Un Chi...occhio al Regolamento - Roma-Chievo 2-0

09.01.2012 11:00 di Gabriele Chiocchio   vedi letture
Un Chi...occhio al Regolamento - Roma-Chievo 2-0
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Col nuovo anno la Roma colleziona la terza vittoria consecutiva, anche se l’arbitraggio della terna guidata dal sig. Carmine Russo di Nola avrebbe potuto lasciare qualche strascico polemico in caso di non affermazione dei giallorossi. Polemiche che tuttavia noi eviteremo, andando ad analizzare qualche episodio per rinfrescare alcune parti del regolamento. Il nostro scopo non è infatti quello di proporre una pura e semplice "moviola", ma di spiegare in base a cosa l'arbitro prende determinate decisioni.

Al 13’, Bojan ha fermato con un fallo su Perparim Hetemaj una possibilità di contropiede per il Chievo, con Russo che senza esitazioni ha ammonito lo spagnolo.

Un calciatore dovrà essere ammonito per comportamento antisportivo se, ad esempio:
(…)
commette un fallo con il fine tattico di interferire o di interrompere una promettente azione d’attacco;
(…)

(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio”, interpretazioni e linee guida per arbitri alla Regola 12 “Falli e Scorrettezze")

Vista la situazione di inferiorità numerica che la Roma avrebbe dovuto sostenere in caso di ripartenza della squadra di Di Carlo, l’azione d’attacco dei gialloblu è stata considerata “promettente” da Russo, che ha sventolato il cartellino giallo a Bojan.

Dopo il suo primo gol gol, Francesco Totti ha tirato su la maglia da gioco esponendone un’altra, che diventerà un nuovo cult dopo le varie recanti le scritte “Vi ho purgato ancora” e “The king of Rome is not dead”: “Scusate il ritardo”. L’arbitro ha però ammonito il capitano della Roma, che è rimasto sorpreso non aspettandosi la sanzione, probabilmente perché pensava che per rimediare il cartellino fosse necessario sfilarsi completamente la maglia. Il Regolamento è tuttavia chiaro a tal merito:

Ad un calciatore è consentito esultare dopo la segnatura di una rete?
Sì, purché tale manifestazione non ecceda per modalità e/o durata (ad esempio se il calciatore si attarda fuori del terreno di gioco o si arrampica sulla rete di recinzione, si copre il volto con la maglia o se la toglie del tutto). Verificandosi tali comportamenti, il calciatore deve essere ammonito.
(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio”, Guida Pratica AIA alla Regola 12 ”Falli e Scorrettezze”).

L’ammonizione è dunque stata comminata in modo corretto. Anche i campioni, a volte, non ricordano il Regolamento.

Il secondo calcio di rigore, fischiato al 77’ nasce da un fallo di mano di Bostjan Cesar, che da terra ha toccato il pallone con il braccio sinistro, spostandolo leggermente dai piedi di Bojan.

Un calcio di punizione diretto (o di rigore, se l’infrazione avviene all’interno della propria area di rigore, ndr) è parimenti accordato alla squadra avversaria che commette una delle tre infrazioni seguenti:

trattiene un avversario;
sputa contro un avversario;
tocca volontariamente il pallone con le mani (ad eccezione del portiere nella propria area di rigore).

(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio”, Regola 12 “Falli e Scorrettezze")

La discriminante è dunque la volontarietà, e Russo e i suoi assistenti hanno valutato che il tocco di braccio del difensore sloveno sia stato volontario.

Per stabilire la volontarietà, l’arbitro deve prendere in considerazione i seguenti criteri:
• il movimento della mano in direzione del pallone (non del pallone in direzione della mano);
• la distanza tra l’avversario e il pallone (pallone inaspettato);
• la posizione della mano, che non implica necessariamente che ci sia un’infrazione;
• il toccare il pallone con un oggetto tenuto nella mano (come indumenti, parastinchi ecc.) è considerato come un’infrazione alla stregua di un fallo di mano;
• il colpire il pallone lanciando un oggetto (scarpa, parastinchi ecc.) è da considerarsi un’infrazione alla stregua di un fallo di mano.

(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio”, interpretazioni e linee guida per arbitri alla Regola 12 “Falli e Scorrettezze")

E’ probabile che il criterio che ha spinto Russo ad assegnare il calcio di rigore sia stato il primo: è infatti il braccio dello sloveno a muoversi in direzione del pallone e non viceversa. In ogni caso, la decisione sul fallo di mano è a completa discrezione del direttore di gara e dei suoi assistenti.