Smalling e Lukaku come Alì e Foreman

10.12.2019 16:59 di Giovanni Parisi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione VoceGialloRossa - Giovanni Parisi
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Smalling e Lukaku come Alì e Foreman

Dovevano essere i protagonisti di Inter-Roma e lo sono stati. Chris Smalling e Romelu Lukaku hanno infiammato il "Giuseppe Meazza" in San Siro con un duello sfortunatamente non nato sul campo qualche ora prima della partita di Milano. I due, protagonisti del “Black Friday” de “Il Corriere dello Sport” hanno risposto prima sui social e poi dove meglio compete loro: sul campo. Difensore contro centravanti, in un continuo scontro di corpi, in terra e in volo, di lotte in velocità e di intelligenza calcistica. Come un incontro di boxe, dove non ci sono solo ganci, montanti e diretti, ma anche furbizia nello sfinire fisicamente, mentalmente e moralmente l'avversario. Due pesi massimi, sopra il metro e novanta e i 90 chilogrammi. Lukaku contro Smalling come Foreman contro Alì a Kinshasa, Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo. Quello Zaire e quella Kinshasa che ha dato i natali al padre di Lukaku, Roger, ex calciatore e nazionale zairense.

Kinshasa, 30 ottobre 1974. Quarantacinque anni fa andava in scena allo Stade Tata Raphaël l'incontro fra “Big George” Foreman e “The Greatest” Muhammad Ali, al secolo Cassius Marcellus Clay, match di boxe che cambiò per sempre il modo di intendere questo sport. Incontro valevole per i titoli WBC e WBA dei pesi massimi che rappresenta tutt'oggi una delle massime espressione di sport agonistico della storia. Alì vinse per KO all'8º round, dopo che per tutto il match i cinquantamila presenti intonarono in maniera cadenzata e costante «Ali bomaye!». La manifestazione Rumble in the Jungle fu organizzata dal dittatore dello Zaire Mobutu Sese Seko e rappresenta storicamente il trionfo dello sport nero, della sua esplosività, della sua potenza, della sua fisicità e della sua intelligenza.

Da Kinshasa a Milano, Smalling ha preso le sembianze di Muhammad Alì, vincendo “ai punti” contro Lukaku-Foreman, limitandolo come nessuno aveva fatto durante le prima tredici giornate di campionato: 17 recuperi totali per il difensore inglese, come lui nessuno durante il match di venerdì e una solidità difensiva per la Roma, in coppia con Mancini, stratosferica, sporcata solo dagli errori dei singoli che hanno permesso agli attaccanti interisti di trovarsi a tu per tu con Mirante in almeno due occasioni. La poca vena di Lukaku dovuta soprattutto alla prestazione mostruosa di Smalling è testimoniata dal 5.5 di voto in pagella contro il 6,47 di media campionato (voti Gazzetta dello Sport) e i soli due tiri concessi. Proprio Smalling, invece, è stato eletto “Man of the match” dai tifosi giallorossi e dalla media voto delle pagelle post partita è stato superato solo da Antonio Mirante, vero protagonista su Vecino e su Lukaku (7,17 per il portiere contro il 7 di media dell'inglese), come a dire, “dove non arrivi tu, ci penso io”. È stato eloquente l'abbraccio a fine match fra i due. La battaglia in campo preceduta e seguita da quella al razzismo, Nella storia molte volte la lotta a uno dei sentimenti più anacronistici e stupidi si è incrociata con lo sport: da Cassius Marcellus Clay (all'epoca non ancora Mohamed Alì) che getta per protesta nel fiume Ohio la medaglia d'oro vinta ai Giochi Olimpici di Roma '60 a Tommie Smith e John Carlos che sul podio dei 200m alle Olimpiadi di Messico '68 abbassano il capo e alzano il pugno chiuso guantato di nero in onore delle Pantere Nere. Come Chris e Romelu: avversari in campo, uniti nella lotta al razzismo.

La discriminazione razziale è catalogabile fra le manifestazioni umane più stupide, ancor di più se legata allo sport, dove le emozioni e l'empatia dovrebbero farne da padroni. La recrudescenza del razzismo nell'epoca in cui viviamo non deve sfociare in normalità e non deve essere mai e poi mai minimizzata, e non deve diventare labile il confine fra la discriminazione e lo sfogo da stadio o la licenza poetica. Chi fa sport deve fare sport e pensare a fare sport. Sta a chi segue il calcio e altre attività far sì che gli atleti non debbano esser presi di mira per il colore della pelle, il credo religioso o l'orientamento sessuale ed evitare che gli sforzi di attivisti per i diritti come lo stesso Alì, Mandela, Luther King, Rosa Parks e Angela Davis non siano stati vani e, soprattutto, non siano mai messi in discussione.

Prossima partita: Roma-Wolfsberg, giovedì 12 dicembre ore 21:00.
Probabile formazione (4-2-3-1): Mirante; Florenzi, Mancini, Fazio, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Mkhitaryan, Ünder; Dzeko.
Ballottaggi: Florenzi/Spinazzola, Zaniolo/Ünder, Perotti/Mkhitaryan, Dzeko/Kalinic.
In dubbio: Pau Lopez (problema a una vecchia cicatrice), Fazio (fastidio all’adduttore), Pellegrini (contusione al piede sinistro)
Indisponibili: Zappacosta (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro), Cristante (distacco del tendine dell'adduttore destro), Pastore (edema all'anca), Santon (lesione al bicipite femorale della coscia destra), Kluivert (edema al flessore della coscia destra), Smalling (trauma contusivo distrattivo al ginocchio sinistr​​​​​​​o)
Squalificati: -
Diffidati:
Veretout, Kluivert.