Montali: "Avevo dei dubbi su Luis Enrique ma solo gli stupidi non cambiano idea"

28.10.2011 00:30 di Redazione Vocegiallorossa   vedi letture
Montali: "Avevo dei dubbi su Luis Enrique ma solo gli stupidi non cambiano idea"
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© foto di Alberto Fornasari

La sua esperienza al servizio della pallavolo prima, del calcio poi. Dal 2005 al 2009 componente del cda della Juventus, poi coordinatore e ottimizzatore delle risorse umane della Roma. Ma in giallorosso Montali ha praticamente ricoperto un po' tutti i ruoli. Tant'è che nel febbraio 2011 diventa il Direttore Operativo della società, in attesa di Thomas DiBenedetto, attuale presidente della Roma. Poi, a fine stagione, il divorzio. In attesa di tornare in pista, Montali, si concede ai microfoni di TuttoMercatoWeb.

Montali, sembrava vicino all'Inter.
"Ho letto anch'io sui giornali. Ma non c'è mai stato nulla di plausibile. Era solo un'ipotesi giornalistica, inutile soffermarsi".

Con Ranieri i nerazzurri stanno lavorando per risalire.
"Conosco molto bene Claudio. È un uomo molto razionale, ero sicuro che avrebbe cominciato a fare bene, anche perché l'Inter è una grandissima squadra, con tanta qualità. Claudio, essendo una persona pragmatica, non deve far altro che ristabilire le coordinate di questa grande squadra. E' stato bravo a dare un po' di tranquillità".

Peccato per i tanti errori arbitrali.
"È una costante che si sta verificando. Ma questo non deve diventare un alibi, perché queste cose devono far uscire il carattere della squadra, ancor di più. Gli arbitri commettono degli errori, ma non penso mai alla malafede della classe arbitrale. Però credo anche che siano i primi a fare autocritica quando sbagliano.
La cosa importante è che questo diventi un alibi, ma che tutto questo venga utilizzato per reagire ancora di più. Anche perché l'Inter ha una grande personalità. Spero però che non ci sia bisogno di alzare la voce per avere ciò che è giusto".

Stasera Inter-Juventus, che partita sarà?
"Sarà una partita molto importante per entrambe. L'Inter ha più bisogno di punti e quindi, dal punto di vista della pressione, farà qualcosa di più. I nerazzurri sono abituati a lavorare sotto pressione, vogliono tensione. E per questo faranno un'ottima gara. Di contro la Juventus ha dimostrato di assecondare le idee e i comportamenti che vuole il proprio allenatore. Vedrà la partita con molto piacere".

La Roma di Luis Enrique pare aver trovato una sua identità.
"Questo allenatore mi continua a stupire sempre di più. All'inizio, e lo dico con molta onestà intellettuale, avevo qualche dubbio. Però solo gli stupidi non cambiano idea: il suo metodo di lavorare, ma soprattutto quello che mi dicono i giocatori della Roma con i quali sono contatto, mi piace".

Questo però non vuol dire che sarà una stagione facile. Ma l'atteggiamento della squadra mi piace, così come la sua coerenza nel cercare di sviluppare un determinato gioco.
E' chiaro poi che i campionati non si vincono con il gioco, ma con i risultati. In questo momento guardo la Roma con molta interesse, perché è un progetto che fa bene al campionato italiano".

E' Fabio Borini una delle sorprese di questa Roma?
"Ne avevo sentito parlare già prima che arrivasse alla Roma. Ricordo che Ancelotti me ne parlò benissimo, ma la Roma ha altri giocatori interessanti che stanno dimostrando qualità. La società ha fatto delle scelte precise, con un gruppo di giovani oltre gli esperti. Oltre Borini c'è anche Lamela. Credo che la Roma sarà, anche in futuro, il giusto mix tra esperienza e gioventù. Vedo in Borini un calciatore con spiccate qualità agonistiche. E' il classico attaccante moderno, perché si distingue anche per la fase difensiva. Ormai tutti i giocatori devono avere spiccate qualità sia in fase difensiva che offensiva e lui è uno che gioca dal primo all'ultimo minuto con un animo che mi piace molto".

De Rossi rinnoverà?
"Ormai si sono sbilanciati in tanti a dire che il contratto sarà questione di tempo. Presumo che non si sbilancino in modo così palese, se non avessero certezze. Però questo sarà l'ultimo contratto di Daniele, dovrà essere un accordo lungo anche per la sua età. Se Daniele ha deciso che la Roma sarà anche il suo futuro, il matrimonio si farà. Ma nel mondo del calcio ho imparato che le cose sicure, se non c'è una firma, possono cambiare. Conosco bene Daniele, molto dipende da come gli si parla, dai comportamenti e dagli atteggiamenti. Anche se alla fine molti dicono che sia un problema di soldi, so che non lo è: sarà anche e soprattutto una questione di cuore".

E lei, quando tornerà operativo?
"Vado in giro, perché sono una persona curiosa di natura. Sono stato a Berlino, andrò in Inghilterra e in Francia, ne approfitto per vedere il modo di lavorare di alcuni allenatori. Erano quindici anni che non avevo un po' di tempo libero e così faccio un po' di formazione, così da vedere come sono strutturate le società europee. Sono una persona particolare: posso essere utile se trovo un progetto importante, perché sono abituato a giocare per vincere e preoccuparmi che tutte le persone che lavorano per questo tipo di obiettivo, abbiano questo tipo di mentalità. Mi serve un progetto dove ci sia la ricerca della vittoria, dove posso essere utile".