DERBY - Zeman: "Luis Enrique non è valutabile ma ha portato un calcio diverso. Il derby più bello? Quello del 3-3 in rimonta"

12.10.2011 21:55 di Emanuele Melfi   vedi letture
Fonte: Radio Mana Mana
DERBY - Zeman: "Luis Enrique non è valutabile ma ha portato un calcio diverso. Il derby più bello? Quello del 3-3 in rimonta"
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© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com

Zdenek Zeman è intervenuto sulle frequenze di Radio Manà Manà per parlare del derby romano e del rapporto che ha con lo stesso: "Il derby è una partita particolare per la gente - dice il boemo - La vorrei giocare ogni settimana, emoziona ma bisogna guidare i giocatori senza farsi prendere dall’emozione. Non sempre ci si riesce però. L’assenza di Totti al derby? Sarà difficile da sostituire anche se si può giocare anche senza. E' un campione, sa dare tempi e distanze alla squadra. Tra Pjanic e Totti c’è tanta differenza fisica e tecnica. I giovani della Roma potrebbero portare tanto entusiasmo e potrebbe essere l’arma in più. Non c’è una favorita nel derby, - continua Zeman - tutti i tifosi che andranno all'Olimpico ci andranno perché sono curiosi di sapere come finirà. La Lazio parte con leggero vantaggio perché si conoscono di più, la Roma sta ancora studiano alcuni movimenti”. Sulla Lazio: "Negli ultimi derby, la Lazio nonostante abbia perso aveva giocato meglio della Roma. Quest’anno sembra più equilibrata la sfida. La squadra di Reja ha puntato sull’esperienza e ha fatto il salto di qualità con Cisse e Klose. Bisogna vedere chi resiste meglio psicologicamente. Reja non è tranquillo, è nervoso indipendentemente dal derby già da quando aveva presentato le dimissioni. Klose è un giocatore importante per la Lazio, continuerà a fare bene. Bisogna valutare il suo infortunio se può penalizzare lui o la squadra o se magari avrà smaltito del tutto". Poi un pensiero su Luis Enrique e Reja: “Sotto il profilo umano e professionale li stimo entrambi. Su questo non ci sono dubbi. La mia è solo una prospettiva tecnica che può anche essere sbagliata. Luis Enrique ha bisogno di tempo, all’inizio il gioco risultava inconcludente ma ha portato un calcio diverso con tanto possesso. Attualmente non è valutabile. Per quanto riguarda Reja, il discorso è nato sulla sua carriera. Allena da tanti anni, non ha mai avuto una squadra che poteva lottare per lo scudetto. E’ vero che ha vinto altri campionati, è un buon biglietto da visita. Penso solo che sia difficile cambiare traguardi dopo 30 anni di carriera. Ha raggiunto l’obiettivo massimo nelle categorie inferiori, però non ha mai avuto la possibilità di lottare per qualcosa di così importante come chiede la piazza attuale”.

Infine, un suo personalissimo pensiero sul derby più bello: “Il derby che mi ha divertito di più è stato quello del 3 a 3 in rimonta e in 10. Lì il pubblico si è entusiasmato, non si facevano calcoli e si giocava a calcio. Rispetto a tanti altri dove non si è visto nulla è stata una partita che ha promosso il calcio”.