Caso Neymar, arriva la sentenza definitiva: nessuna frode nel trasferimento al Barcellona
Arriva la parola fine su uno dei casi più discussi degli ultimi anni legati al mercato internazionale. La Corte Suprema spagnola ha confermato l’assoluzione di Neymar, del Barcellona, degli ex presidenti Sandro Rosell e Josep Maria Bartomeu, oltre che del Santos, respingendo il ricorso presentato dalla società DIS.
Al centro della vicenda, il trasferimento del fuoriclasse brasiliano nel 2013. Secondo quanto stabilito dai giudici, non esistono prove di corruzione tra privati né di frode contrattuale. Nella sentenza si sottolinea come “non vi fosse in alcun modo l’intento fraudolento di ledere i diritti economici del DIS”, chiarendo che gli accordi stipulati tra le parti rientravano nella normale prassi sportiva.
Un passaggio chiave riguarda la distinzione tra diritti economici e diritti federativi: la DIS deteneva una quota dei primi, ma non aveva il controllo sui secondi, determinanti per il trasferimento del giocatore. Inoltre, è stato accertato che la società ha ricevuto quanto dovuto al momento dell’operazione, pari alla sua percentuale sul totale.
La Corte ha evidenziato anche come i 40 milioni di euro versati fossero legati a “diritti futuri” e a un’opzione preferenziale, senza alcuna irregolarità. In definitiva, l’operazione è stata giudicata come una scelta sportiva del club catalano, che ha deciso di anticipare l’arrivo del giocatore. Una decisione che chiude definitivamente il contenzioso: nessun illecito penale, solo dinamiche di mercato.
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