Open VAR, Tommasi sulla trattenuta di Britschgi su Rensch: "Ottimo lavoro dei varisti, intervento decisivo per rendere giustizia in campo"

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di Valerio Conti

Nel corso di Parma-Roma è finita sotto la lente d’ingrandimento un episodio avvenuto in area di rigore tra Britschgi e Rensch. Un contatto ravvicinato che ha portato l’arbitro Chiffi a essere richiamato al VAR per una revisione approfondita, con la sala VAR impegnata a ricostruire la dinamica dell’azione prima della decisione finale.

DIALOGO VAR CHIFFI - Nel corso dell’episodio che ha coinvolto Britschgi e Rensch, il confronto tra campo e sala VAR ha portato a un lungo check prima della decisione finale.

Sala VAR: «Ha fischiato fallo alla difesa».

Chiffi: «Lo fa prima lui».

Sala VAR: «Vanno a contrasto e si tengono tutti e due e gli passa davanti e lo tira giù».

Chiffi: «Che c’è da fare?».

Sala VAR: «Rigore. Ci sono tutti gli elementi di punibilità. Sono a contrasto tutti e due e si trattengono e gli passa davanti, è in vantaggio e il pallone cade lì. È davanti l’attaccante (Rensch ndr.). Ma dov’è Chiffi? Guardiamo le linee, l’APP, era fermo il gioco. Dani (Chiffi ndr.), aspetta. Il giocatore guarda solo l’attaccante. Si trattengono tutti e due, poi gli passa davanti. Chiffi, ti consiglio un OFR per un possibile rigore».

Sala VAR: «C’è una trattenuta reciproca, però poi alla fine il difensore trattiene e fa cadere l’attaccante».

Chiffi: «Sì sì, è chiaro».

Sala VAR: «È il 27 che è già ammonito».

Chiffi, annuncio allo stadio: «A seguito di revisione, il numero 27 del Parma trattiene un avversario in area di rigore. Decisione finale: calcio di rigore e ammonizione».

L'INTERVENTO DI TOMMASI - Il designatore Dino Tommasi a Open VAR:«Allora, dal campo, se vediamo Chiffi all’inizio dell’azione, guarda a destra perché il pallone si trova lì e c’è il cross. Non ha quindi un quadro d’insieme completo e la sua sensazione è distorta dal fatto di non avere pienamente a fuoco quanto accaduto. In realtà vediamo che Rensch prova a giocare il pallone, cerca di sfuggire sulla sinistra, poi si accentra per togliere il tempo a Britschgi e andare a giocare il pallone. L’attitudine del difendente è chiaramente quella di fermare l’attaccante in tutti i modi e lo fa anche sentendo un leggero appoggio da parte dell’attaccante, ma si tratta di un contatto minimo. Ripeto: l’attitudine del difendente è chiara. Ribadisco che Chiffi non ha piena visione dell’azione. È ottimo il lavoro di Mazzoleni e Paganessi e qui ci si rende conto dell’importanza dell’intervento della sala VAR per rendere giustizia in campo in una situazione di chiara evidenza calcistica».