Vi spiego la procedura e come fare mercato con il Fair Play Finanziario

26.04.2011 15:54 di Redazione Vocegiallorossa   vedi letture
Fonte: Cesare Di Cintio per Tuttomercatoweb.com
Vi spiego la procedura e come fare mercato con il Fair Play Finanziario
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Articolo a cura di Cesare Di Cintio per Tuttomercatoweb.com:

 

 

Gentili lettori,
dopo aver spiegato a grandi linee in cosa consiste il Fair Play Finanziario (FPF) è giunto il momento di sviscerare la nuova disciplina in modo più approfondito e, soprattutto, cercare di capire quale impatto avrà sul calcio italiano.
Ricordo che, dalla stagione 2013-2014, le società non solo dovranno guadagnare sul campo la qualificazione alle Coppe Europee ma saranno anche obbligate ad iniziare un percorso di risanamento finanziario che dovrà portare le medesime ad operare sulla base dei ricavi derivanti dalla gestione aziendale del club. Questa sarà "condicio sine qua non" per partecipare alle competizioni Europee.
È chiaro che il passaggio sarà graduale poiché la Uefa comincerà con analizzare i bilanci delle società relativi agli esercizi 2012 e 2013 il cui risultato complessivo non dovrà evidenziare perdite superiori ai 45 mln di euro, salvo uno scarto definito "deviazione accettabile" di 5 mln di euro che dovrà servire da cuscinetto per attenuare la rigidità del sistema. ( es. se nel 2012 la società X avrà un perdita di 70 mln e nel 2013 un utile di 30 verrà eseguito il seguente calcolo: -70+30= -40, parametro rispettato).
Nella stagione 2014-2015, invece, verranno esaminati i bilanci relativi alle gestioni 2012- 2013- 2014 ed, anche in questo caso, il risultato aggregato dei vari esercizi non dovrà palesare un deficit complessivo superiore ai 45 mln di euro, salvo sempre la "deviazione accettabile" di 5 mln di euro di cui si è detto in precedenza ( esempio 1: -70+40- 10= -40, parametro rispettato. Esempio 2: -70+40-20 = -50 che dovrà esser considerato come segue: -45 ( di perdita) - 5 di "deviazione accettabile", risultato complessivo - 50 mln, parametro rispettato).
A partire, invece, dalla stagione 2015-2016, nel corso della quale i bilanci esaminati riguarderanno gli esercizi 2013-2014-2015, si dovrà invece contenere il disavanzo entro i 30 mln di euro, salvo sempre la "deviazione accettabile" di 5 mln di euro (es. +40-30-40= -30 parametro rispettato).
Appare evidente come questo graduale percorso dovrà portare, dalla stagione 2017-2018, a rispettare la cosiddetta regola del "breck -even", vale a dire quell'equilibrio di bilancio nel quale i costi vengono pareggiati dai ricavi.
La gestione futura della società sportiva, pertanto, cambierà radicalmente anche perché non tutti i costi e non tutte le entrate verranno considerate "virtuose" secondo la disciplina del FPF che, nell'immediato, premierà le squadre Spagnole e Inglesi in base ad un semplicissimo ragionamento.
Ebbene secondo la nuova normativa vengono definite entrate "virtuose", tra le altre, quelle derivanti da ricavi per biglietti, abbonamenti, diritti televisivi, sponsorizzazioni, pubblicità e attività commerciali che, ovviamente, possono esser valorizzate ove la società sportiva sia proprietaria dell'impianto sportivo ove poter "allargare" il proprio buisiness.
Gli esempi che abbiamo già sotto gli occhi sono gli stadi Inglesi, con annessi i centri commerciali e altre attività di intrattenimento, oppure le società Spagnole, concepite secondo una forma "aperta"( volgarmente definita azionariato popolare), che non solo hanno il merito di avvicinare i tifosi al team ma, sopratutto, il vantaggio di aumentare proprio quelle entrate da biglietti e abbonamenti, considerate, appunto, "virtuose" dalla Uefa.
A questo punto risulta fin troppo facile sottolineare come il sistema calcio italiano, invece, sia ancorato ad un modello di gestione ormai superato ove gli stadi sono fatiscenti ed insicuri e si sta aspettando una legge per compiere quello che la Juventus, invece, grazie anche agli sponsors, sta già facendo anticipando notevolmente i tempi rispetto a chi si adegua ai ritmi del Parlamento Italiano.
Tanto basta per poter scommettere, sin da oggi, che nel prossimo futuro le società Italiane faticheranno ancor di più a farsi largo in Europa proprio perché i parametri di valutazione introdotti dal FPF sono impostati su un modello di società sportiva molto più vicina a quella Spagnola e Inglese che a quella Italiana.
Ciò non significa ovviamente che le grandi società come Milan, Inter, Roma e Napoli non stiano operando in maniera corretta in vista dell'entrata in vigore delle nuove regole Uefa che, giuste o sbagliate, dovranno esser comunque osservate per partecipare alle Coppe Europee.
Ed infatti il Milan si sta avvicinando, come l'Inter, il Napoli e la Roma, in modo graduale e corretto all'appuntamento della stagione 2013-2014 anche se appare evidente che la svolta potrà avvenire solo quando ciascuna società potrà contare su un impianto di gioco di proprietà.
Certo è che alla luce di quanto esposto la Juventus rappresenta la società italiana del prossimo futuro poiché ha assunto le vesti di azienda di intrattenimento ( cioè società che "vende" spettacolo per tifosi e televisioni ) grazie alla costruzione nel nuovo impianto che, oltre che un patrimonio immobiliare, rappresenta una apprezzabile operazione commerciale e di marketing dalla quale potrà arrivare molta ricchezza per il club.
Ritengo, pertanto, che la Signora sia stia "rifacendo il trucco" per tornare a primeggiare in Italia e in Europa essendo stata la prima sul nostro territorio ad avvicinarsi ad un modello di gestione societaria in sintonia con i parametri Uefa.
Nel Vecchio Continente, invece, continueranno a dominare le squadre Inglesi e spagnole per i motivi già esposti.
Credo, quindi, che sia arrivato il momento di cambiare decisamente rotta per il calcio Italiano che oggi sopravvive grazie all' "assistenzialismo" e al "mecenatismo" dei Presidenti più generosi i quali in futuro non potranno reggere il confronto con i colleghi esteri che, oltre al portafoglio di loro proprietà, potranno contare su aziende sportive concepite per produrre ricavi necessari per allestire squadre sempre più competitive.