Udinese, Okaka: "Porte chiuse? Non è la stessa cosa. All'Olimpico le sciarpe giallorosse danno quell'adrenalina che fa la differenza"

13.04.2020 08:58 di  Redazione Vocegiallorossa  Twitter:    vedi letture
Udinese, Okaka: "Porte chiuse? Non è la stessa cosa. All'Olimpico le sciarpe giallorosse danno quell'adrenalina che fa la differenza"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"È utopia pensare che io possa rientrare nella lista dei 23 per Euro 2021? E perché dovrebbe? Da quando sono arrivato a Udine lo scorso gennaio, ho realizzato undici gol e tre assist, ho fatto meglio di molti giocatori di cui spesso si parla in chiave Nazionale. Certo che l'Europeo è un mio pensiero". In esclusiva ai microfoni di TMW, il centravanti dell'Udinese Stefano Okaka conclude la sua intervista così. Quasi pungolato nell'orgoglio, e con la maturità di chi ha 30 anni ma anche 15 di carriera nel mondo del calcio, il bomber classe '89 gioca a carte scoperte e lavora affinché la Nazionale, che più volte ha già incrociato in passato, possa diventare realtà anche in futuro.
Prima di parlare dell'Italia, però, Okaka nella sua intervista ha affrontato tanti temi. Partire dall'attualità è inevitabile, di buon senso non prendere una posizione sulla ripresa della Serie A. In un senso o nell'altro. "La speranza è quella di tornare a giocare. Ma è una speranza, è chiaro che si potrà tornare a giocare solo quando sarà sicuro".

Ma a porte chiuse sarebbe la stessa cosa?
"No, certo che non lo è. Giochiamo per i tifosi, entri all'Olimpico, vedi le sciarpe giallorosse, i cori dei tifosi e l'atmosfera ti dà quell'adrenalina che fa la differenza, soprattutto per calciatori molto competitivi come me. Per non parlare di San Siro, ma anche degli altri stadi. Però, se si potrà giocare solo a porte chiuse meglio questo che nulla".

Il male minore, insomma.
"Esatto. In questo momento l'unica cosa possibile è limitare i danni".

Stefano Okaka e un centravanti di 30 anni che ne ha vissute tante. Questo di Udine è la sua migliore versione?
"No, non credo sinceramente. Alla Sampdoria secondo me ho fatto bene e non a caso in quel periodo ero anche nel giro della Nazionale. Ma ho fatto cose buone all'Anderlecht così come alla Roma, non credo che qui si sia visto il migliore Okaka. Sono arrivato all'Udinese in una fase di rilancio e qui il meglio deve ancora venire...".

Sul campo, l'impressione è quella di un centravanti sempre molto generoso.
"Io penso che in campo ogni giocatore metta molto di sé stesso: sono contento si veda questo perché io sono così. Sono un calciatore che parla poco, a cui non piacciono i social, e che fa parlare il campo. Il mio modo di giocare è il mio modo di vivere".

Rimpianti?
"I rimpianti non esistono. Sono nel calcio da 15 anni, ho esordito in Serie A a 16 anni e ho dato una vita migliore alla mia famiglia: come potrei avere rimpianti? Ora posso solo guardare avanti e provare a finire come voglio io..."

Sarebbe?
"No, meglio non svelarlo..."

Però il ritorno in Nazionale è un tuo pensiero.
"Certo che è un mio pensiero".