Sebastiani (pres. Pescara): "Arena? Ho parlato con Alberto De Rossi, mi ha confermato che è un ragazzo speciale"
Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani ha parlato al Corriere dello Sport soffermandosi su Antonio Arena, attaccante classe 2009 oggi alla Roma e già in gol all’esordio. L’intervista ripercorre la sua crescita, la cessione ai giallorossi e il ruolo fondamentale degli allenatori nel percorso dei giovani.
Ecco le sue dichiarazioni:
Chi è Arena?
“Antonio è un ragazzino che è venuto in Italia attraverso la nostra academy. Lavoriamo con tutto il mondo: ogni sei mesi arrivano calciatori da inserire nel settore giovanile, spesso con doppio passaporto o con provenienza italiana. Nel nostro convitto bellissimo, nei pressi del centro sportivo, ospitiamo 60-70 ragazzi da fuori, con scuola e tutto il necessario. Il nostro lavoro ci porta la possibilità di scegliere talenti come Zeppieri e Arena, che non aveva ancora 14 anni quando è arrivato”.
Un milione di euro è stata la cifra giusta per la sua cessione?
“Un affare comune. Il Pescara ha preso quello che poteva prendere, dato che stavamo nelle serie minori. Se fossimo stati in Serie A non l’avremmo venduto o comunque non a quella cifra. Eravamo e siamo in ottimi rapporti con la Roma. Nel contratto c’è la percentuale sulla futura rivendita del 20%. E poi Graziani è arrivato da noi: mi piace tantissimo”.
Ha sentito qualcuno della Roma?
“Qualche settimana fa ho parlato telefonicamente con Alberto De Rossi. Lui mi ha confermato che è un ragazzo speciale, che sarebbe una scommessa persa se non facesse il calciatore”.
Gasperini, Guidi, Baldini. Quanto contano gli allenatori?
"Tantissimo. Gasperini è uno che, se vede un giocatore, non guarda la carta d’identità. Anche Baldini ha fatto un lavoro straordinario l’anno scorso qui. Aveva solo giovani e lui ha un occhio speciale per loro".
Un ultimo consiglio per Antonio?
"Sembra strano, ma non ha bisogno di consigli anche se ha solo 16 anni. È concentrato sul suo percorso e deve essere così. Posso solo dirgli di continuare a fare quello che ha fatto fino ad oggi. Non deve mollare. Può fare strada: questo è sicuro".
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