Un Chi...occhio al Regolamento - Roma-Catania 4-0

23.12.2013 11:00 di Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
Un Chi...occhio al Regolamento - Roma-Catania 4-0
© foto di Alessandro Carducci

Si chiude il 2013 della Roma con un secco 4-0 al Catania, in cui il team arbitrale capitanato da Andrea Gervasoni ha fornito spunti per analizzare alcuni punti del Regolamento. Lo scopo della rubrica non è infatti quello di proporre una pura e semplice "moviola", ma di spiegare in base a quali punti del Regolamento l'arbitro prende determinate decisioni.

Al 25', Gonzalo Castro tiene vivo un pallone, che probabilmente avrebbe perso, giocandolo con una mano. L'arbitro fischia il calcio di punizione alla Roma ma non ammonisce il calciatore del Catania. Al 61' lo stesso Castro interrompe un'azione della Roma con un altro fallo di mano, ricevendo questa volta la sanzione disciplinare, che non è automatica rispetto all'infrazione in sé ma che scatta in due casi:

Un calciatore che tocca volontariamente il pallone con la mano deve essere ammonito per comportamento antisportivo se ad esempio:
- tocca il pallone volontariamente con la mano per impedire ad un avversario di entrarne in possesso;
- tenta di segnare una rete toccando volontariamente il pallone con la mano.

(da "Il Regolamento del Giuoco del Calcio", ed. 2013, Interpretazione delle Regole del Giuoco e Linee Guida per Arbitri alla Regola 12 "Falli e Scorrettezze)

Fissati questi parametri di valutazione, Gervasoni ha estratto il cartellino dopo il secondo episodio e lo ha tenuto nel taschino dopo il primo. Tale decisione è infatti a discrezione del direttore di gara.

Al 32', Gino Peruzzi commette fallo su Gervinho, ricevendo il cartellino giallo. Il Regolamento elenca i criteri per cui un fallo deve essere punito solo tecnicamente o anche disciplinarmente:

"Negligenza” significa che il calciatore ha mostrato una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che ha agito senza precauzione.
- Non c’è bisogno di sanzione disciplinare se un fallo è valutato come commesso con negligenza.

“Imprudenza” significa che il calciatore ha agito con totale noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario.
- Un calciatore che gioca in una maniera imprudente deve essere ammonito.

Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore ha ecceduto di molto nell’uso della forza necessaria, correndo il pericolo di provocare un infortunio all’avversario.
- Un calciatore che usa vigoria sproporzionata deve essere espulso.

(da "Il Regolamento del Giuoco del Calcio", ed. 2013, Interpretazioni delle Regole del Giuoco e Linee Guida per Arbitri alla Regola 12 "Falli e Scorrettezze")

Gervasoni ha giudicato imprudente l'intervento di Peruzzi e lo ha per questo ammonito.

Al 34', la Roma può usufruire di un calcio di punizione che Francesco Totti vuole battere senza attendere il fischio dell'arbitro, ma col pallone ancora in movimento. La procedura della battuta di un calcio di punizione è descritta dal Regolamento:

Sia per il calcio di punizione diretto che per quello indiretto, il pallone deve essere fermo nel momento in cui viene calciato e chi lo calcia non deve toccarlo di nuovo prima che sia stato toccato da un altro calciatore.

(da "Il Regolamento del Giuoco del Calcio", ed. 2013, Regola 13 "Il Calcio di Punizione")

L'arbitro ha fatto dunque ripetere l'esecuzione del calcio piazzato, battuto in modo irregolare dal Capitano della Roma.