Cesari: "Il rigore era netto. Tagliavento non ha commesso errori così importanti"

17.10.2011 19:09 di Redazione Vocegiallorossa   vedi letture
Fonte: "A Tutto Campo" -
Cesari: "Il rigore era netto. Tagliavento non ha commesso errori così importanti"
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© foto di Alberto Fornasari

Graziano Cesari, ex arbitro oggi opinionista di Mediaset Premium, è intervenuto ai microfoni di "A Tutto Campo" su RadioIES. Queste le sue parole:

 

"Quella di Tagliavento era una designazione giusta. Sapevamo benissimo che qualunque tipo di decisione presa da Tagliavento avrebbe scatenato il putiferio. Ci fosse stato un calcio di rigore contro la Lazio ci sarebbero state grandi critiche, almeno quante ce ne sono state in questo caso. Tagliavento non ha commesso errori così importanti. C'è stato un errore sull'ammonizione a Perrotta e non a Biava per un fallo identico. L'intervento di Osvaldo fermato sul'1 contro 1 è stato sbagliato, l'argentino aveva regolarmente protetto la palla, aveva tutto il diritto di proteggere in quel modo la palla. Non è certo quello che ha generato la sconfitta. Il rigore con espulsione era netto: Kajer commette una grande ingenuità allungando il braccio su Brocchi che arrivava a grande velocità. Fallo ingenuo e inevitabile, che  forse inizia appena appena fuori dall'area, ma si concretizza dentro. Brocchi accentua la caduta, ma il tocco di Kjaer è da calcio di rigore. L'espulsione è giusta perchè era chiara occasione da gol, anche se forse Brocchi non ci sarebbe mai arrivato".

Sui condizionamenti

"Difficile dire se Tagliavento sia stato condizionato dalle tante polemiche post designazione. Forse era un po' preoccupato, e qualcosina l'ha sbagliata nel corso della partita. Sapeva bene che qualunque cosa avesse condizionato avrebbe scatenato polemiche".

Sulla partita

"Mi è piaciuta molto la Roma, nella prima fase di gioco è stata altamente competitiva, poteva e doveva chiudere la partita. Forse hanno pesato i troppi debuttanti nel derby. Anche in 10 contro 11 ha giocato con il freno a mano tirato, per mille ragioni, tra cui secondo me anche la paura di vincere. Aver perso un leader carismatico e importante come Totti ha pesato molto, averlo in campo avrebbe cambiato il destino della gara".