Pasticcio Diawara, il regolamento è chiaro: difficile porre il ricorso su basi pratiche

22.09.2020 07:43 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Pasticcio Diawara, il regolamento è chiaro: difficile porre il ricorso su basi pratiche

Il pasticcio è di quelli con pochi precedenti: la Roma rischia di veder bruciato il punto preso a Verona per un errore procedurale, che ha fatto sì che Amadou Diawara fosse schierato al Bentegodi senza averne il diritto.

Il tutto nasce dall’ormai famigerato comunicato 83/A diramato dalla FIGC all’alba della stagione 2015/2016, in cui si fissa a 25 il tetto di giocatori registrabili in Serie A, con 4 provenienti da un vivaio nazionale (ovverosia facenti parte di una squadra italiana per tre stagioni tra i 15 e i 21 anni) e 4 provenienti dal vivaio del club  (ovverosia facenti parte del club in questione per tre stagioni tra i 15 e i 21 anni). Oltre a questi, in base al comma 2, le squadre possono utilizzare illimitatamente calciatori che al 31 dicembre della stagione sportiva precedente non abbiano compiuto 22 anni (inizialmente 21, modifica avvenuta nel 2018), schierabili senza la registrazione nella lista. Diawara aveva già compiuto 22 anni lo scorso 31 dicembre e dunque andava registrato nella lista dei 25 per poter essere utilizzato. 

Le indiscrezioni parlano di una Roma pronta a presentare ricorso in base al fatto che, avendo ancora posti liberi nella lista dei 25 giocatori da registrare, all’atto pratico non cambiasse nulla la mancata registrazione. Il Regolamento, tuttavia, da questo punto di vista è piuttosto chiaro. Il comma 8, infatti, spiega che “È fatto divieto ai calciatori non inseriti nell’elenco dei 25 calciatori di partecipare a gare di campionato nel periodo di validità dell’elenco stesso. Tale divieto non sussiste per i calciatori di cui al comma 2”. Diawara, giocando, ha infranto un divieto, perché è sceso in campo senza essere inserito in lista. E il comma 9 è ugualmente chiaro: “Le società rispondono disciplinarmente per la violazione delle disposizioni di cui ai commi che precedono. L’utilizzo in una gara di campionato di un calciatore non inserito nell’elenco dei 25 calciatori o inserito nel suddetto elenco in violazione delle disposizioni precedenti, comporta, per la società responsabile, la sanzione della perdita della gara ai sensi dell’art. 17, comma 5, lett. a) del Codice di Giustizia Sportiva, non avendo tale calciatore titolo alla partecipazione alla gara. Non si incorre nella violazione in caso di utilizzo dei calciatori di cui la comma 2”. Dunque, per quanto privo di risvolti pratici, l’errore è procedurale e Diawara non aveva titolo per partecipare alla sfida contro l’Hellas Verona.

A rigor di questa logica, appare dunque improbabile che, qualora la Roma presentasse ricorso adducendo come motivazione la buona fede e l’insussistenza di impedimenti pratici all’utilizzo di Diawara (visti i 13 giocatori registrati su 17 posti disponibili per Over 22 non formati in Italia, contando che i 4 posti per quelli formati in Italia sono già occupati), questo possa essere accolto. Si attende, intanto, l’ufficialità della sconfitta a tavolino che arriverà con le decisioni del Giudice Sportivo.