Ag. Osvaldo: "Voleva una grande. La Roma lo è"

03.10.2011 16:44 di Enzo Fragapane   vedi letture
Fonte: Centro Suono Sport
 Ag. Osvaldo: "Voleva una grande. La Roma lo è"
Vocegiallorossa.it

Filippo Fusco, agente di Osvaldo, ha parlato del magic moment del suo assistito e di Luis Enrique, intervistato da Centro Suono Sport. Ecco le sue parole:

Su quanto si è visto della vera Roma di Enrique:
"Poco. Sono diversi anni che seguo il tecnico asturiano, dalla Segunda B fino alla Segunda A: il Barcellona B di Luis Enrique è stata una squadra che ha sorpreso tutti per i tanti gol segnati e anche per i tanti giovani lanciati nel calcio che conta".
Sulle differenze col Barça B:
"Mi ha sorpreso il possesso palla della Roma: sterile e fine a se stesso. La seconda squadra blaugrana faceva maggiori verticalizzazioni rispetto a quella di Pep Guardiola. La Roma, però, sta cercando di acquisire il gioco di Luis Enrique. Facendo un paragone musicale: i giallorossi stanno provando ad alzare il ritmo".
Sulle preferenze tattiche di Osvaldo:
"Preferisce stare al centro, ma questo gioco lo esalta. Nelle ultime due gare, infatti, ha avuto 7-8 occasioni da rete, sintomo che la squadra lo ha messo in condizioni di calciare verso la porta. Bojan e Osvaldo giocano molto meno larghi rispetto alle prime uscite della squadra giallorossa, con il falso centravanti, ovvero Totti, che si abbassa, tramutandosi in trequartista. Questa sensazione è stata confermata anche dal cambio di sabato pomeriggio: all'uscita del capitano, il suo posto è stato ricoperto da Pjanic".
Su cosa ancora c'è da vedere del gioco di Enrique:
"Il possesso palla finalizzato alle azioni da gol. Contro l'Atalanta, ad esempio, il tiro da fuori è stato abusato: non è mai stato un marchio di fabbrica del Barcellona B, tanto meno di quello A. Manca un po' la spinta dei due terzini, quelli chiamati a dare superiorità numerica alla squadra. Devono trovare più il fondo e cercare di mettere qualche cross importante per gli attaccanti. Quando la Roma acquisirà i ritmi del gioco di Luis Enrique, gli attaccanti faranno i movimenti giusti e gli esterni spingeranno di più, la Roma potrà lottare per i primissimi posti".
Sul colloquio tra allenatore e squadra, riferito da Borini:
"La squadra faceva molte cose per dimostrare all'allenatore di volerlo seguire fino in fondo. Spesso ci vuol tempo perché alcuni movimenti vengano assimilati, ma con il passare del tempo e quando sono più utili, questi meccanismi vengono fuori".
Sulla felicità di Osvaldo:
"E come non potrebbe esserlo. Voleva giocare in una grande squadra e la Roma lo è. In tanti hanno detto che la prima avventura italiana di Osvaldo si è conclusa con un fallimento: non sono d'accordo. La vera e unica tappa negativa è stata quella di Bologna, con la società felsinea che comunque aveva speso molto per portarlo in rossoblu. Si è parlato anche del costo del cartellino di Osvaldo, ritenuto troppo elevato: negli ultimi due anni ha segnato un gol ogni due partite, ha giocato nella nazionale Under 21. Il prezzo sborsato per le sue prestazioni è stato onesto".
Sulla Nazionale azzurra:
"Non so dirvi. Osvaldo ha sempre avuto un ottimo rapporto con Prandelli, fin dai tempi di Firenze. Quando lui decise di lasciare la squadra viola, Prandelli provò in tutti i modi a convincerlo a restare. In realtà c'è anche la nazionale argentina che ha cominciato a ronzargli intorno. Lui si sente argentino, ma molto più italiano di tanti calciatori che vestono la maglia azzurra".
Su Bojan e José Angel
"Jose Angel è stato un ottimo acquisto: è giovane e gioca in un ruolo scoperto a livello mondiale. Ha gamba, corre tanto e può solo migliorare. Bojan deve liberarsi del suo personaggio, quello dei record battuti a livello giovanile al Barcellona. Quando supererà questa pressione, ricordandosi di avere 20 anni, tornerà ad essere decisivo".