Due i punti ottenuti dalla Roma a gennaio: solamente nel 2003 un avvio peggiore

28.01.2013 08:30 di Yuri Dell'Aquila   vedi letture
Due i punti ottenuti dalla Roma a gennaio: solamente nel 2003 un avvio peggiore
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca

Due punti in quattro partite, frutto dei pareggi contro Inter, in casa, e Bologna, nell'incontro di ieri, e delle sconfitte in trasferta contro Napoli (4-1) e Catania (1-0). Questo il deficitario bilancio della Roma di Zeman nel mese di gennaio 2013, nella partenza più lenta da dieci anni a questa parte.

Proprio nell'inizio del decennio degli anni '90, la squadra giallorossa - guidata da Ottavio Bianchi, che arrivò in finale dell'allora Coppa Uefa e che vinse la Coppa Italia - si piazzò solamente al nono posto in campionato racimolando nel primo mese dell'anno il magro bottino di 3 punti, frutto di tre segni "X". Decisamente meglio le stagioni successive, con i 7 punti della stagione 1991/1992 e i 5 della stagione 1992/1993, in cui la squadra capitolina riuscì ad affermarsi almeno in un'occasione. 

Per ritrovare un gennaio senza vittorie occorre tornare con la mente al 1994, quando Giannini e compagni impattarono per ben 4 volte contro Torino, Genoa, Juventus e Napoli, prima di arrendersi in casa all'Udinese di Pizzi e Branca. Sette i punti nel 1994/1995, con all'interno una sconfitta contro i bianconeri di Torino per 3-0, gara che i giallorossi terminarono in nove uomini a cause delle espulsioni di Cervone e Petruzzi, le quali permisero a Ravanelli e Vialli di dilagare nei minuti finali. Nuovamente quattro i punti in apertura di 1996, nell'ultimo anno di Mazzone sulla panchina della sua Roma, prima del successivo avvento di Carlos Bianchi nella travagliata annata '96/'97 che portò alla squadra capitolina lo score di 2 sconfitte, un pareggio e una vittoria. 

L'anno successivo è quello del primo approdo sulla panchina dei giallorossi di Zdenek Zeman, ma la sosta per le festività natalizie rimase tabù per i suoi calciatori, che al ritorno in campo, in campionato persero all'Olimpico contro l'Udinese per 1-2, prima di pareggiare i successivi incontri contro Milan, Piacenza e Sampdoria, mentre in Coppa Italia subirono una cocente eliminazione da parte della Lazio, che si impose in entrambi i derby disputati proprio a gennaio. Non andò meglio l'anno dopo, quando la Roma, seppur incontrando avversarie nettamente alla portata come Piacenza, Cagliari, Vicenza, Salernitana ed Empoli, raccolse l'intera posta in palio solamente nella terza partita della serie, contro i biancorossi, facendosi bloccare in casa da Piacenza ed Empoli e subendo due sconfitte contro Cagliari, in un rocambolesco 4-3 firmato da O' Neill al 90', e Salernitana, che si impose per 2-1. Il quarto e il quinto posto raggiunti non garantirono la riconferma al tecnico boemo, sostituito da Fabio Capello.

Con il tecnico friulano, la squadra romanista siglò, in apertura di millennio, la miglior partenza degli anni '90, racimolando 10 punti nei cinque match disputati nel 2000 e rimanendo imbattuti fino al 30 gennaio, sconfitti a Milano dall'Inter grazie alle prodezze di Vieri e Baggio, che resero inutile la rete del momentaneo pareggio siglato da Aldair.
Nella stagione 2000/2001, terminata con il terzo tricolore cucito sulle maglie di Capitan Totti e compagni, la Roma si inchinò nuovamente a Milano, sponda rossonera, ma riuscì a vincere contro Atalanta e Napoli, oltre al pareggio casalingo in casa con il Bari, nel primo celebre confronto fra Totti e Cassano terminato con lo scambio di maglie fra i due, preludio al successivo arrivo nella Capitale del fantasista pugliese. Con il tricolore sul petto, la squadra giallorossa continuò la sua tradizione positiva a gennaio, rimanendo senza sconfitte per tutto il mese, asfaltando Torino, Verona e Piacenza e lasciando per strada due punti solamente all'Udinese, la quale riuscì a bloccare la squadra di Capello sull'1-1. La prima parte del 2003 fu traumatica per i sostenitori della Roma, che in un gennaio nero persero i tre incontri disputati, facendosi violare il campo dal Chievo Verona, e perdendo a domicilio contro Atalanta e Como. L'ultima stagione prima del passaggio di Fabio Capello alla Juventus fu invece agrodolce, con 7 punti su 12 a disposizione conquistati, e l'amaro in bocca per la sconfitta contro il Brescia, firmata Bachini.

L'annata 2004/2005, passata alla storia come quella dei "quattro allenatori", che vide la squadra guidata prima da Prandelli, poi da Voeller, prima di Delneri e Bruno Conti, salvarsi solamente alla penultima giornata, vide nel mese di gennaio la serie più prolifica con ben 10 punti ottenuti e un Montella in grande spolvero, autore di 5 reti in tre gare, ma anche l'onta del derby della Befana perso per 3-1, a cuasa delle reti di Di Canio, Cesar e Rocchi, inframezzate dal gol di Cassano dell'1-1.

Ad assumere le redini di una squadra allo sbando è Luciano Spalletti nella stagione 2005/2006, il quale proprio ad inizio anno trovò la continuità giusta per dare seguito al successo del 21 dicembre 2005 contro il Chievo Verona e dare il via alle undici vittorie consecutive che portarono i giallorossi ad un quinto posto finale, poi tramutato in secondo per le note vicende di Calciopoli. Vittime del rullo compressore orchestrato da Spalletti, Treviso, Milan, Reggina, Udinese e Livorno per 15 punti su 15 conquistati, oltre al doppio successo contro il Napoli negli ottavi di finale di Coppa Italia. Questa eccezionale striscia continuerà anche a febbraio, con un'altra manita di vittorie, unita al vittorioso doppio confronto europeo contro il Bruges. L'aura di imbattibiltà a gennaio del tecnico di Certaldo proseguì anche nell'annata 2006/2007, caratterizzata da quattro partite di Coppa Italia che consentirono ai giallorossi di strappare il pass per la finale, vittoriosa, contro l'Inter e in Serie A portò 5 punti in 3 incontri, dati da due pareggi con Messina e Livorno, e dalla vittoria contro il Siena. Non cambiò la sinfonia nel 2008, chiuso a punteggio pieno nei tre incontri disputati (unito al doppio passaggio del turno nella Coppa Nazionale). Più che positiva anche l'ultima annata dell'esperienza di Spalletti alla Roma, chiusa senza mai perdere nel primo mese dell'anno: dopo il pareggio dell' 11 gennaio contro il Milan seguirono i successi contro Sampdoria (2-0), Torino (0-1), Napoli (0-3) e Palermo (2-1).

Più che positivo anche l'esordio di Claudio Ranieri, dell'anno seguente: la squadra, trascinata dalla forza del collettivo, subì prima una clamorosa doppia rimonta a Cagliari nei minuti di recupero per  il 2-2 finale, ma ingranò successivamente la marcia giusta per inanellare un fantastico filotto di vittorie nelle quattro partite successive, impreziosite dalla vittoria in trasferta contro la Juventus con un colpo di testa di Riise nelle ultime battute che fece impazzire di gioia i sostenitori giallorossi presenti a Torino. La squadra giallorossa disputò un ottimo inizio 2011, vincendo tre delle quattro partite a disposizione, trovando la sconfitta solo contro la Sampdoria nelle ultime apparizioni del tecnico di Testaccio sulla panchina capitolina, esonerato poi il 21 di febbraio, a vantaggio di Vincenzo Montella, in quel momento alla guida dei Giovanissimi Nazionali.

Si arriva così allo scorso anno, con Luis Enrique alla guida della Roma, e il periodo più splendente della sua squadra che, già vittoriosa nelle ultime due uscite nel 2012, demolì in casa Chievo e Cesena, impattando però a Catania (in cui la gara venne sospesa per pioggia dopo 65' di pallanuoto) e soprattutto ancora tra le mura amiche dell'Olimpico contro il Bologna, per un totale di 8 punti conquistati.