

“Imprudenza” significa che il calciatore ha agito con totale noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario.
• Un calciatore che gioca in una maniera imprudente deve essere ammonito.

Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore ha ecceduto di molto nell’uso della forza necessaria, correndo il pericolo di provocare un infortunio all’avversario.
• Un calciatore che usa vigoria sproporzionata deve essere espulso.

(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio” edizione 2011, Interpretazione delle Regole del Gioco e linee guida per arbitri alla Regola 12 “Falli e Scorrettezze”)

Appare evidente che l’intervento di Olivera su Pjanic, costretto a uscire perché contuso, non fosse stato effettuato con vigoria sproporzionata ma quantomeno con imprudenza, dato che il leccese mai avrebbe potuto giocare il pallone in possesso del bosniaco.

In seguito a tale intervento, Pjanic, dopo il soccorso dei medici, è stato costretto ad uscire dal terreno di gioco e ad attendere l’autorizzazione dell’arbitro per rientrare. Il procedimento da seguire per “gestire” un calciatore che esce momentaneamente dal terreno di gioco è ben spiegato nel Regolamento:

L’arbitro deve rispettare le seguenti disposizioni in caso di calciatori infortunati:
(…)
• dopo aver sentito il calciatore infortunato, l’arbitro può autorizzare uno o, al massimo due sanitari ad entrare sul terreno di gioco per valutare l’infortunio e fare in modo che il calciatore esca dal terreno di gioco rapidamente e con la massima sicurezza; i barellieri devono entrare sul terreno di gioco con una barella in seguito ad un segnale dell’arbitro;
• l’arbitro farà in modo che un calciatore infortunato sia portato fuori dal terreno di gioco in tutta sicurezza;
• un calciatore non è autorizzato a ricevere cure sul terreno di gioco;
(…)
• il calciatore infortunato può ritornare sul terreno di gioco solamente dopo che la gara sarà ripresa;
• se il pallone è in gioco, il calciatore infortunato può rientrare sul terreno di gioco solo dalla linea laterale; se il pallone non è in gioco, il calciatore infortunato può rientrare da qualsiasi linea perimetrale;
• indipendentemente dal fatto che il pallone sia in gioco o meno, solo l’arbitro può autorizzare il calciatore infortunato a rientrare sul terreno di gioco;
• l’arbitro può autorizzare il calciatore infortunato a rientrare sul terreno di gioco se un assistente o il quarto ufficiale hanno verificato che il calciatore è in condizione di rientrare;

(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio” edizione 2011, Interpretazione delle Regole del Gioco e linee guida per arbitri alla Regola 5 “L’arbitro”)

Pjanic ha atteso dalla linea laterale davanti alle panchine l’autorizzazione dell’arbitro Brighi. Una volta arrivata, a gioco già in svolgimento, il bosniaco è potuto rientrare. Se fosse entrato prima di essere autorizzato a farlo dall’arbitro, sarebbe stato ammonito.

Nel corso del primo dei tre minuti di recupero assegnati nella ripresa, Juan Cuadrado si è visto invertire una rimessa laterale effettuata, a giudizio dell’arbitro, in modo irregolare, perché giocata molti metri oltre il punto dove era uscito il pallone. Questa decisione dell’arbitro è, seppur fiscale, corretta:

Se un calciatore effettua la rimessa in modo irregolare o da una posizione diversa rispetto a quella prescritta, come si comporterà l’arbitro?
Farà effettuare la rimessa all’altra squadra.

(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio” edizione 2011, Guida Pratica AIA alla Regola 15 “La rimessa dalla linea laterale)

Va comunque sottolineato che è prassi, nel caso in cui un giocatore ecceda di molto nel modificare la posizione della rimessa laterale, che l’arbitro avverta il calciatore dell’eventuale infrazione e lo inviti a riposizionarsi in maniera corretta. In questo caso, Brighi ha voluto applicare alla lettera il Regolamento.