Pizarro: "Roma squadra bipolare, gli infortuni sono un grave problema. Dispiace per cosa è successo con Totti e De Rossi"

04.02.2020 13:18 di Danilo Budite Twitter:    vedi letture
Pizarro: "Roma squadra bipolare, gli infortuni sono un grave problema. Dispiace per cosa è successo con Totti e De Rossi"
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Ai microfoni di Retesport 104.2 è intervenuto David Pizarro, che ha parlato della Roma di oggi ed è tornato sulla sua avventura in giallorosso.

Che ne pensa di questa Roma?
"Sicuramente il più dispiaciuto sarà l'allenatore, dopo le feste abbiamo trovato un'altra Roma. Qualcosa si è rotto nel gioco, lo ha detto anche Edin l'altro giorno che non sono degni della serie A. Questa situazione preoccupa perché l'obiettivo è ancora lì. L'Atalanta è una buona squadra, mentre la Roma è bipolare. Con la Lazio e con il Sassuolo due partite diverse. Sono contento che Dzeko sia rimasto, lui è metà squadra al momento. L'assenza di Zaniolo si sente".

Qual è il problema di questa Roma?
"Il problema della Roma sono gli infortuni, una domanda se la devono fare. Negli ultimi mesi più di 20 stiramenti sono troppi".

Un pensiero su Ünder?
"È un giocatore che ancora non si è affermato, le qualità ce l'ha. La domanda però è, fino a quando ti dobbiamo aspettare? 

Spalletti?
"Io ho conosciuto Spalletti ad Udine e già dava le capocciate al muro, io pensavo che fosse tutti così gli allenatori Con Spalletti ho lavorato 7 anni. È un allenatore importante, soprattutto in coppia con Andreazzoli. Soprattutto per il modo con il quale preparavano le partite".

Cosa significa per te la Roma?
"Io voglio un gran bene alla Roma, l'ho conosciuta nel 2001 e uno dei miei obiettivi è sempre stato quello di diventare un suo giocatore. Mi dispiace per quello che è successo con Totti e De Rossi per quello che significa la Roma per loro"

Differenze tra Totti e De Rossi?
"Entrambi grandi, per Totti bastava la presenza, Daniele parlava di più... Per me sono stati grandissimi".

Un giocatore che non ha reso come avrebbe potuto?
"Il più gran rimpianto è stato Menez, ci poteva far vincere le partite da solo. È stato un dispiacere per me, volevo e potevo aiutarlo di più. Lui è stato uno di quei giocatori che ce l'aveva sempre con il mondo". 

Il passaggio alla Roma?
"Io non potevo trasferirmi direttamente dall'Udinese alla Roma, perché Spalletti non si era lasciato bene con Pozzo. Quindi sono dovuto prima passare per l'Inter e solo successivamente alla Roma".