Stramaccioni: "Seguirò con attenzione la Roma di Fonseca, è un tecnico preparato ma arriva in un momento particolare. Totti rappresenta la romanità"

16.06.2019 19:20 di Simone Valdarchi Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Stramaccioni: "Seguirò con attenzione la Roma di Fonseca, è un tecnico preparato ma arriva in un momento particolare. Totti rappresenta la romanità"

L'ex tecnico dell'Inter e delle giovanili della Roma, Andrea Stramaccioni, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport, in cui parla anche della Serie A e della Roma di Fonseca. Queste alcune delle sue dichiarazioni:

In A, tranne il Napoli, tutte le big hanno cambiato allenatore. Qual è il progetto che più la stuzzica? 
«Beh, visto il mio cuore le squadre che seguirò con più attenzione sono la Roma di Fonseca e l’Inter di Conte. Fonseca arriva in un momento particolare, è un allenatore preparato ma sarà chiamato a una grande sfida, probabilmente più difficile di quella che si aspetta. Per quanto riguarda l’Inter, il grande tema del campionato sarà se potrà competere per lo scudetto, anche perché parte dalla base del lavoro fatto da Spalletti. Poi sono curioso di vedere Sarri, uno dei nemici più recenti della Juve, cosa farà con il suo 4-3-3 a Torino». 

Davanti c’è sempre la Juve? 
«Sì, se non altro per l’abitudine che ha a vincere. Però l’Inter le darà filo da torcere». 

Che effetto le fa vedere Politano, un suo “figlioccio” in Nazionale? 
«Sono orgoglioso di lui. Matteo, tutto quello che si è guadagnato sin da ragazzino lo ha fatto grazie a un mix che incarna perfettamente l’interismo. Lui è un lottatore di qualità, incarna lo spirito che vuole vedere chi va a San Siro e in più gli è rimasta la fame del ragazzo di quartiere che vedevo nelle giovanili della Roma. Per questo gli scrivo sempre: “resta come sei, non cambiare mai”. Sono sicuro che darà il suo contributo pure nel 3-5-2 di Conte perché lui può fare il quinto, il sotto punta e la seconda punta». 

 

Stramaccioni ha parlato ai microfoni di Sky Sport: "Totti rappresenta più di un calciatore per i romani e romanisti. Rappresenta la romanità, è la continuazione di Bruno Conti. Figure che vanno oltre, ci fanno sentire romani anche a distanza a migliaia di chilometri. Il 17 giugno del 2001 (giorno dello scudetto della Roma ndr) ero in Curva Sud, ero abbonato allo stadio e stavo iniziando in quel periodo la mia carriera da allenatore. Ricordo in maniera indelebile tutto di quel Roma-Parma".