Sconcerti: “Il Napoli ad ora sembra una squadra destinata a durare"

19.10.2022 00:00 di  Andrea Gonini  Twitter:    vedi letture
Sconcerti: “Il Napoli ad ora sembra una squadra destinata a durare"
Vocegiallorossa.it

Il direttore Mario Sconcerti è intervenuto durante 'Piazza Affari', in onda su TMW Radio, per analizzare i temi del giorno.

Meritato il pallone d’oro a Benzema?
"Il centravanti più forte del mondo è Benzema, su questo non c'è dubbio. Credo che possa ancora giocare ad alti livelli ancora per qualche anno".

Gli “italiani” tra i 30 si sono piazzati bene?
“Non sono stati i peggiori, ma non sono propriamente italiani. Per i calciatori della nostra nazionalità possiamo confidare sul fatto che questo è un premio che si ripete ogni anno”.

Questo campionato spezzato in due come lo vede?
“Il dislivello certamente è aumentato, ma non scordiamoci che questo è un campionato povero. Chi fa debuttare giovani risparmia economicamente, ma finisce per perdere punti. Sta succedendo anche in Europa, non solo da noi”.

La Fiorentina si dovrà muovere a gennaio sul mercato per quanto riguarda il fronte offensivo?
“Dovrà muoversi sul mercato per forza, solo la Sampdoria ha segnato meno della Fiorentina. Ci sono dei giocatori che non rispondono a quello che ci si aspettava. Siamo davanti a un tentativo di cambiamento, che non so se riuscirà ad esserci”.

Cosa pensa di Strefezza?
“Lo scorso anno ha segnato 14 gol con il Lecce. Durante il mercato ha ricevuto tante richieste, ma il Lecce che è una società seria non l’ha voluto vendere. Potrebbe essere utile per molte squadre”.

Il Napoli ha il dubbio della continuità, quali sono i dubbi che può suscitare?
“Il Napoli merita la posizione che ha e ad ora sembra una squadra destinata a durare, ma nel calcio ci sono gli episodi. La società dovrà aiutare la squadra quando arriverànno i momenti duri”.

Spalletti ha meno difficoltà a gestire le rotazioni con questi ragazzi piuttosto che con i vecchi giocatori?
“Con i cinque cambi la mentalità dei più giovani è decisamente cambiata. I tre cambi facevano sentire come esclusi molti giocatori, cosa che ora non accade quasi più”.