Cravero: "Non sono d'accordo con chi elogia la Roma: doveva vincere". AUDIO!

29.09.2020 03:00 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Cravero: "Non sono d'accordo con chi elogia la Roma: doveva vincere". AUDIO!

L'ex difensore Roberto Cravero, oggi commentatore televisivo per DAZN, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto:

Roma-Juventus?
"La Juventus ieri sera ci ha guadagnato e ne esce rafforzata, doveva perdere e invece è uscita dal campo con un punto. Non sono d'accordo invece con chi elogia la Roma, qualcosa di buono si è visto ma era una partita da vincere".

Che ne pensa dell'acquisto di Morata?
"Per me avevano puntato prima Suarez e poi Dzeko: saltati questi due erano obbligati ad andare su qualcuno che desse alternative e hanno preso Morata. Vantaggioso dal punto di vista ambientale, ma se ci vogliono dire che era la loro prima scelta io non ci credo, anche se non sono un dirigente della Juve. Mi attendo comunque qualche sorpresa in quest'ultima settimana, hanno capito che questa squadra ha bisogno di qualcosa per poter puntare di nuovo in alto".

L'Inter?
"Il Napoli soprattutto: viaggia a fari spenti ma è una squadra da temere. Prima o poi tutti si accorgeranno che hanno una rosa importante, che hanno rinforzato la squadra ed hanno un allenatore di qualità. Se da giocatore era uno di quantità, da allenatore sa come gestire la rosa, quando mettere una squadra offensiva, una dinamica, come dare equilibrio... Tra non molto sarà scoperto il Napoli".

Che succede al Torino?
"Quando prendi Giampaolo conosci la sua storia da allenatore e il suo 4-3-1-2: si basa su due giocatori determinanti come regista e trequartista, e questi nel Torino latitano. Tutto gira intorno a questi due ruoli: ok la difesa a quattro dopo tanti anni, ma col lavoro la si può organizzare, ma la differenza te la fanno regista e trequartista".

Torreira sarebbe uno di questi?
"Ho letto che guadagna 3,6 milioni l'anno, quindi dimentichiamocelo".

Verdi può fare il trequartista?
"Giampaolo lo reputo uno d'esperienza, e se in questo mese e mezzo non ce l'ha messo, forse è perché lo vede seconda punta. Cerca magari qualcuno che dia di più in fase difensiva. Negli ultimi anni poi Verdi il miglior campionato l'ha fatto a Bologna, da esterno: questi sono fatti, non giudizi".

Fosse Inzaghi sarebbe contento del mercato della Lazio?
"Per prima cosa sarei contento di me stesso, dopo che ho vinto su un campo difficile come Cagliari in cui ho dovuto mettere Marusic a sinistra perché mancava Fares. Ho equilibrio ed alternative, poi non so quali siano gli obiettivi".

Chi vede più in bilico a una settimana da fine mercato?
"Il Benevento ha sparigliato le carte: non dimentichiamoci che molti danno già retrocesse le prime tre neo-promosse. I numeri dicono che Crotone e Spezia forse hanno qualcosa in meno, ma la vittoria del Benevento con la Samp fa già sentire molte squadre in ballo. Se l'Udinese cede De Paul, ad esempio, deve fare attenzione. Ma non solo loro, in tanti: a Genova ho visto un Benevento divertentissimo".

Filippo Inzaghi è esempio di saper ripartire sempre?
"Mettersi sempre in discussione e non aver paura di andare in piazze complicate è un merito, Pippo si merita tutto ciò. Non pensavo che un personaggio come lui potesse farlo. Molte volte capita che chi ha vinto tutto pensi che sia tutto dovuto, ma non è il caso suo".

Il Milan riparte nel segno di Calhanoglu.
"Anche di Pioli. Con il suo lavoro, il suo silenzio e la sua serietà anche quando tutti davano scontato che non fosse più l'allenatore del Milan. La professionalità paga e poi arrivano i risultati: ieri, se ci pensiamo, senza offese per le riserve, c'era un Milan B. Poi ovviamente hai la qualità e un portiere che fa la differenza, ma la vittoria di Crotone è un segno di maturità. Sono curioso di vedere il Milan con i titolari, può dar fastidio alle prime tre".

Ci sarà qualcuno di grosso che deluderà le attese?
"In questo momento sono deluso dal Torino nella maniera più assoluta. Non tanto per i risultati o dalla classifica, ma dalle prestazioni".

Là davanti è rimasto intatto.
"Nei luoghi dove invece il gioco di Giampaolo fa la differenza. Giusto che sia Belotti-dipendente, è come la Fiorentina che è Ribery-dipendente, il Milan con Ibrahimovic e la Juventus con Ronaldo. Non è una colpa questa, ma c'è un contorno che viene a mancare: mi auguro che in questa settimana possa cambiare tutto".


Roberto Cravero intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini