Roma-Hellas Verona 2-1 - Scacco Matto - La posizione di Veretout e la qualità nell'impostazione dalla difesa

16.07.2020 22:16 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
© foto di www.imagephotoagency.it
Roma-Hellas Verona 2-1 - Scacco Matto - La posizione di Veretout e la qualità nell'impostazione dalla difesa

La Roma batte anche l'Hellas Verona e ottiene la terza vittoria consecutiva. I gol portano la firma di Veretout e di Dzeko.

LE SCELTE - Paulo Fonseca conferma la difesa a tre inserendo Kolarov sulla linea difensiva insieme a Ibanez e Mancini. Out, quindi, Cristante con Diawara e Veretout che formano la cerniera di centrocampo nel 3-4-2-1 della Roma. Bruno Peres viene confermato esterno destro con Spinazzola largo a sinistra. In avanti, spazio alla potenza di fuoco formata da Pellegrini, Mkhitaryan e Dzeko.
Sistema di gioco speculare per Juric con Faraoni, Amrabat, Veloso e Lazovic a centrocampo. In attacco, Pessina e Zaccagni agiscono dietro all'ex di turno, Valerio Verre, in qualità di falso nueve.

LA POSIZIONE DI VERETOUT - Come prevedibile, la Roma va fin da subito a disturbare l'avversario in fase di impostazione con Dzeko, Pellegrini e Mkhitaryan in pressione, aiutati da Veretout, che si posiziona molto alto a ridosso di Dzeko sia per aiutare nel pressing e sia per sfruttare le sponde di Dzeko.
L'idea di Fonseca è di far gravitare quanti più giocatori possibili accanto al bosniaco per sfruttare gli spazi creati dall'ex City. I giallorossi si dispongono con una sorta di 3-3-3-1 ( o 5-1-3-1, dipende dai casi), con il centrocampista ex Fiorentina spesso e volentieri sulla stessa linea di Pellegrini e Mkhitaryan. Bruno Peres e Spinazzola  gioca larghi e alti, cercando di aprire la difesa scaligera dalle fasce.

PAU LOPEZ-DZEKO - I giallorossi tentano anche la via aerea, con il portiere spagnolo che spesso lancia lungo per la testa di Dzeko, che nei duelli aerei ha la meglio sui suoi diretti avversari. Il bosniaco non riesce poi a essere sempre preciso nelle sponde ma i giallorossi riescono a portare la palla nella trequarti avversaria con molta facilità, subendo anche poco grazie alla compattezza della squadra, alla difesa alta e alla generale attenzione dei singoli. 

PIEDI BUONI DIETRO - Con Diawara unico superstite (sulla carta) a centrocampo, Mancini si stacca spesso e volentieri dalla linea difensiva sia per andare in anticipo proprio su Zaccagni, sia per dare supporto attivo alla fase di costruzione, come faceva anche con Gasperini a Bergamo. I piedi buoni, in difesa, non mancano perché occorre segnalare anche le qualità in fase di impostazione di Ibanez (ha un ottimo lancio lungo) e non bisogna ricordare quelle di Kolarov. Una soluzione, magari, da riproporre anche in futuro.