Giorgio Sandri: "Perché non ricordare Gabriele con una targa? Ho la sensazione che si voglia far dimenticare"

12.10.2011 17:54 di Simone Francioli   vedi letture
Fonte: Radio Ies
Giorgio Sandri: "Perché non ricordare Gabriele con una targa? Ho la sensazione che si voglia far dimenticare"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico Gaetano

Giorgio Sandri, padre del tifoso Gabriele Sandri, ucciso l'11 novembre 2007 da un agente di Polizia, è intervenuto a Radio Ies per parlare della situazione legata alla commemorazione di suo figlio e, a tal proposito, evidenzia le difficoltà per l'apposizione di una targa in suo ricordo:

Sulla targa in ricordo di Gabriele Sandri

"Quando è nato il "Comitato 11 novembre" abbiamo avuto incontri con la società autostrade, il sindaco di Civitella e abbiamo avuto difficoltà inizialmente per poi sentirci dire che non ci sarebbero stati problemi per la targa commemorativa. Ci dicevano che quello che era accaduto a Gabriele non era un semplice incidente autostradale e che quindi ci voleva un trattamento diverso. A distanza di un anno purtroppo nn ci sono stati miglioramenti. Mettere una targa in ricordo di Gabriele è anche un monito affinché non accada più e non dovrebbe spaventare nessuno. Gabriele è ricordato costantemente in tutti gli stadi e non solo, perché non si può ricordare anche attraverso una targa"?

Sul perché del rifiuto

"La mia sensazione è che si voglia far dimenticare il più possibile la vicenda. Quello che è accaduto ha dell'incredibile, quasi del surreale. La gente vuole che Gabriele sia ricordato, che questa targa sia un monito per tutti, un bene per tutti. In questi quattro anni non ci siamo mai schierati con nessun partito, non abbiamo mai fatto politica. Forse questo ci ha creato maggiori difficoltà, perché ora nessuna parte politica guarda con interesse a noi. Forse avremmo avuto un aiuto maggiore, ma ho preferito quello spontaneo dei cittadini, non quello interessato dei politici. Loro mi danno la forza di andare avanti in questa battaglia che non voglio mollare".

Sul derby vissuto in Sud

"Porterò sempre nel cuore l'emozione di entrare in Curva Sud con al collo la sciarpa della Lazio, non potrò mai dimenticare l'accoglienza ricevuta. Fu un derby vissuto con grande emozione e grande difficoltà perché il dolore era ancora fresco. Voglio ancora ringraziare i tifosi della Roma per quella splendida giorna che mi hanno fatto vivere, una delle più belle della mia vita".