Il film del 2018 della Roma: tra l'horror e la leggenda, c'è spazio per un po' di trash

01.01.2019 21:58 di Simone Valdarchi   vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Simone Valdarchi
Il film del 2018 della Roma: tra l'horror e la leggenda, c'è spazio per un po' di trash
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Ripercorriamo i principali eventi che hanno caratterizzato l'anno solare giallorosso, con tanti piccoli fotogrammi che uniti formano il film del 2018 della Roma.

GENNAIO – Il 2018 giallorosso comincia con il caso Nainggolan: il ninja passa un Capodanno che definire da non professionista è un complimento e pubblica alcuni video su Instagram. Il giorno dopo arrivano le scuse del belga ma questo non basta ad evitargli la non convocazione per la gara contro l'Atalanta, fissata per il giorno dell'Epifania, partita poi persa dalla Roma per 1-2. Da lì in poi si susseguono una serie di risultati negativi per la squadra di Di Francesco, ma Kolarov rassicura: “Arriveremo tra le prime quattro”. Defrel gli fa eco: “Siamo più forti della Lazio, la supereremo”. Sul tema stadio, l'11 gennaio arrivano le dichiarazioni di James Pallotta: “Non puoi essere un brand mondiale senza uno stadio di proprietà”. Capitolo mercato: Emerson Palmieri si trasferisce al Chelsea alla corte di Antonio Conte, Dzeko invece, dopo tante voci che lo vedevano lontano dalla capitale, resta alla Roma. Arriva Jonathan Silva per sostituire il terzino brasiliano e dalla Cina arriva una presunta offerta da 50 milioni di euro per Nainggolan che però, per il momento, rimane romanista.

FEBBRAIO – Il direttore sportivo della Roma Monchi commenta la sessione di mercato appena conclusa: “Mercato nella norma, nei prossimi mesi farò meglio”. Il mese più breve dell'anno scorre nel segno di Cengiz Ünder. Il turco permette ai giallorossi di tornare alla vittoria sul campo dell'Hellas Verona, il 4 febbraio. Da quella gara in poi, la squadra di Di Francesco torna a fare ottimi risultati, grazie soprattutto ai gol del numero 17 (doppietta contro il Benevento, splendida rete ad Udine). Il 22 del mese va in scena l'ottavo di finale d'andata di Champions League, a Charkiv contro lo Shakhtar Donetsk. La gara termina 2-1, la Roma viene rimontata dopo il vantaggio iniziale firmato sempre da Ünder, nel finale le parate di Alisson e un salvataggio miracoloso di Bruno Peres sulla riga tengono aperto il discorso qualificazione. Il terzino brasiliano, all'inizio del mese, era stato protagonista di un incidente stradale a notte fonda. Per questo motivo era stato multato dalla società e, come accaduto con Nainggolan, era stato escluso dalla lista dei convocati per la partita successiva (quella contro il Benevento). A fine mese dal Brasile si susseguono alcune voci di mercato che vedono il Liverpool interessato ad Alisson.

MARZO – Il mese comincia con un attacco di Pallotta all'ambiente romano e, in particolare, alle radio private che parlano di Roma. Queste le sue dichiarazioni: “Ho mandato in bancarotta due radio romane, me ne mancano sette”. Nel frattempo la Raggi rassicura: “Pronti per il via ai cantieri dello stadio”. La Roma il 3 marzo si riprende e batte il Napoli al San Paolo per 2-4, a fine gara Dzeko commenta: “Non siamo così scarsi”. Il giorno dopo il campionato si ferma, l'intero mondo del calcio è sconvolto dalla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori, ex Cagliari e Roma. Tornando al campo, il 14 marzo i giallorossi riescono a ribaltare il risultato dell'andata contro lo Shakhtar Donetsk, grazie alla rete di Dzeko. La squadra capitolina vola ai quarti di Champions League e al sorteggio pesca il Barcellona (16 marzo). L'estrazione viene accolta con grande entusiasmo in terra spagnola ma Totti avverte: “Anche loro devono essere preoccupati di incontrarci”. Il mese si conclude con il pareggio della Roma a Bologna.

APRILE – Il 3 aprile, alla vigilia dell'andata dei quarti di finale Fazio dichiara: “Non siamo qui per caso”. Il giorno dopo però, al Camp Nou finisce 4-1 per il Barcellona, nonostante una buona prestazione dei giallorossi. Il commento di Pallotta alla gara: “Siamo stati sfortunati”. Si torna a pensare al campionato, all'Olimpico la Fiorentina passeggia contro la Roma e trionfa per 0-2, con i gol di Benassi e Simeone. È il momento della partita più importante dell'anno, è il momento di Roma-Barcellona. Alla vigilia, il tecnico della Roma chiama a raccolta i tifosi: “Saranno la nostra arma in più”. Il 10 aprile 2018 allo Stadio Olimpico si avvera il miracolo: la Roma batte il Barcellona per 3-0, grazie alle reti di Dzeko, De Rossi e Manolas. La città è in festa, Di Francesco dichiara: “Dobbiamo credere nella finale”. Tre giorni più tardi viene sorteggiato l'avversario delle semifinali: il Liverpool di Klopp e Salah. Il 14 c'è il derby che termina 0-0, ma che la Roma avrebbe meritato di vincere, anche solo per coronare una settimana perfetta. Il 23 marzo, il giorno prima di Liverpool-Roma, la società annuncia di aver stipulato un accordo con Qatar Airways che diventa il main sponsor e porterà alle casse della Roma 40 milioni di euro in tre anni. 24 ore più tardi, la Roma cade ad Anfield, il Liverpool vince per 5-2. Monchi però non si arrende: “90 minuti all'Olimpico sono molto lunghi”. Scontri tra tifoserie prima della gara che portano un supporter dei reds a finire in coma, si tratta di Sean Cox, Pallotta sentenzia: “Il calcio viene rovinato da una minoranza di imbecilli”.

MAGGIO – Nel giorno della festa dei lavoratori, Di Francesco va in conferenza alla vigilia della semifinale di ritorno e annuncia: “Possiamo farcela, chi non crede nella rimonta resti a casa”. Il tecnico abruzzese aveva ragione, la Roma poteva farcela ed il giorno dopo sfiora la finale di Kiev e la seconda impresa stagionale, battendo 4-2 il Liverpool. Uno dei protagonisti, in negativo, è il direttore di gara Skomina, autore di diverse decisioni controverse e sviste (come ad esempio la parata di Alexander-Arnold sul tiro ravvicinato di El Shaarawy) che viene bersagliato il giorno dopo dalla stampa internazionale. Anche Pallotta si lamenta e afferma: “Serve il VAR in Champions League”. Il direttore generale Baldissoni dichiara: “La semifinale deve essere un punto di partenza”. A metà del mese, si comincia a parlare di mercato estivo. La Roma ha trovato l'accordo per far arrivare nella capitale Ante Coric, Monchi segue il centrale del Porto Marcano e spunta l'idea Balotelli per l'attacco. Il 20 maggio la Roma conclude la sua stagione a Reggio Emilia, in casa del Sassuolo con una vittoria che le garantisce il terzo posto in classifica. Di Francesco commenta la stagione: “Potevamo fare meglio in campionato”. Aumentano i rumors di mercato che vedono Alisson via da Roma, ma Di Francesco rassicura: “Sono convinto che resterà anche la prossima stagione”. Anche il ds Monchi conferma: “Alisson va via solo se io torno in porta”. Il 21 maggio vengono diramate le convocazioni del Belgio per il mondiale in Russia e Nainggolan rappresenta il grande escluso. Due giorni dopo, Virginia Raggi torna sull'argomento stadio, affermando: “A breve partiranno i lavori”. A fine mese arrivano a Roma i primi due colpi di mercato: Coric e Marcano.

GIUGNO – Ad inizio mese Massara torna a far parte della dirigenza giallorossa, Hyundai diventa il back sponsor della Roma e Bogdan Lobont lascia la squadra: “Mi sono sempre sentito a casa”. Il 5 giugno arriva la multa alla società per i fatti di Liverpool. Entra nel vivo il mercato e l'otto giugno, Bryan Cristante diventa ufficialmente un nuovo calciatore della Roma. Preoccupa la situazione contrattuale di Florenzi, con il quale sembra non arrivare un accordo per il rinnovo. Nel frattempo però, continuano ad arrivare nuovi volti: l'11 giugno è il giorno dello sbarco nella capitale di Justin Kluivert. Due giorni più tardi, arriva il caos stadio: arrestati Parnasi e 8 suoi collaboratori. Baldissoni alla Raggi: “Pallotta sta perdendo la pazienza”. Il 18 del mese, Eusebio Di Francesco e la Roma si legano fino al 2020 e il tecnico dichiara: “Spero in una stagione ancor più entusiasmante”. In una settimana arrivano: Mirante, Pastore, Bianda, Santon e Zaniolo. Gli ultimi due rientrano nella trattativa che vede Radja Nainggolan lasciare Roma per andare alla corte di Spalletti, all'Inter. Il centrocampista belga commenta la cessione: “Le favole finiscono e non sempre per scelte proprie”.

LUGLIO – Nonostante la dolorosa cessione, la campagna abbonamenti procede a gonfie vele, con l'esaurimento oltre che della Sud anche della Curva Sud Laterale. In Inghilterra si parla di un interessamento del Chelsea per Alisson. L'8 luglio la squadra si ritrova per il raduno a Trigoria. Il giorno dopo arriva a Roma Fuzato, preso per fare il terzo portiere della rosa. Di Francesco e Monchi sulla nuova stagione: “Vogliamo esserci anche noi per lo scudetto. Non è un'utopia”. Il 14 del mese la Roma affronta il Latina nella prima amichevole stagionale, vincendo per 0-9 con una tripletta di Patrik Schick. L'attaccante ceco è protagonista di un ottimo precampionato e tutti sono convinti che sia arrivato il momento della sua consacrazione. Nel frattempo il tecnico abruzzese rassicura i tifosi: “Ho sensazioni positive sul rinnovo di Florenzi”. Il 18 luglio, la Roma cede il secondo grande pezzo: Alisson vola a Liverpool. Perotti commenta la cessione del portiere: “Era fondamentale per noi”. Quattro giorni più tardi, la Roma parte per gli Stati Uniti. Il giorno dopo rappresenta una delle date cruciali dell'anno romanista, il 23 luglio. Tutti a Ciampino ad attendere Olsen, ma soprattutto Malcom, l'esterno del Bordeaux che rappresenterebbe il vero colpo di mercato. Il portiere svedese arriva in orario, il brasiliano non arriva. Tra lo stupore generale, si scopre che all'ultimo secondo il Barcellona si è intromesso nella trattativa, convincendo club e calciatore a scegliere la Catalogna. Tre giorni più tardi, viene presentato il calendario di Serie A: la Roma inizierà a Torino, sponda granata. Pallotta torna sul caso Malcom: “Non accetto le scuse del Barcellona”. A fine mese, si parla di una presunta trattativa tra Milan e Roma per lo scambio Suso-Perotti. Filtra pessimismo invece, per quanto riguarda l'affare Nzonzi.

AGOSTO – Il mese si apre con una bella notizia: Florenzi ha rinnovato. Il vice-capitano giallorosso si è legato alla società fino al 2023, queste le sue dichiarazioni: “Lavoro per convincere chi pensa che io non mi meriti questo rinnovo”. Il sette agosto, negli Stati Uniti, la Roma affronta il Real Madrid e perde per 2-1. Due giorni più tardi la squadra rientra in Italia e l'agente di Suso è avvistato a Trigoria. Il 10 agosto si accende definitivamente la trattativa tra Roma e Siviglia per portare Nzonzi in giallorosso. Il campione del mondo quattro giorni più tardi arriva nella capitale. Il 19 agosto comincia il campionato della Roma a Torino. La squadra di Di Francesco batte in extremis il Toro grazie all'invenzione di Dzeko, servito da un ottimo assist di Kluivert. Il giorno seguente arriva l'ufficialità del passaggio di Gonalons al Siviglia. Arriva la seconda di campionato e la prima brutta figura. I giallorossi pareggiano 3-3 in casa contro l'Atalanta, dopo un primo tempo da brividi. Il tecnico commenta: “Troppo brutti per essere veri”. Il giorno dopo i tifosi devono salutare anche Kevin Strootman che va al Marsiglia: “Era giunto il momento di lasciare Roma”. Alla fine del mese, la Roma viene sorteggiata nel girone di Champions con Real Madrid, CSKA Mosca e Viktoria Plzen. Arriva anche la prima sconfitta per mano del Milan a San Siro.

SETTEMBRE – Totti ammette: “La Juventus fa un campionato a parte, dobbiamo lottare per arrivare tra i primi quattro”. Il 7 del mese, a Piazza di Spagna, viene presentata la Roma Femminile di Elisabetta Bavagnoli. Balzaretti afferma: “L'anno prossimo, anche la Roma avrà la sua seconda squadra”. La Roma si fa rimontare due gol in casa dal Chievo e Pallotta tuona: “Sono arrabbiato, non difendiamo come una squadra”. Il 17 settembre si svolgono i funerali di Maria Sensi. Due giorni dopo arriva l'esordio amaro in Champions League, al Santiago Bernabeu finisce 3-0 per il Real Madrid. Il tecnico lancia dal primo minuto Nicolò Zaniolo. Quattro giorni dopo, arriva un'altra brutta sconfitta: il Bologna batte la Roma per 2-0. Di Francesco porta la squadra in ritiro per cercare di scuoterla e dichiara: “Sto cercando gli uomini giusti più che i calciatori giusti”. Il 24 settembre si svolgono i funerali di un'altra figura storica della Roma, Giorgio Rossi. Due giorni dopo, la Roma torna a vincere: all'Olimpico contro il Frosinone termina 4-0. Il giorno dopo arriva l'annuncio che in tanti si aspettavano: Gandini lascia la Roma. Con la vittoria ritrovata, la squadra di Di Francesco deve raccogliere le energie ed affrontare il derby, in programma il 29 settembre. La Roma lo affronta nel modo giusto e trionfa per 3-1, con le reti di Lorenzo Pellegrini (di tacco, da subentrato a metà primo tempo), Aleksandar Kolarov (che si scorda del suo passato in biancoceleste) e Federico Fazio (suo l'errore/orrore da cui scaturisce il momentaneo pareggio di Immobile). Di Francesco a margine della vittoria: “Abbiamo reagito da uomini”.

OTTOBRE – Prosegue il periodo positivo, con la vittoria in Champions League per 5-0 contro il Viktoria Plzen e quella in esterna ad Empoli per 0-2. Il sette ottobre, la sindaca Raggi torna sull'argomento stadio, affermando: “Salvo disastri, si va avanti”. L'11 ottobre si conclude l'opera di bonifica di Campo Testaccio, storico stadio della Roma. Il 20 del mese, arriva probabilmente la partita peggiore dell'intero anno romanista: Roma-Spal 0-2. Una Roma svuotata di concetti di gioco e cattiveria, soccombe ad una formazione modesta. Questo il commento di Lorenzo Pellegrini: “Questa sconfitta deve far riflettere”. Il 26 ottobre, l'Assemblea degli azionisti approva il bilancio relativo al 30 giugno 2018. Il giorno seguente, arriva la prima storica vittoria nella storia della Roma Femminile, che batte la Florentia fuori casa per 1-2. Il 28 la Roma è chiamata ad una trasferta durissima al San Paolo contro il Napoli di Carlo Ancelotti e, considerando il periodo, tutti sono pronti ad un disastro. Invece la squadra di Di Francesco smentisce tutti, scendendo in campo ordinata e conquistandosi un punto, con il risultato di 1-1. Risultato che, visto l'andamento del match, sta anche stretto ai giallorossi che erano in vantaggio fino a pochi minuti dalla fine.

NOVEMBRE – La Roma riparte come aveva lasciato, con un pareggio esterno a Firenze per 1-1. Tanti rimpianti per il rigore, più che generoso, concesso ai viola per un presunto fallo di Olsen su Simeone. Spunta il nome di Paulo Sousa per un eventuale post-Di Francesco che però torna a convincere con le due vittorie contro CSKA a Mosca e Sampdoria in casa. Il 13 novembre Pastore vola a Barcellona per una consulenza medica sui suoi continui problemi muscolari ai polpacci. Una settimana dopo, si parla di un accordo vicino con Herrera, centrocampista in forza al Porto. I giallorossi cadono di nuovo ad Udine, sconfitti per 1-0 con il gol di De Paul, El Shaarawy commenta: “È mancata la personalità”. Alla vigilia del match di Champions contro il Real Madrid, Kolarov torna a rassicurare i tifosi con la stessa frase detta mesi prima: “Arriveremo tra i primi quattro in campionato”.  Arriva però anche la frecciatina: "I tifosi devono essere consapevoli che di calcio capiscono poco" Contro i campioni d'Europa, la Roma perde per 2-0, qualificandosi agli ottavi come seconda nel girone alle spalle dei blancos.

DICEMBRE – L'ultimo mese dell'anno comincia con la sfida casalinga all'Inter di Spalletti. Di Francesco carica i suoi: “Voglio vedere il sangue negli occhi dei miei calciatori”. La Roma affronta bene la gara e pareggia per 2-2. Ai giallorossi però manca un rigore evidente su Zaniolo. Totti: “Come fa il VAR a non vedere? È una vergogna”. Anche Pallotta polemizza: “Ma cosa hanno gli arbitri?”. Nel giorno dell'Immacolata, la squadra capitolina mette in mostra il peggio di sé: viene rimontata a Cagliari da 0-2 a 2-2 all'ultimo secondo e con i sardi rimasti in 9 dopo due espulsioni. Il commento del tecnico alla gara: “Abbiamo dei deficit mentali importanti”. Prosegue il periodo nero anche a Plzen, perdendo una gara che comunque non contava nulla al fine della classifica. Manolas: “Ci manca il coraggio”. Alla vigilia della gara successiva, Eusebio Di Francesco risponde alle domande sulle dimissioni: “Non sono abituato a scappare”. I giallorossi tornano alla vittoria contro il Genoa per 3-2, pur rischiando moltissimo e non convincendo dal punto di vista del gioco. Il giorno successivo, il 17 dicembre per l'esattezza, l'urna di Nyon è benevola con la Roma che pesca il Porto agli ottavi, l'avversario più abbordabile, ma Totti avvisa: “Sorteggio fortunato ma non vanno sottovalutati”. Fuori per infortunio dal 28 ottobre, il capitano Daniele De Rossi ammette: “È l'infortunio più grave della mia carriera”. La squadra di Trigoria è chiamata ad affrontare tre gare nel periodo natalizio contro Juventus, Sassuolo e Parma. Sconfitta per 1-0 la prima e due vittorie con cinque gol fatti e uno subito le altre due. La Roma chiude l'anno limitando i danni, a -2 dal quarto posto.