Si torna davvero più forti di prima?

08.09.2020 21:15 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Si torna davvero più forti di prima?
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

“Tornerai più forte di prima”. Una frase che i tifosi della Roma sono più che abituati a scrivere sui social ai loro beniamini, visto che di infortuni al crociato se ne sono visti parecchi. Un verbo al tempo futuro e al modo indicativo, quello della certezza, che in questo caso è però più auspicio se non speranza, visto che per Nicolò Zaniolo si tratta del secondo infortunio ai legamenti crociati, un onore toccato a più di qualche collega nel recente passato. Di seguito ecco com'è andata.

KEVIN STROOTMAN - Il “caso madre”, almeno per quanto riguarda i colori giallorossi, è quello di Kevin Strootman. Dopo sei mesi da dominatore della mediana, l’olandese si fa male al ginocchio sinistro - lesione del legamento crociato anteriore - in Napoli-Roma del 9 marzo 2014, in cui va in campo pur acciaccato per un problema all’altro ginocchio, il destro, riportato in un’amichevole con la Francia di qualche giorno prima. Il suo rientro, dopo l’operazione effettuata in Olanda, avviene ben 8 mesi dopo, il 9 novembre, in Roma-Torino 3-0, qualche giorno prima dell’esordio in Champions League del 25 a Mosca (in cui è responsabile, insieme ai compagni, del pari incassato sulla sirena). Gioca dall’inizio e delude il 6 dicembre contro il Sassuolo e Rudi Garcia gli concede allora un altro mese per rimettersi in sesto. A gennaio 2015 è titolare in tre gare di campionato su quattro (subentra a Nainggolan nel derby dell’11), ma l’ultima gli è fatale: una contusione al ginocchio porta a una nuova operazione per una rimozione di una massa di tessuto fibroso (la Sindrome del Ciclope), ma l’intervento non è risolutivo. A settembre, infatti, Strootman viene nuovamente operato al crociato, stavolta dal prof. Mariani, a Villa Stuart: il suo rientro avviene poi a febbraio 2016 nel 5-0 al Palermo e il suo impiego da titolare addirittura il 2 maggio a Genova con il Genoa. Il sollievo per il suo recupero non cancella, però, una evidente differenza di rendimento pre e post incidenti, più volte sottolineata anche dallo stesso Strootman, oggi al Marsiglia, che sì giocherà la Champions League, ma con cui l’ex numero 6 giallorosso non si è neanche avvicinato ai picchi di dominio dei primi anni romani.

ALESSANDRO FLORENZI - Un altro doppio crociato, stavolta senza neanche l’intermezzo di operazioni di altro genere male eseguite. Il 26 ottobre 2016 al Mapei Stadium va in scena Sassuolo-Roma, in cui Florenzi finisce a terra e in lacrime dopo una contusione al ginocchio sinistro. “Mister, mi so’ rotto il crociato”, un’autodiagnosi purtroppo terribilmente precisa: operazione da Mariani e corsa verso il rientro. Che però viene interrotta il 17 febbraio 2017, per una nuova rottura dello stesso legamento riportata in allenamento, per una rotazione con la gamba ancorata al terreno di gioco. Ancora un intervento e il rientro il 1° settembre, nell’amichevole benefica contro la Chapecoense. Poi disponibilità costante per di Di Francesco, Ranieri e Fonseca (che poi ha rinunciato a lui per motivi tecnici), ma anche qui un rendimento ben diverso rispetto a prima.

LEONARDO PAVOLETTI - Sfortuna anche per il Cagliari, che per i legamenti crociati ha dovuto fare a meno dell’acquisto più costoso della sua storia per quasi un anno, in un caso analogo a quello di Florenzi. Ad agosto 2019 Pavoletti si fa male nel corso del match d’esordio stagionale in Serie A contro il Brescia: crociato anteriore e menisco esterno del ginocchio sinistro. Nel corso della sua riabilitazione, però, l’attaccante si infortuna allo stesso legamento il 10 febbraio, finendo per essere costretto a ricominciare da capo, dopo una nuova operazione. Rientra per una manciata di secondi nell’ultima partita del campionato, contro il Milan il 1° agosto 2020 e quanto ricomincerà a rendere (dopo 29 gol in 70 partite totali in Sardegna) è tutto da verificare.

ARKADIUSZ MILIK - Il polacco è in orbita Roma e uno dei dubbi che si hanno su di lui, forse l’unico, è di natura fisica. Anche 99 napolista, infatti, ha subìto due volte la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro: la prima in nazionale, l’8 ottobre 2016 in un match contro la Danimarca, con rientro il 15 febbraio 2017; la seconda circa un anno dopo, il 24 settembre 2017 nel corso di un match esterno contro la SPAL, con rientro il 3 marzo 2018 proprio contro la Roma. Operato entrambe le volte sempre dal prof. Mariani, Milik, nelle stagioni successive al secondo infortunio, ha però mantenuto un rendimento più che accettabile, con 20 gol in 47 presenze nel 2018-2019 e 14 reti in 35 apparizioni nella stagione da poco conclusa, condizionata dalla questione relativa al suo contratto in scadenza tra meno di un anno e dalle vicende del Napoli in toto, con l’esonero di Ancelotti e il subentro di Gattuso.

GIUSEPPE ROSSI - L’italoamericano ha avuto una carriera costellata da continui infortuni, con la “medaglia” di addirittura quattro lesioni dei legamenti crociati. Il primo nell’ottobre del 2011, quando ancora vestiva la maglia del Villarreal (forse non a caso retrocesso al termine della stagione) e un calvario durato quasi due anni a causa di un nuovo infortunio nel 2012 e altri due interventi (rientro nel maggio 2013, con nel frattempo addosso la maglia della Fiorentina), il terzo a gennaio 2014, che gli fa saltare quasi tutto il girone di ritorno di un campionato fino a quel momento positivo in maglia viola, il quarto con la maglia del Celta Vigo nell’aprile del 2017. Oggi, a 33 anni, gioca nel Real Salt Lake, in MLS, dopo essere anche rimasto svincolato per diversi mesi.

CLAUDIO MARCHISIO - Chi ha finito per arrendersi ai problemi fisici è Claudio Marchisio, che ieri ha, purtroppo, visto Zaniolo infortunarsi dalla tribuna, in qualità di commentatore Rai. L’ex numero 8 bianconero, che già aveva altri tipi di problemi fisici, vede il suo ginocchio destro (anche se il legamento è il collaterale, non il crociato) cedere il 18 agosto 2013 nella Supercoppa Italiana contro la Lazio. Superato il problema e giocato anche il mondiale in maglia azzurra (con tanto di rete all’Inghilterra nella gara d’esordio), Marchisio si infortuna nuovamente, stavolta al ginocchio sinistro e stavolta proprio al crociato, il 17 aprile 2016. Questo secondo guaio, unito ad altri acciacchi più o meno continui, portano Allegri a impiegarlo sempre meno, prima della risoluzione del contratto e del passaggio allo Zenit San Pietroburgo nel settembre 2018. In Russia, però, le cose non migliorano, con un infortunio al menisco che lo tiene fuori per diversi mesi e una nuova risoluzione dell’accordo. Il 3 ottobre 2019, ad appena 33 anni, annuncia il ritiro.