La madre di Zaniolo: "Nicolò ha bisogno di un allenatore psicologo, Di Francesco lo è stato. La sua priorità è giocare a calcio, non i soldi. Era molto legato a De Rossi"

La madre di Zaniolo: "Nicolò ha bisogno di un allenatore psicologo, Di Francesco lo è stato. La sua priorità è giocare a calcio, non i soldi. Era molto legato a De Rossi"Vocegiallorossa.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
venerdì 21 giugno 2019, 09:54Altre notizie
di Andrea Cioccio

Francesca Costa, la madre di Nicolò Zaniolo, ha parlato ai microfoni di ReteSport riguardo all'ultimo periodo di stagione difficile del centrocampista classe '99. Ecco le sue parole: "Su di lui si è sempre fatto un caso a prescindere. Nicolò è un ragazzo molto tranquillo che ha avuto un successo improvviso e non è stato facile gestirlo piscologicamente. Ma non c’entra il contrattoUn ragazzo come lui ha bisogno anche di un allenatore psicologo. Di Francesco lo è stato. Con il nuovo allenatore questo è venuto un po’ meno, ad esempio ha cambiato ruolo. Fa male leggere certe cose adesso come in passato. Mi riferisco a richieste di adeguamenti contrattuali, a richiesta di soldi. Tutto questo non è vero lui non pensa a questo ma solo a fare il suo lavoro. Ho sentito anche commenti troppo esagerati dopo l’ultima gara in Under 21. Ha giocato pochi minuti e dopo aver preso una botta in testa. Nicolò era molto legato a De Rossi perché era un punto di riferimento nello spogliatoio. Daniele gli è stato vicino anche quel giorno che mi rapinarono a Roma. Ma Nicolò rimarrà alla Roma finché la società lo vorrà. Mi hanno attribuito la colpa di mettermi in mostra a discapito della tranquillità di mio figlio.

Ma io avevo i miei social e non era assolutamente mia intenzione. Io non mi faccio influenzare da certi commenti. Penso solo al bene di Nicolò. Caratterialmente sono sensibile ma mi sento forte rispetto a certe illazioni e commenti su di me. Possono continuare a dirmi ciò che vogliono, io penso sempre a proteggere mio figlio. Non sono ancora abituata all’idea che Nicolò sia diventato un calciatore. Lo vedo ancora come mio figlio, con le sue debolezze e le sue fragilità. So quanto mio figlio non dia priorità ai soldi. La sua priorità è quella di pensare a giocare al calcio. Fonseca? Non so se si sono sentiti. Penso di no. Domani andiamo a vedere la partita dell’Under 21. Lui è squalificato ma andremo lo stesso. Era il sogno di Nicolò essere li e partecipare a questa competizione“.