Arbitri, linea dura su falli e proteste

03.08.2010 15:50 di Emanuele Melfi   vedi letture
Arbitri, linea dura su falli e proteste
Vocegiallorossa.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Grande attenzione sulle entrate violente e sulle forme eccessive di protesta, valorizzazione del confronto arbitro-capitano e velocizzazione della ripresa del gioco: sono le principali indicazioni del responsabile della Can A Stefano Braschi agli arbitri di serie A per favorire lo spettacolo calcistico, illustrate alla stampa questa mattina a Sportilia insieme al presidente dell'Aia (Associazione italiana arbitri) Marcello Nicchi. La conclusione del ritiro dei 20 top arbitri italiani (e dei 40 assistenti inseriti nei quadri della Can A) è stata l'occasione per presentare la nuova squadra e illustrare le linee guida in vista della stagione che sta per partire. «Ho un gruppo con professionalità strepitose e per questo ringrazio chi mi ha preceduto», ha esordito Braschi riferendosi a Pierluigi Collina. «Con l'Aia vogliamo dare un segnale che definirei di filosofia dell'arbitraggio: abbiamo tracciato un modo di vedere le situazioni alla stessa maniera, da trasferire anche alle altre categorie arbitrali che non voglio più definire inferiori ma di crescita». Attraverso alcuni filmati, Braschi ha poi mostrato le principali situazioni sulle quali chiede ai suoi maggiore attenzione: «Ripartiamo dalla linea degli ultimi anni, quella di far giocare di più al calcio, intervenire meno e favorire lo spettacolo: ma questo non può voler dire tollerare interventi pericolosi per l'integrità dei calciatori. Chi gioca in maniera violenta non deve più farlo», ha sottolineato.

La ripresa del gioco sarà velocizzata «perchè si sta troppo fermi, la gente vuole vedere giocare a pallone», ha spiegato Braschi. Al riguardo, è stata anche illustrata la variazione dell'Ifab riguardo l'ingresso dei barellieri, non più contemporaneo ai sanitari, ma eventualmente successivo alla prima valutazione medica e sempre su segnalazione del direttore di gara. Ribadito il no ai gomiti alti («C'è un fallo di gioco, un fallo pericoloso e un fallo violento, volontario o no»), Braschi ha poi mandato un messaggio ai calciatori («Il capitano torni a fare il capitano; noi parliamo solo con lui, non voglio quel capannello di gente intorno»). Da parte sua, Nicchi ha voluto trasmettere un messaggio sulla coesione dell'Aia: «Questa è una squadra vera, Rizzoli (designato ieri dai suoi colleghi come rappresentante della categoria, ndr) è il loro capitano e con lui ci confronteremo per lavorare in sinergia con tutti"

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