Sconcerti: "Non è rimasto più niente del Barcellona di Guardiola". AUDIO!

10.12.2020 00:00 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Sconcerti: "Non è rimasto più niente del Barcellona di Guardiola". AUDIO!
Vocegiallorossa.it

A commentare le italiane in Champions League a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato il giornalista Mario Sconcerti.

Che ne pensa della vittoria della Juventus?
"Ha fatto una partita attenta e ha scelto un centrocampo senza mediani ma con giocatori con più qualità. Ha rivisto le scelte che aveva fatto e poi l'aria della Champions e l'importanza del luogo hanno dato la massima concentrazione a tutti. Mi ha impressionato di più McKennie, che ha fatto il doppio ruolo e ha messo in difficoltà il centrocampo del Barcellona. Ho l'impressione poi che Messi sia arrivato a una svolta. E' sempre un grande giocatore ma è troppo tempo che non gioca alla sua maniera. Lo vedo annoiato. La differenza con Ronaldo è che lui ha giocato sempre in una squadra e così si sente protetto. Ronaldo è un apolide, gioca per se stesso. Ieri Ronaldo ha percepito la difficoltà di Messi e lo ha quasi voluto umiliare, basti vedere quei due interventi in recupero in difesa sull'argentino".

È il caso di continuare con quel tipo di formazione?
"E' già molto importante che si sia trovata una formazione. Alla Juventus non è mai mancata la qualità ma la concentrazione. Pirlo mi sta stupendo per l'insistenza con cui sta indovinando moduli di gioco. Ha giocatori con cui si può lavorare molto bene ma si vede che è padrone delle proprie idee".

È finita più l'era di Messi o del Barcellona?
"Quando si spegne lentamente il tuo più grande calciatore, è chiaro che ti spegni con lui. Il Barcellona poi è in crisi economica e ha dovuto arrangiarsi sul mercato. È un momento davvero particolare per il club. Non c'è più rimasto niente del Barcellona di Guardiola".

Lazio che passa agli ottavi. Questo obiettivo può far rivedere la Lazio migliore anche in campionato?
"Lo spero. Per me è sempre favorita contro qualunque avversaria in Italia, se sta bene. Se vuole entrare tra le prime quattro deve avere più continuità, perché lì davanti cominciano ad esserci squadre più pronte e devi batterle".