Allegri ancora senza vittorie contro la Roma: analisi, statistiche e precedenti

28.10.2011 15:46 di Simone Francioli   vedi letture
Allegri ancora senza vittorie contro la Roma: analisi, statistiche e precedenti
Vocegiallorossa.it
© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport

Nell’anticipo pomeridiano di sabato, valevole per il decimo turno del campionato, ci sarà uno degli incontri di cartello di questa giornata, quello che vedrà opposte la Roma ed il Milan di Massimiliano Allegri. L’allenatore toscano, vincitore di due” Panchine d’oro” consecutive nelle stagioni 2007/2008 (riguardante la serie C) e 2008/2009, è ancora alla ricerca della prima vittoria contro i giallorossi: nei cinque precedenti (serie iniziata il 14 dicembre 2008 nell’affermazione per 3-2 dell’allora squadra di Spalletti sul Cagliari), l’ex tecnico dei sardi ha raccolto appena tre pareggi, con due sconfitte all’attivo a chiudere il bilancio. In quattro di questi scontri la Roma è andata a segno mentre l’unica eccezione risale allo 0-0 dello scorso 7 maggio.

Il Milan che scenderà in campo all’Olimpico sarà presumibilmente schierato con il modulo che, di fatto, Allegri ha quasi sempre utilizzato nella sua carriera: il 4-3-1-2. Basti pensare che sulle 136 partite collezionate a partire dalla stagione d’esordio in A (2008/2009), considerando anche Coppa Italia, Champions League e Supercoppa,  l’ex centrocampista di Napoli, Pescara e Perugia ha presentato questo scacchiere tattico in ben 125 occasioni (91% del totale), con il 4-3-3 utilizzato come seconda alternativa (in otto circostanze, ultima delle quali in Milan-Real Madrid 2-2 del 3 novembre 2010). Le squadre di Allegri sono particolarmente caratterizzate per due aspetti: la compattezza della squadra e la ricerca di un lungo possesso palla, non solo per vie verticali,  finalizzato alla creazione di spazi per il trio offensivo. Per questo motivo la difesa del Milan gioca alta cercando di limitare il campo d’azione a 30-40 metri, permettendo inoltre di sfruttare le grandi abilità nello stretto dei vari Cassano, Robinho e Ibrahimović in fase di ripartenza (con Pato ancora infortunato). Quando invece l’iniziativa parte dal fondo, si nota come i due laterali difensivi (Abate e Antonini, con quest'ultimo che sarà sostituito dal nigeriano Taiwo o da Zambrotta) partano già molto avanti, lasciando l’impostazione ai due centrali e al giocatore posizionato al vertice basso del rombo (Van Bommel, ma anche Aquilani può essere utilizzato in quel ruolo). In fase di avanzamento il Milan ricerca una fitta trama di passaggi, spesso anche in orizzontale con continui cambi di fascia, per cercare di creare la superiorità numerica sulle corsie esterne dove specialmente Abate arriva fino in fondo per crossare. La grande mole di scambi tra i centrocampisti consente di coinvolgere il più possibile, nel fulcro del gioco, il trequartista atipico delle squadre guidate dall’ex tecnico del Cagliari. Difatti si può notare come Boateng non si stabilizzi esclusivamente dietro le due punte a fare il rifinitore: durante lo svolgimento del match svaria moltissimo nella zona d’attacco dei rossoneri, andando a formare in alcuni casi un vero e proprio 4-3-3, con Ibrahimović al centro e Cassano/Boateng a fare da esterni d’attacco. I tre centrocampisti, a turno, provano l’inserimento da dietro per non lasciare troppo spazio alle ripartenze avversarie, con Nocerino e Aquilani che spesso e volentieri cercano anche la conclusione dalla distanza (attualmente i due topscorer del Milan sono proprio l’ex Palermo e Boateng, autori di una tripletta ciascuno contro Lecce e Parma). In fase di ripiegamento i due centravanti rimangono nella metà campo dei rivali mentre il ghanese si abbassa leggermente, quasi a comporre una linea a 4, per permettere ai due interni di allargarsi e andare a stringere sulle corsie laterali. Attenzione, come detto in precedenza, al possesso palla: ad esclusione della gara persa con la Juventus per 2-0, il Milan ha sempre chiuso i matches con un dato del 60% o superiore (da un massimo del 69% di fronte al Palermo al 60% ottenuto dinanzi alla Lazio). Tuttavia la Roma, sotto questo aspetto, è seconda solo ai rossoneri: 31':02" contro 28':45". Medesimo risultato per quel che concerne la supremazia territoriale: Milan miglior squadra della serie A con 13':58" e Roma subito dietro con 13':25"; la differenza sostanziale invece riguarda i tiri verso lo specchio avversario, con una media per la squadra di Allegri pari a 6.4 mentre i giallorossi si fermano a 4.3, al tredicesimo posto di questa particolare classifica.

E’ Zlatan Ibrahimović il topscorer rossonero nei confronti della Roma: per lo svedese sono 6 le reti messe a segno in 17 presenze (la Roma è la squadra che ha affrontato più volte in carriera), con la prima marcatura che risale al 10 dicembre 2002, quando l’Ajax si impose all’Amsterdam Arena per 2-1 sul team di Capello in Champions League. A quota 4 seguono Filippo Inzaghi e Massimo Ambrosini, il brasiliano Pato è a 3, con 2 c’è Antonio Nocerino mentre chiudono la graduatoria l’ex Cassano e Zambrotta con 1 gol.
Francesco Totti guida invece la lista dei cannonieri giallorossi nelle sfide al Milan: 10 le realizzazioni del Capitano della Roma, con tre doppiette all’attivo contro i rossoneri (il primo gol assoluto è datato 12 ottobre 1996, Roma-Milan 3-0, con Cappioli e Balbo a chiudere il tabellino). Troviamo poi Pizarro con 3 segnature mentre, tutti con una singola rete, ci sono Borriello, Simplício, Cassetti, Perrotta e Heinze (quest’ultimo in Champions League con la maglia dell’Olympique Marsiglia).